martedì 14 ottobre 2014

LA SVISTA DELLA XII SUL FONDO IMMIGRAZIONE DEL 2013



Quando si esaminano i provvedimenti legislativi l’errore o la vera e propria gaffe è sempre dietro l’angolo, non solo per il singolo ma anche per gli atti ufficiali varati da un’intera commissione. Ci riferiamo al parere sul decreto stadi e immigrazione approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. Quasi tutto il testo del parere sottolinea criticamente il fatto che, un precedente fondo per fronteggiare l’emergenza immigrazione (Il fondo di 190 milioni istituito da un precedente decreto del 2013) non sia stato ancora ripartito. Peccato che in realtà il riparto di quel fondo sia invece avvenuto già da qualche mese, con il decreto ministeriale del 3 giugno 2014. La commissione affari sociali è parzialmente scusabile da un lato per essere stata tratta in inganno dal dossier del servizio studi della Camera che dichiarava non essere stato ancora ripartito il fondo da 190 milioni del 2013. Dall’altro perché questo decreto ministeriale è praticamente un fantasma (anche se esiste davvero) non essendo stato pubblicato in Gazzetta né essendovene annuncio sul sito del Ministro dell’Interno. La Commissione non è scusabile del tutto però, perché la notizia del riparto del fondo da 190 milioni di euro era comunque emersa in commissione nel corso dell’audizione svolta il 15 settembre dal Prefetto Morcone. Ora che il provvedimento è giunto in Senato le sviste sul punto sembrano concluse dal momento che, il dossier studi del Senato da correttamente notizia del decreto ministeriale del 3 giugno 2014.

venerdì 10 ottobre 2014

CHE FINE HANNO FATTO LE ANNUNCIATE INTERROGAZIONI SU ROCCHI?



La partita Juventus-Roma, ed in particolare la prestazione dell’arbitro Rocchi, aveva portato due deputati (romani ovviamente) ad annunciare un’interrogazione parlamentare. A leggere le dichiarazioni rilasciate il giorno successivo a quello della gara sembrava che queste interrogazioni, una delle quali avrebbe dovuto tirare in ballo perfino la Consob, dovessero essere depositate già lunedì stesso. Invece ancora di queste interrogazioni non se ne vede traccia. I due deputati sono Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia e Marco Miccoli del Pd, che grazie alle polemiche sull’arbitro Rocchi e all’annuncio di un intervento in sede parlamentare si erano guadagnati numerose citazioni sui giornali. Se dal sito della Camera, si vanno a consultare gli allegati B ai resoconti di seduta (lo strumento sul quale viene data pubblicità agli atti di sindacato ispettivo ufficialmente depositati) di Martedì, Mercoledì e di Ieri, di interrogazioni su Rocchi da parte di Rampelli e Miccoli non vi è traccia.  Questo significa che, almeno fino alla seduta antimeridiana di mercoledì le interrogazioni non sono state depositate all’ufficio del sindacato ispettivo, oppure da questo non sono state ammesse. L’allegato B al resoconto della seduta odierna, on-line sarà disponibile solo domani, mentre è già disponibile a Montecitorio. O i due deputati hanno desistito dall’intento annunciato (il che a nostro avviso sarebbe solo un bene) oppure la redazione dell’atto gli è costata più tempo del previsto e così magari l’hanno depositata ieri ma ancora non è stata pubblicata. Ovviamente delle due interrogazioni non vi è traccia neppure nelle schede dei due singoli deputati sul sito della Camera.

martedì 7 ottobre 2014

NO DEL CAPO DELLA POLIZIA ALL'ABOLIZIONE DEI LIMITI DI ALTEZZA


Sulla proposta di legge che vuole eliminare i limiti di altezza per l’assunzione nell’esercito e nelle forze di Polizia si è, forse, abbattuto un macigno che potrebbe bloccarne la strada che sembrava essere spianata. Qualche giorno fa il Capo della Polizia Alessandro Pansa ha inviato una memoria alle commissioni Affari Costituzionali e Difesa, che stanno esaminando il provvedimento in congiunta, bocciando seccamente il contenuto della proposta di legge. Almeno per quanto riguarda le forze di polizia nella sua relazione Pansa scrive “si rende, pertanto, indispensabile che ai fini del reclutamento del personale delle forze di polizia si continui a poter fare affidamento sui limiti di altezza, nonché sugli altri requisiti previsti dalle disposizioni in vigore”. Una presa di posizione così netta di un altissimo dirigente del Viminale come il capo della polizia prelude con tutta probabilità ad una posizione contraria dello stesso Ministero dell’Interno, e dunque del governo, a meno di non voler sconfessare clamorosamente la polizia. Un bel problema dunque davanti ad un parlamento che sembrava assolutamente favorevole a questa proposta di legge, con il Senato che l’aveva già approvata all’unanimità e con la Camera che si apprestava a chiedere la sede legislativa in commissione per licenziare definitivamente l’abolizione dei limiti di altezza per polizia e forze armate.