sabato 13 dicembre 2014

LA PRESIDENTE BOLDRINI DIMENTICA IL PRECEDENTE VILLARI




Venerdì scorso su Sette Gian Antonio Stella aveva posto la questione dell’opportunità che Giancarlo Galan, attualmente agli arresti domiciliari, permanga alla presidenza della commissione cultura della Camera. Oggi, con una lettera al Corriere, la Presidente Boldrini ribadisce che la Camera dei deputati non dispone di strumenti per revocare un presidente di commissione.
Per quanto attiene alle norme regolamentari la Presidente Boldrini ha ragione, ma nella sua risposta dimentica un precedente non da poco in questo senso, ed anche abbastanza recente. Nella scorsa legislatura, infatti, il presidente della Commissione Antimafia, Senatore Villari, fu revocato a seguito di una decisione presa di comune accordo dai presidenti di Camera e Senato sulla base di un parere espresso dalle rispettive giunte per il regolamento.
In quell’occasione tutti i componenti della Commissione, tranne tre, si dimisero dalla stessa e i tre membri rimasti, tra cui il presidente furono revocati a seguito dello scioglimento della stessa commissione che era impossibilitata a svolgere i propri lavori.
Tale operazione fu certamente una forzatura delle procedure e delle prassi parlamentari, ma fatto sta che pose un precedente. Precedente che potrebbe, qualora lo si volesse davvero, essere fatto valere oggi in un caso, come quello dell’On. Galan, che certamente giustifica il richiamo ad una soluzione eccezionale più di quanto non lo giustificasse il caso Villari

venerdì 12 dicembre 2014

L'INEVITABILE PASTICCIO SUL CONFLITTO DI INTERESSI



Il rinvio in commissione della proposta di legge in tema di conflitto di interesse rappresenta la conseguenza di un pessimo lavoro parlamentare. Tutto inizia in commissione, quando invece di procedere ad un esame accurato di un testo che riforma un settore estremamente delicato, il Presidente e relatore Francesco Paolo Sisto decide di chiudere tutto in due sole sedute. Il 2 ottobre è lui a redigere un testo unificato trale quattro proposte in esame. Testo che rimarrà immutato perché nella successiva seduta del 7 ottobre sempre Sisto propone di ritirare tutti gli emendamenti presentati e rinviarli all’aula per consentire alla proposta di legge di arrivare in aula nei tempi previsti dal calendario. Poiché tutti i gruppi accettano la commissione non vota. Su questo testo, che è quello elaborato dal presidente Sisto, la commissione bilancio esprime un parere a dirpoco tranciante, parere negativo su tutti gli articoli per mancanza di coperture. In aula allora si propone il ritorno in commissione e il relatore Sisto, che aveva spinto per portare questo testo in aula, accetta tranquillamente. Risultato, i tempi di approvazione saranno molto più lunghi di quanto non lo sarebbero stati se la commissione affari costituzionali avesse svolto in maniera attenta e approfondita il proprio lavoro.  

venerdì 21 novembre 2014

PORTE GIREVOLI A MONTECITORIO: DEPUTATI IN FUGA DAL MISTO


Porte girevoli a Montecitorio soprattutto per quanto riguarda i deputati iscritti al gruppo Misto e le componenti interne a questo gruppo. Nel giro di pochi giorni in fatti sono scomparse due componenti costituite all’interno del misto, una, quella di Centro democratico, costituitasi ad inizio legislatura, ed un’altra, quella di Led, costituitasi solo pochi mesi fa nel luglio 2014. Nel primo caso si è verificata una diaspora che ha visto da ultimo tre deputati ( Bruno Tabacci, Roberto Capelli e Carmelo Lo Monte) entrare nel gruppo di Per L’Italia, ed in precedenza l’abbandono del deputato Pisicchio e del Deputato Formisano rimasti nel misto ma non iscritti ad alcuna componente. La componente LED, invece, costituita dai fuoriusciti di Sel guidati da Gennaro Migliore, si è accasata nella quasi totalità nel gruppo del Partito Democratico, che così ha raggiunto la cifra monstre di 307 iscritti (con altri 8 deputati da solo avrebbe la maggioranza assoluta alla Camera). La scomparsa di queste due componenti interne al misto ha giovato anche alla Componente socialista che ha registrato due nuovi ingressi, quello di Claudio Fava e quello dell’ex penta stellato Ivan catalano. Per gli amanti delle statistiche parlamentari si segnala il terzo ritorno di Tabacci nell’Udc (che è l’azionistadi maggioranza del gruppo Per l’Italia). Dopo una prima rottura in vista delle elezioni del 2008 con la creazione della Rosa Bianca insieme a Savino Pezzotta, Tabacci si era poi accasato nel corso della XVI legislatura sempre nel gruppo Udc. Sul finire di quella legislatura ne era uscito per dar vita alla formazione Centro Democratico. Ed ora si registra il terzo ritorno. Per gli amanti delle indiscrezioni invece segnaliamo che a breve potrebbe ricomparire alla Camera la sigla di un partito, l’Idv, che era rimasto fuori alle ultime elezioni.