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venerdì 13 giugno 2014

SU 13 DEPUTATI SEGRETARI D'AULA NESSUNO PRESENTE PER LEGGERE IL VERBALE


Il Regolamento della Camera prevede che ogni seduta si apra con la lettura e l’approvazione del processo verbale della seduta precedente (art. 32 comma 2). La lettura del verbale di seduta spetta ad uno dei deputati segretari d’aula (art. 11). Attualmente sono 13 i deputati membri dell’Ufficiodi Presidenza di Montecitorio eletti a questa carica e che proprio in virtù di tale carica percepiscono un’indennità aggiuntiva rispetto ai colleghi, dispongono a palazzo Montecitorio di un ufficio personale ed uno per la propria segreteria, dispongono inoltre di personale di segreteria fiduciario (cioè indicato da loro) pagato però direttamente dalla Camera dei Deputati.
Giovedì 12 giugno la seduta della Camera iniziava insolitamente alle 8,30 del mattino e, non sappiamo per quale motivo, di 13 deputati segretari d’aula, neppure uno era presente per espletare le funzioni che il regolamento prescrive e che sono indispensabili ai fini dell’apertura della seduta. A causa di questo vuoto il verbale è stato fatto leggere ad uno dei deputati presenti, l’on. Ivan Catalano, che però non è segretario d’aula e che per questo è stato definito dal presidente di turno Giachetti segretario facente funzioni.
La questione, anche se di aspetto formale, ha del clamoroso e per diversi rispetti. Già il fatto che tra 13 deputati che si sono fatti eleggere ad un determinato incarico e che per questo ricevono diversi benefit rispetto ai colleghi, non ve ne sia stato neppure uno disponibile a svolgere le sue funzioni basta e avanza. Inoltre quella di ieri si configura come l’ennesima anomalia-innovazione di questa legislatura dal punto di vista delle procedure e delle prassi parlamentari.
Probabilmente precedenti estremamente remoti della figura del segretario facente funzione esistono (ce ne è stato segnalato uno relativoad una seduta della Costituente del 10 ottobre 1947), ma di certo nelle legislature più recenti non si è mai verificato un episodio simile. Chi scrive nelle due  precedenti legislature ha collaborato con membri dell’ufficio di Presidenza della Camera e ricorda bene come il servizio assemblea scatenasse fuoco e fiamme per fare in modo che all’apertura della seduta ci fosse sempre uno dei segretari d’aula. Anche perché il servizio Assemblea invia ai segretari un piano turni trimestrale in cui per ogni mese ogni segretario è di turno in media per 5 giorni (divisi in un turno dal lunedì al mercoledi e in un altro dal giovedì al venerdi).
A tal proposito è utile citare un episodio della scorsa legislatura nella quale il deputato segretario di turno aveva dovuto abbandonare la Camera per una questione di natura personale. Nel farlo aveva dimenticato la propria scheda elettronica inserita nella postazione alla destra del Presidente. Ebbene è stato fatto tornare a Montecitorio per rimuovere la scheda e consentire al deputato segretario che lo sostituiva di prendere posto e far procedere in tal modo la seduta.
Quanto accaduto ieri, a nostro avviso, non giova alla serietà dell’istituzione, del suo regolamento e delle sue prassi, e la cosa a nostro avviso peggiore è che si è fatto finta di niente per non ritardare i lavori dell’aula di 10 minuti. Dal video infatti si vede che mentre ilPresidente sta leggendo alcune comunicazioni all’aula arriva uno dei segretarie Giachetti lo guarda e muove la testa con un espressione come a dire “ buon giorno e ben arrivato”. Che non si tratti di una questione assolutamente secondaria e formale lo dimostra il fatto che nella seduta del 20 agosto 2013,convocata solo per annunciare il deposito di un decreto presso la Camera, è stato fatto venire in aula il segretario d’aula probabilmente di turno, il leghista Caparini.
Abbiamo già chiesto chiarimenti (via twitter) alla Presidente Boldrini e all’ufficio stampa di Montecitorio, non ottenendo risposta né spiegazioni (ovviamente per nulla dovute).  Se queste dovessero arrivare né daremo conto.

venerdì 9 agosto 2013

PERCHE L'8 AGOSTO ALLA CAMERA HANNO LETTO IL VERBALE DEL 17 LUGLIO



Oggi è l’ultimo giorno di lavoro della Camera e poi si riprende il 6 settembre, per lo stesso periodo anche questo blog, che di Montecitorio si occupa sotto vari aspetti, va in vacanza. I temi con i quali chiudere erano molteplici, abbiamo voluto scegliere quello a nostro avviso più curioso e tipico della “peculiarità” delle procedure di Montecitorio.
All’inizio della Seduta di ieri, giovedì 8 agosto, il segretario d’aula Annalisa Pannarale come di prassi ha letto il verbale della “seduta precedente”. Un verbale che si riferiva però alla seduta del 17 luglio 2013, nella quale si sono discusse alcune mozioni.
Com’è possibile che gli uffici abbiano compiuto un errore simile? In realtà nessuno errore, perché la prassi distingue tra sedute antimeridiane e pomeridiane, e vuole che quando una seduta è pomeridiana (ovvero inizia di pomeriggio), il processo verbale di cui si da conto all’assemblea, è quello dell’ultima seduta pomeridiana precedente a quella attuale, che in questo caso si era svolta appunto il 17 luglio.
Ovviamente lo stesso vale anche per le sedute antimeridiane, che però essendo molto più frequenti non pongono questo problema.
Che la prassi non fosse così conosciuta (confessiamo che neppure noi ci avevamo mai fatto caso in tanti anni e ringraziamo la segreteria del servizio resoconti per le informazioni che ci hanno fornito in tal senso) lo dimostra la strana espressione fatta dalla stessa onorevole Pannarale, dopo poche righe di lettura, quando cioè deve essersi resa conto che stava leggendo un verbale relativo al 17 luglio.
Dopo questa ultima chicca, che però riflette al meglio la filosofia di questo blog, ovvero spiegare nei limiti del possibile come funziona la Camera, anche negli aspetti più formali e meno noti, BUONE VACANZE A TUTTI

p.s. Per seduta si intende un’assemblea della Camera che si apre con la lettura del processo verbale e si chiude con la lettura dell’ordine del giorno di quella successiva. Se inizia di mattina si tratta di una seduta antimeridiana, anche se termina a notte fonda. Se inizia di pomeriggio si tratta di una seduta pomeridiana


martedì 2 luglio 2013

SI LITIGA SUL VICE PRESIDENTE MA IL PROBLEMA E' IL SEGRETARIO D'AULA AGGIUNTIVO



La vicenda dell’elezione del quarto vice presidente della Camera, in sostituzione di Maurizio Lupi, l’ha sollevata da molto tempo questo blog quando nessuno se ne era accorto. Ora che è una notizia politica di primo piano a noi continua ad interessare solo il profilo regolamentare ed istituzionale e così ci limitiamo soltanto a citare i precedenti che dal 94 ad oggi hanno sempre visto assegnare 2 vice presidenti all’opposizione. 1994 Governo Berlusconi e Pivetti Presidente di Montecitorio i vice dell’opposizione erano Acquarone e Violante; 1996 Governo Prodi e Violante Presidente Camera i vice dell’opposizione erano Biondi e Giovanardi; 2001 Governo Berlusconi e Casini Presidente Camera i vice dell’opposizione erano Mastella e Mussi, 2006 Governo Prodi e Bertinotti Presidente i vice dell’opposizione erano Tremonti e Meloni. 2008 Governo Berlusconi e Fini Presidente Camera, i vice dell’opposizione erano Bindi e Buttiglione.
Ciò detto la questione di rilievo e anomala relativa alla votazione di oggi pomeriggio riguarda l’elezione del segretario d’aula della quale nessuno si sta occupando. A nostro avviso si tratta di un elezione assolutamente non dovuta, un incarico istituzionale assegnato per dare soltanto una poltrona in più con tanto di ufficio e decreti, e che con tutta probabilità andrà al Pd.
La questione sta tutta nell’articolo 5 del regolamento della Camera. Il comma 1 stabilisce che nell’ufficio di presidenza i segretari d’aula debbano essere in numero di 8. I commi 4 e 5 stabiliscono che successivamente si può procedere all’elezione di segretari per consentire a tutti i gruppi presenti alla Camera di essere rappresentati nell’ufficio di presidenza. Il comma 8 dello stesso articolo prevede che qualora debbano essere sostituiti i membri dell’ufficio di presidenza eletti nella prima votazione (quella in cui sono stati eletti 4 vice presidenti, 3 questori e appunto 8 segretari) si procede ad una nuova elezione.  Tale comma nella nostra interpretazione non fa che ribadire che il numero ordinario dei membri dell’uffiicio di presidenza è quello dettato dal comma 1, dunque per i segretari 8. Così come nel caso del vice presidente, se uno dei quattro cessa, il comma 8 rafforza il disposto che non possono rimanere in 3. Se, però, come sovente capita, nel frattempo si è proceduto ad eleggere segretari aggiuntivi, che dunque sono già 8 o più, il comma 8 non dovrebbe essere applicato per i segretari d’aula.
L’elezione odierna pone un procedente e da un’interpretazione estensiva dell’comma 8 dell’articolo 5. Il motivo non è istituzionale ma materiale. Il Pd che non ostante esprimesse un numero di segretari d’aula abnorme rispetto alla prassi recente (ben 5, mentre fino ad oggi i due principali partiti si erano spartiti al massimo 4 segretari a testa),ne ha perso uno a seguito della nomina di Giampiero Bocci a sottosegretario. Invece di rimanere con 4 segretari ha preteso il reintegro della quinta poltrona. Spiace che la Presidente Boldrini abbia obbedito tacendo, spiace che nessuno alla Camera, ed in specie l’opposizione abbia posto la questione dal punto di vista dell’interpretazione del regolamento, chiedendo quanto meno di produrre una lista di precedenti in tal senso oppure un parere della giunta del regolamento. Tanto paga la Camera.

venerdì 12 aprile 2013

E IL PDL TENTA IL BLITZ PER AVERE UN SEGRETARIO D'AULA IN PIU'




Incredibile ma vero! Il Pdl, nel corso della giunta per il regolamento, ha chiesto di ottenere un ulteriore membro dell’ufficio di presidenza, un segretario d’aula per l’appunto. Le motivazioni espresse in una lettera inviata dal capogruppo Brunetta alla presidente della Camera sono essenzialmente due. La prima è che il Pdl non ha una rappresentanza proporzionalmente adeguata nell’ufficio di Presidenza rispetto alla sua consistenza numerica, in particolare per quanto attiene i segretari d’aula. L’altra motivazione riguarda il precedente della scorsa legislatura, quando la Lega ottenne un segretario d’aula aggiuntivo a seguito della nascita del governo Monti.
Ovviamente sia l’una che l’altra motivazione non sono state ritenute valide. La prima perché il regolamento della Camera impone che tutti i gruppi siano rappresentati nell’ufficio di Presidenza ma non prevede un criterio di rappresentanza proporzionale. Nel secondo caso è stato fatto notare, giustamente, come il precedente della lega fosse strettamente legato alla situazione di assoluta eccezionalità venutasi a creare a seguito della nascita del governo Monti, ovvero con la Lega che al momento era l’unico gruppo di opposizione (l’Idv si astenne sul primo voto di fiducia e quando passo all’opposizione non volle chiedere un’integrazione dei suoi membri in udp, che pure gli sarebbe spettata) ed in ufficio di Presidenza era rappresentata da un solo segretario d’aula.
Ancora più sorprendente un’ulteriore motivazione addotta, nel corso del dibattito in giunta a sostegno della richiesta da Elio Vito. I segretari d’aula, a differenza dei vice presidenti e dei questori, svolgono un ruolo di garanzia (sic.) ed è per questo che sarebbe necessario prevedere che ogni gruppo potesse avere un segretario d’aula. Ancora più divertente, e singolare, è che il principio di questa tesi è stato condiviso da Gianclaudio Bressa del Pd, sostenendo però che non si dovesse per forza passare da una modifica regolamentare e non procedere per via interpretativa.
Ovviamente il Pdl non ha ottenuto il segretario d’aula aggiuntivo, che non è riuscito ad eleggersi all’atto della composizione dell’ufficio di presidenza per guerre interne che hanno finito per cecchinare la Ravetto. Che però mentre il parlamento è fermo, mentre proprio il Pdl sostiene (e non a torto) che le commissioni non si possano convocare, si tenti di farsi assegnare una poltrona in più in udp, con tutto quello che ne consegue (avendo già, è bene ricordarlo, un vice presidente e un questore) questo è un po’ eccessivo e, forse inaccettabile.
Di seguito il resoconto del dibattito in giunta del regolamento.