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martedì 19 maggio 2015

SE DUE COMMISSIONI SUI CIE VI SEMBRAN POCHE



La Camera, da tempo, ha istituito una commissione di inchiesta per esaminare a 360 gradi il fenomeno dei CIE e dei CARA, ovvero i centri che accolgono gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste. L’inchiesta parlamentare riguarda sia le condizioni di accoglienza all’interno di queste strutture, ma anche l’aspetto economico delle stesse.
Non ostante ciò la lega ha presentato, e ne ha imposto la calendarizzazione in commissione, una proposta per costituire un’ulteriore commissione d’inchiesta parlamentare che si occupi dei costi prodotti dal sistema di accoglienza, e che di fatto si andrebbe a configurare come una sorta di doppione della Commissione già istituita e operante. Probabilmente si è trattato di una mossa elettorale in occasione delle regionali.
La proposta è attualmente all’esame della prima commissione della Camera che, in questa settimana sarà chiamata a votare gli emendamenti presentati.
Vedremo come andrà a finire, certo è che sarebbe molto singolare, se non un unicum assoluto se all’interno della stessa Camera si desse vita a due commissioni d’inchiesta praticamente identiche in tema di immigrazione, e se questo risultato fosse ottenuto proprio su iniziativa della Lega che, quotidianamente è molto attenta a sottolineare i costi per le casse pubbliche prodotti dall’immigrazione e dall’accoglienza.

venerdì 27 marzo 2015

ALLA CAMERA PARTE LA COMMISSIONE SUI CIE



Ieri, con l’elezione del proprio ufficio di presidenza, si è costituita alla Camera dei deputati la Commissione d’inchiesta sui Cie e sui Cara. E’ la quarta commissione parlamentare d’inchiesta, oltre alla Commissione Antimafia che viene costituita ogni legislatura, che nasce nel corso di questa legislatura ed è la seconda, dopo quella sulla pirateria e contraffazione in campo commerciale, che si costituisce solo alla Camera dei Deputati.
Presidente di questa nuova commissione è stato eletto Gennaro Migliore. I malevoli potrebbero pensare che la presidenza sia il risarcimento per la mancata candidatura con il Pd alle regionali in Campania. In realtà va detto che Migliore era stato il relatore dell’esame delle proposte d’inchiesta presentate in materia di Cie e di Cara e che hanno portato alla costituzione dell’attuale commissione.
Dei tre presentatori delle altrettante proposte d’inchiesta per indagare sulle condizioni dei cie e dei cara, solo uno è anche entrato a far parte della Commissione. Mario Marazziti, del gruppo Per l’Italia – Centro Democratico, che è stato anche eletto vice presidente della Commissione stessa. Gli altri due, Emanuele Fiano del Pd, e Nicola Fratoianni di Sel, non sono invece  tra i componenti della nuova commissione.
Il ruolo di questa commissione non sarà solo quello di controllare le condizioni nelle quali sono ospitati i migranti all’interno delle strutture ricettive, indagando anche sul rispetto dei diritti umani. Ma avrà anche il potere di esaminare l’aspetto economico che riguarda le spese dei centri di accoglienza e soprattutto il rispetto delle convenzioni stipulate tra lo stato e i privati per la gestione di queste strutture.
A parte qualche eccezione, come lo stesso Migliore, Paola Binetti, Laura Ravetto, tra i componenti non figurano deputati noti al pubblico. C’è il democrat Kalid Chaouki, che si chiuse in un cie nel periodo di Natale, e poi diversi deputati della commissione affari sociali della Camera.
La commissione sui Cie e sui Cara avrà un anno di tempo per svolgere la propria attività ispettiva e redigere una relazione sui risultati ottenuti.

giovedì 7 agosto 2014

RENDICONTO SPESE PER UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA? RESPINTO PERCHE' TROPPO INNOVATIVO



Nella seduta di mercoledì 6 agosto la prima commissione della Camera ha approvato il testo di una proposta di commissione di inchiesta sul sistema dei Cie. Gran parte del lavoro era stato fatto in sede di comitato ristretto e dunque gli emendamenti presentati al testo unificato sono stati pochissimi e su aspetti particolari. Tra questi ce n’è stato uno del deputato pentastellato Emanuele Cozzolino che proponeva di lasciare invariato il finanziamento previsto per i lavori della commissione (50.000 euro annui), ma di prevedere una rendicontazione analitica dell’uso di queste risorse da allegare al testo della relazione finale che la commissione produrrà al termine della sua inchiesta. L’emendamento è stato respinto, ma curiose sono le motivazioni addotte dagli intervenuti per motivare la loro contrarietà. Il Relatore Migliore, Fiano del Pd, e il sottosegretario Sesa Amici, dichiarano di condividere nel merito la proposta, ma chiedono al presentatore di ritirare l’emendamento perché sarebbe la prima volta che una commissione d’inchiesta si doti di una simile norma di trasparenza e questo creerebbe disparità rispetto alle altre già istituite. Ecco dunque la proposta di rinviare il tutto alla decisione del costituendo ufficio di presidenza della commissione all’atto di approvare il regolamento interno. Ovviamente, e a nostro modesto avviso, si tratta di un’occasione persa per apportare un’importante innovazione in tema di trasparenza e di uso delle risorse da parte delle commissioni di inchiesta. Infatti, ad oggi, nel bilancio della Camera è riportato il costo annuo delle singole commissioni di inchiesta (cifra che di solito coincide con il budget assegnato per il funzionamento), ma non vi è alcuna specifica delle voci che hanno portato a quella somma totale. Inserire un rendiconto analitico dell’uso delle risorse assegnate poteva costituire un utile strumento per spostare l’attenzione ( e la polemica non sempre giustificata) dal quantum delle risorse assegnate al modo in cui queste vengono effettivamente utilizzate, ma probabilmente in prima commissione non l’hanno capito.