giovedì 16 maggio 2013

LA KYENGE STRUMENTALIZZATA (NEL BENE E NEL MALE) ANCHE NEL QUESTION TIME


 
La ministra Cecile Kyenge, suo malgrado e al di là della sua attività, è divenuta una sorta di vessillo da sventolare in maniera strumentale a favore o contro il governo. Questa condizione è emersa plasticamente nel corso del question time di ieri alla Camera, ed in particolare nello svolgimento di due interrogazioni a lei rivolte da Sel e dalla Lega.
Nel primo caso l’on. Pilozzi ha rivolto al ministro una domanda molto specifica, quali iniziative intenda adottare il governo per facilitare il riconoscimento della cittadinanza in particolare prevedendo interventi incentrati sul principio dello ius soli.
La Ministra Kyenge, come sovente capita nei question time, ha fornito una risposta molto vaga e generica (ovviamente preparata dagli uffici). Come si può vedere dal resoconto di seguito riportato, prima ha snocciolato una serie di dati sull’immigrazione in italia e le richieste di cittadinanza. Quindi ha sottolineato di non aver ancora avuto deleghe da parte del governo sul tema e che comunque la sua azione sarà in linea con gli indirizzi del governo stesso. Ed infine si è di fatto rimessa all’attività che sarà svolta dal parlamento dove sono state presentate diverse proposte di legge in materia di cittadinanza. Dato non trascurabile, la ministra non ha mai pronunciato le parole Ius Soli.
Tenuto conto della lunga prassi dei question time, e soprattutto del fatto che l’interrogazione era rivolta da una forza di opposizione al governo, c’erano tutti i presupposti per aspettarsi una replica infuocata e polemica dell’interrogante. A sorpresa invece Pilozzi si dichiara soddisfatto e addirittura di apprezzare le parole e gli impegni (che non ci sono stati) assunti dalla Ministra.
L’interrogazione del leghista Molteni, rappresenta invece il caso opposto. Prendendo spunto dai tragici fatti di Milano, la Lega ha chiesto (nel testo scritto che è quello al quale il ministro si attiene per la risposta) se il ministro ritenga una priorità la chiusura dei Cie, l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e la modifica della normativa in materia di cittadinanza. Temi in gran parte non di pertinenza della Kyenge, come ha sottolineato nella risposta, e che sono stati strumentalizzati ancora di più dall’interrogante sottolineando di non aver sentito parole di sdegno e solidarietà da parte della ministra. Alle risposte generiche ma corrette, perché non potevano essere altrimenti, da parte della Kyenge, Molteni in replica ha rincarato la dose polemica in maniera assolutamente strumentale. 
Resoconto stenografico del question time di mercoledi 15 maggio 2013

mercoledì 15 maggio 2013

LA CAMERA RICONOSCE LE COPPIE GAY VITTORIA DI CIVILTA' (SE NON RIMANE UN PRIVILEGIO)


 
Nella seduta di ieri l’ufficio di presidenza della Camera ha assunto una decisione a suo modo storica, quella di riconoscere l’allargamento dell’assistenza integrativa ai compagni dello stesso sesso dei deputati. La Camera era già antesignana in questo senso riconoscendo, sempre in tema di assistenza integrativa, le così dette coppie di fatto. Ieri è stato compiuto un ulteriore passo avanti.
Di fatto con la decisione di ieri la Camera dei deputati ha riconosciuto ufficialmente la legittimità delle coppie Gay. Questo da un lato, sempre in via di principio è certamente un bene, a patto però che non si traduca in privilegio esclusivamente per quelle coppie gay nelle quali uno dei due membri è un deputato o deputata.
Bene ha fatto il deputato Ivan Scalfarotto, come nelle precedente legislatura aveva fatto Paola Concia, a sollecitare l’ufficio di presidenza di Montecitorio a prendere una decisione sul tema. A questo punto però, sarebbe un segnale di coerenza se tutti i membri dell’ufficio di presidenza che hanno votato a favore della delibera sottoscrivessero congiuntamente una proposta di legge per riconoscere i diritti delle coppie omosessuali anche al di fuori delle mura di Montecitorio. In questo senso la posizione assunta dal Movimento 5 stelle è apparsa senza dubbio la più coerente.
 
Poiché sui giornali di oggi si parla vagamente di come funziona l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati proviamo a dare qualche informazione. Ogni deputato si vede trattenere dalla busta paga mensile 526,66 euro al mese più 100 euro per ogni familiare indicato. Va detto però che queste cifre vengono ritenute sul lordo dell’indennità, ovvero sui circa 10.435 euro e non sul netto ovvero i circa 5000 euro in busta.
Per quanto riguarda poi l’assistenza sanitaria si procede ad un rimborso delle prestazioni mediche dichiarate dal deputato nel rispetto di un tariffario molto dettagliato. Facciamo alcuni esempi per il dentista (odontomastologia) è previsto un plafond di 23240,56 euro a nucleo familiare per l’intera legislatura.
Per gli occhiali non si può spendere più di 350 euro annui a familiare, mentre per le protesi acustiche è previsto un rimborso annuo di 3.500 euro a familiare. Per le visite specialistiche è previsto un rimborso di 150 euro a visita, mentre per le analisi cliniche è previsto un tetto pari all’80% della spesa sostenuta fino a 1860 euro annui ad iscritto.

martedì 7 maggio 2013

ANCHE L'ORDINE DEI LAVORI DIVENTA CAMPO DI BATTAGLIA




L’intervento sull’ordine dei lavori è da sempre alla Camera lo strumento regolamentare per consentire ai peones di intervenire sulla qualunque nel finale della seduta, dopo che sono stati esauriti tutti gli argomenti all’ordine del giorno. Si interviene per segnalare ricorrenze più o meno note, per sollecitare al governo la risposta ad atti di sindacato ispettivo, ecc. ecc. Una piccola finestra utile a dimostrare, lasciandolo agli atti, l’attento interesse del deputato per questioni attinenti al territorio d’elezione e al suo elettorato. Una procedura che si è sempre svolta senza problemi nel rumore dell’aula che si svuota e con la sofferenza del malcapitato presidente di turno che deve ascoltare fino all’ultimo intervento.
In questa legislatura anche l’intervento sull’ordine dei lavori sta divenendo una sorta di campo di battaglia fisso. Fisso anche uno dei contendenti, i deputati cinque stelle che non lesinano interventi anche con alto tasso di polemica politica. Assiduità anche dall’altra parte della barricata con il delegato d’aula del PD Ettore Rosato, che sovente si erge a fustigatore. Nella seduta di ieri ennesimo scontro, con Rosato che chiede al Presidente di far rispettare il regolamento, protestando per un intervento relativo alle dichiarazioni del Ministro Zanonato sul nucleare, e con il deputato cinque stelle Tofalo che si domanda se Rosato abbia impegni pressanti per cena.
Vedendola da fuori hanno un po’ tutti ragione e un po’ tutti torto. Certamente i deputati cinque stelle se proprio non vogliono ridurre il numero dei copiosi interventi sull’ordine dei lavori, potrebbero in alcuni casi moderare un po’la foga oratoria e attenersi al tema previsto dai regolamenti. Dall’altro però, ed in particolare da parte del delegato d’aula Pd, è evidente una eccessiva rigidità che negli anni precedenti non s’è mai vista e soprattutto negli interventi a fine seduta. Ieri ad esempio la staffilata di Rosato è stata gratuita, anche perché ci aveva già pensato il Presidente di turno a suggerire il ricorso ad un atto di sindacato ispettivo. 

Di seguito il resoconoto delle ultime fasi della seduta di ieri