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venerdì 10 ottobre 2014

CHE FINE HANNO FATTO LE ANNUNCIATE INTERROGAZIONI SU ROCCHI?



La partita Juventus-Roma, ed in particolare la prestazione dell’arbitro Rocchi, aveva portato due deputati (romani ovviamente) ad annunciare un’interrogazione parlamentare. A leggere le dichiarazioni rilasciate il giorno successivo a quello della gara sembrava che queste interrogazioni, una delle quali avrebbe dovuto tirare in ballo perfino la Consob, dovessero essere depositate già lunedì stesso. Invece ancora di queste interrogazioni non se ne vede traccia. I due deputati sono Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia e Marco Miccoli del Pd, che grazie alle polemiche sull’arbitro Rocchi e all’annuncio di un intervento in sede parlamentare si erano guadagnati numerose citazioni sui giornali. Se dal sito della Camera, si vanno a consultare gli allegati B ai resoconti di seduta (lo strumento sul quale viene data pubblicità agli atti di sindacato ispettivo ufficialmente depositati) di Martedì, Mercoledì e di Ieri, di interrogazioni su Rocchi da parte di Rampelli e Miccoli non vi è traccia.  Questo significa che, almeno fino alla seduta antimeridiana di mercoledì le interrogazioni non sono state depositate all’ufficio del sindacato ispettivo, oppure da questo non sono state ammesse. L’allegato B al resoconto della seduta odierna, on-line sarà disponibile solo domani, mentre è già disponibile a Montecitorio. O i due deputati hanno desistito dall’intento annunciato (il che a nostro avviso sarebbe solo un bene) oppure la redazione dell’atto gli è costata più tempo del previsto e così magari l’hanno depositata ieri ma ancora non è stata pubblicata. Ovviamente delle due interrogazioni non vi è traccia neppure nelle schede dei due singoli deputati sul sito della Camera.

giovedì 10 ottobre 2013

LA CONFERENZA STAMPA DI ALFANO IMPONE UN'INTERROGAZIONE A LETTA



La conferenza tenuta ieri a Palzzo Chigi da Angelino Alfano e dalla compagine ministeriale del Pdl ci ha sorpresi non per i contenuti ma per la forma, oppure sarebbe più corretto dire per la sede. La nostra perplessità riguarda la seguente domanda: che cosa centra una legittima iniziativa politica di una corrente di un partito con il governo? Noi riteniamo nulla, ed è per questo che riteniamo che sia stato un clamoroso errore concedere l’uso della sala stampa di una sede istituzionale come quella di Palazzo Chigi.
Questo blog, però, vuole circoscrivere il suo raggio d’azione solo all’attività ed alle cose che riguardano la Camera, dunque siamo consapevoli di stare trasgredendo alla nostra policy. E per questo che rientriamo nel nostro orticello mettendo a disposizione di qualsiasi Deputato fosse interessato la seguente bozza di interrogazione che noi, avremmo già depositato ieri sera.

INTERROGAZIONE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Premesso che:
nel pomeriggio del giorno 9 ottobre 2013 presso la sala stampa di Palazzo Chigi si è svolta una conferenza stampa indetta ed alla quale hanno partecipato i ministri della delegazione Pdl, gli onorevoli Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi,  e il Senatore Gaetano Quagliariello;
In tale conferenza stampa sono stati affrontati temi di governo ma in chiave prettamente politico-partitica e sono state altresì affrontate, sia per iniziativa diretta dei protagonisti che a seguito di domande rivolte dai giornalisti intervenuti, tematiche politiche attinenti esclusivamente al partito politico Popolo della Libertà nonché alle sue dinamiche e polemiche interne.
Ciò risulta indiscutibilmente dalle note riportate dalle agenzie di stampa come quelle che si riportano citando testualmente le dichiarazioni del Ministro Alfano riportate dall’agenzia Ansa “Nel nostro futuro non vedo le larghe intese ma un largo successo con un grande centrodestra che riunisca tutti i moderati alternativi alla sinistra italiana che pensano di poter scommettere su una ricetta liberale che sia sempre a favore della società”(Ansa 17.07); “Non voglio alimentare polemiche, l’invito che faccio a tutti è quello di abbassare i toni delle dichiarazioni per lavorare insieme all’unità per gli anni che ci attendono”. Così Angelino Alfano a chi gli chiede un commento alla richiesta di Fitto di azzerare gli incarichi (Ansa 17.03); “Noi non solo siamo non siamo qui per parlare di regole interne al PDL ma per ribadire che il nostro scopo è tenere unito il Partito. Non facciamo polemica ma tutti insieme vogliamo fare le scelte più giuste” Così il vicepremier Angelino Alfano alla richiesta di primarie avanzata da Raffaele Fitto. (ANSA 16.53). “Abbiamo indetto la conferenza stampa per sottolineare i risultati ottenuti dal movimento PDL guidato da Berlusconi con questo governo in questi 5 mesi e per dire anche che la nostra funzione nel governo è la funzione di ministri che intendono realizzare nei limiti di una grande coalizione gli altri punti programmatici su cui ci siamo impegnati in campagna elettorale (ANSA 16.20). “La nostra prospettiva è lavorare per il bene dell’Italia con un partito grande e unito. Vogliamo una grande forza politica per il paese e coltiviamo ambizioni grandi: un grande centrodestra con al centro il Pdl. Con Berlusconi c’è un vincolo di affetto mai venuto meno”. (ANSA 16.56)
Dalle dichiarazioni sopra riportate si evince chiaramente che il tema della conferenza stampa era eminentemente politico-partitico, indetta e svolta certamente da alcuni componenti dell’attuale governo ma nella loro qualità di dirigenti di un partito, il Pdl, nel quale si è prodotta in questi giorni una viva dialettica tra i così detti governasti e i così detti lealisti. Proprio alla luce di ciò la concessione in uso di una sede istituzionale del governo, come la sala Stampa di Palazzo Chigi, abitualmente adibita alle comunicazioni del governo, in particolare a seguito delle riunioni del consiglio dei ministri risulta incomprensibile agli interroganti in merito allo svolgimento di tale evento.
Si chiede di sapere quali siano i motivi anche alla luce dei regolamenti interni al governo e alla presidenza del consiglio che abbiano indotto a concedere l’uso della sala stampa per la conferenza stampa dei Ministri Alfano, De Girolamo, Lorenzin, Lupi e Quagliariello, e da chi sia stata assunta tale decisione.

giovedì 16 maggio 2013

LA KYENGE STRUMENTALIZZATA (NEL BENE E NEL MALE) ANCHE NEL QUESTION TIME


 
La ministra Cecile Kyenge, suo malgrado e al di là della sua attività, è divenuta una sorta di vessillo da sventolare in maniera strumentale a favore o contro il governo. Questa condizione è emersa plasticamente nel corso del question time di ieri alla Camera, ed in particolare nello svolgimento di due interrogazioni a lei rivolte da Sel e dalla Lega.
Nel primo caso l’on. Pilozzi ha rivolto al ministro una domanda molto specifica, quali iniziative intenda adottare il governo per facilitare il riconoscimento della cittadinanza in particolare prevedendo interventi incentrati sul principio dello ius soli.
La Ministra Kyenge, come sovente capita nei question time, ha fornito una risposta molto vaga e generica (ovviamente preparata dagli uffici). Come si può vedere dal resoconto di seguito riportato, prima ha snocciolato una serie di dati sull’immigrazione in italia e le richieste di cittadinanza. Quindi ha sottolineato di non aver ancora avuto deleghe da parte del governo sul tema e che comunque la sua azione sarà in linea con gli indirizzi del governo stesso. Ed infine si è di fatto rimessa all’attività che sarà svolta dal parlamento dove sono state presentate diverse proposte di legge in materia di cittadinanza. Dato non trascurabile, la ministra non ha mai pronunciato le parole Ius Soli.
Tenuto conto della lunga prassi dei question time, e soprattutto del fatto che l’interrogazione era rivolta da una forza di opposizione al governo, c’erano tutti i presupposti per aspettarsi una replica infuocata e polemica dell’interrogante. A sorpresa invece Pilozzi si dichiara soddisfatto e addirittura di apprezzare le parole e gli impegni (che non ci sono stati) assunti dalla Ministra.
L’interrogazione del leghista Molteni, rappresenta invece il caso opposto. Prendendo spunto dai tragici fatti di Milano, la Lega ha chiesto (nel testo scritto che è quello al quale il ministro si attiene per la risposta) se il ministro ritenga una priorità la chiusura dei Cie, l’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e la modifica della normativa in materia di cittadinanza. Temi in gran parte non di pertinenza della Kyenge, come ha sottolineato nella risposta, e che sono stati strumentalizzati ancora di più dall’interrogante sottolineando di non aver sentito parole di sdegno e solidarietà da parte della ministra. Alle risposte generiche ma corrette, perché non potevano essere altrimenti, da parte della Kyenge, Molteni in replica ha rincarato la dose polemica in maniera assolutamente strumentale. 
Resoconto stenografico del question time di mercoledi 15 maggio 2013