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giovedì 8 agosto 2013

I PRENDI TEMPO



C’è un ruolo fondamentale all’interno dei gruppi parlamentari che è quello del delegato d’aula, a cui viene demandata l’intera gestione dei lavori. I delegati dei principali gruppi, in particolare se hanno esperienza svolgono una sorta di direzione del traffico all’interno dell’emiciclo provvedendo a rallentare i lavori o ad accelerarli a seconda delle necessità.
In particolare ad inizio seduta, quando molti deputati traccheggiano tra la buvette e il transatlantico, oppure scambiano due chiacchiere sull’uscio dell’aula, il rischio, se sono previste votazioni è quello di andare sotto. Ecco perché solitamente uno dei delegati d’aula dei gruppi di maggioranza prende la parola sul primo punto in votazione ed interviene per dare il tempo ai suoi deputati di prendere posto e votare secondo indicazione.
Sarà la vicinanza delle ferie ma ieri questo ruolo svolto solitamente dall’onorevole Baldelli è stato oggetto oltre che di uno scrosciante applauso anche di un siparietto con il Presidente di turno Giachetti e con il delegato d’Aula del Pd Rosato.
Giachetti scerzando si è domandato come mai il primo intervento di Baldelli riscuotesse solitamente tanto successo. Baldelli a sua volta ha ribattuto che probabilmente è merito dell’entusiasmo di inizio seduta e della gioia di iniziare i lavori. Poiché per prendere tempo, come prassi, Baldelli tendeva a divagare nel suo intervento, Giachetti si diverte a richiamarlo ad attenersi al tema dell’emendamento.
Alla ripresa dei lavori pomeridiani, questa volta è Rosato che interviene per consentire alla maggioranza di conquistare i propri scranni, e scherzando dichiara di aver voluto dare il cambio al collega Baldelli in quel compito.
Baldelli al quale non manca l’umorismo (ed è un grandissimo imitatore, fenomenale la sua interpretazione di Giulio Tremonti) interviene a sua volta per denunciare la disparità del presidente Giachetti che ha consentito a Rosato, suo collega di partito, divagazioni che solitamente non concede a lui sul primo intervento.

martedì 7 maggio 2013

ANCHE L'ORDINE DEI LAVORI DIVENTA CAMPO DI BATTAGLIA




L’intervento sull’ordine dei lavori è da sempre alla Camera lo strumento regolamentare per consentire ai peones di intervenire sulla qualunque nel finale della seduta, dopo che sono stati esauriti tutti gli argomenti all’ordine del giorno. Si interviene per segnalare ricorrenze più o meno note, per sollecitare al governo la risposta ad atti di sindacato ispettivo, ecc. ecc. Una piccola finestra utile a dimostrare, lasciandolo agli atti, l’attento interesse del deputato per questioni attinenti al territorio d’elezione e al suo elettorato. Una procedura che si è sempre svolta senza problemi nel rumore dell’aula che si svuota e con la sofferenza del malcapitato presidente di turno che deve ascoltare fino all’ultimo intervento.
In questa legislatura anche l’intervento sull’ordine dei lavori sta divenendo una sorta di campo di battaglia fisso. Fisso anche uno dei contendenti, i deputati cinque stelle che non lesinano interventi anche con alto tasso di polemica politica. Assiduità anche dall’altra parte della barricata con il delegato d’aula del PD Ettore Rosato, che sovente si erge a fustigatore. Nella seduta di ieri ennesimo scontro, con Rosato che chiede al Presidente di far rispettare il regolamento, protestando per un intervento relativo alle dichiarazioni del Ministro Zanonato sul nucleare, e con il deputato cinque stelle Tofalo che si domanda se Rosato abbia impegni pressanti per cena.
Vedendola da fuori hanno un po’ tutti ragione e un po’ tutti torto. Certamente i deputati cinque stelle se proprio non vogliono ridurre il numero dei copiosi interventi sull’ordine dei lavori, potrebbero in alcuni casi moderare un po’la foga oratoria e attenersi al tema previsto dai regolamenti. Dall’altro però, ed in particolare da parte del delegato d’aula Pd, è evidente una eccessiva rigidità che negli anni precedenti non s’è mai vista e soprattutto negli interventi a fine seduta. Ieri ad esempio la staffilata di Rosato è stata gratuita, anche perché ci aveva già pensato il Presidente di turno a suggerire il ricorso ad un atto di sindacato ispettivo. 

Di seguito il resoconoto delle ultime fasi della seduta di ieri