Maria Elena Boschi ha avuto oggi il suo battesimo dell’aula
in qualità di Ministro per i rapporti con il Parlamento ed oggettivamente non è
stato un battesimo facile. Prima in capi gruppo e poi in aula, infatti, ha
dovuto comunicare la decisione del governo di lasciar decadere il decreto enti
locali, meglio noto come Salva Roma Bis. Nel suo intervento, però, la Ministra
Boschi ci ha tenuto a precisare che il governo avrebbe certamente voluto
convertire il provvedimento (che scade venerdi prossimo) ma che non è stato
possibile a causa dell’indisponibilità di M5S e Lega a ritirare i moltissimi
emendamenti depositati.
Su questo aspetto è opportuno precisare le parole della
Boschi ancorandole ai fatti. E’ certamente vero che Lega e M5S erano pronti all’ostruzionismo.
Allo stesso tempo, però, se il governo lo avesse voluto avrebbe potuto
cancellare tutti gli emendamenti apponendo la questione di fiducia. Una volta
messa la fiducia avrebbe potuto troncare l’eventuale successivo ostruzionismo
sugli ordini del giorno chiedendo alla presidente della Camera di ricorrere
alla Ghigliottina, appellandosi al precedente posto di recente. In quest’ultimo
caso la Presidente della Camera avrebbe anche potuto non dare corso alla
richiesta, ma come si dice “domandare è lecito, rispondere è cortesia”.
Per quanto riguarda poi la questione di fiducia, come noto per
apporla su un provvedimento è necessaria una deliberazione in tal senso del
Consiglio dei Ministri. Il fatto che il Presidente del Consiglio non abbia
pensato minimamente a convocare un cdm lampo che acconsentisse all’eventuale
ricorso alla fiducia, ma addirittura questa mattina se ne sia volato a Treviso,
dimostra che il governo non aveva alcuna volontà di provare a portare a casa il
decreto varato dall’esecutivo precedente.
E’ impossibile pensare di convertire alla Camera, stante l’attuale
regolamento, un decreto sul quale c’è forte dissenso delle opposizioni senza
ricorrere allo strumento della fiducia.
Risultato è che il salva Roma decade e vedremo quali
conseguenze produrrà. Gli artefici di questa decadenza sono al 50% le
opposizioni (che rivendicano infatti il risultato) e il Governo.
Il resoconto del dibattito seguito alle dichiarazioni del ministro Boschi
MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per i rapporti con il Parlamento.
Signor Presidente, semplicemente per dare atto anche di quello che è
avvenuto in Conferenza dei presidenti di gruppo. Il Governo, a fronte
del decreto che abbiamo adesso all'esame, chiaramente ha mantenuto, ha
confermato la volontà di arrivare ad una approvazione nei termini
stabiliti, quindi entro il 28 febbraio, alla luce di molte disposizioni contenute
in questo decreto, a nostro avviso di primaria importanza. Rammento
semplicemente la disposizione non soltanto che riguarda il comune di
Roma, ma anche la disposizione per il comune di Milano, in modo
particolare il finanziamento per l'Expo, così come le previsioni che
vanno a salvaguardare le popolazioni della regione Sardegna colpite
dagli eventi meteorologici nel mese di novembre, nonché la previsione,
tanto dibattuta e tanto discussa, che comunque era stata accolta nel
decreto, sui cosiddetti «affitti d'oro».
A fronte della rilevanza delle materie contenute in questo decreto, il Governo ha chiesto ufficialmente ai gruppi una assunzione di responsabilità per consentire la conversione nei termini previsti e quindi il ritiro dei numerosi emendamenti presentati. Di fronte alla indisponibilità manifestata ufficialmente in Conferenza dei presidenti di gruppo da Lega e MoVimento 5 Stelle, a ritirare gli emendamenti e la conferma da parte dei due gruppi a continuare con l'ostruzionismo in Aula, che renderebbe matematicamente impossibile l'approvazione del decreto entro il 28, il Governo non insiste ulteriormente sull'esame di questo provvedimento. Chiaramente si impegna fin da ora a farsi carico di recepire, in diverso provvedimento, quelle che sono le norme che verranno valutate indispensabili e di primaria importanza.
A fronte della rilevanza delle materie contenute in questo decreto, il Governo ha chiesto ufficialmente ai gruppi una assunzione di responsabilità per consentire la conversione nei termini previsti e quindi il ritiro dei numerosi emendamenti presentati. Di fronte alla indisponibilità manifestata ufficialmente in Conferenza dei presidenti di gruppo da Lega e MoVimento 5 Stelle, a ritirare gli emendamenti e la conferma da parte dei due gruppi a continuare con l'ostruzionismo in Aula, che renderebbe matematicamente impossibile l'approvazione del decreto entro il 28, il Governo non insiste ulteriormente sull'esame di questo provvedimento. Chiaramente si impegna fin da ora a farsi carico di recepire, in diverso provvedimento, quelle che sono le norme che verranno valutate indispensabili e di primaria importanza.
GUIDO GUIDESI. Chiedo di parlare sulle dichiarazioni rese dal Ministro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO GUIDESI.
Signor Presidente, visto che il Governo ha chiesto un atteggiamento
responsabile ai gruppi che evidentemente avrebbero fatto ostruzionismo, e
tra questi ovviamente c’è anche il gruppo di cui faccio parte
orgogliosamente, vorrei dire al Ministro però che il Governo forse era
opportuno – pur essendo appena arrivato – che stesse attento alla
tempistica con la quale è arrivato questo decreto nella Commissione
bilancio e in questo ramo del Parlamento.
Era evidente che il decreto non potesse essere varato, a meno che non si decidesse tutti insieme che questo decreto, così come era, non si potesse nemmeno discutere. Il Governo sappia fin d'ora che noi saremo assolutamente disponibili a vagliare e a lavorare su alcune misure e su alcuni articoli che vi erano nel decreto che oggi viene ritirato dal Governo, questa per noi è una buona notizia, perché finché questo Governo insisterà sul sostentamento e non sul risanamento vero del comune di Roma noi continueremo a fare una dura e concreta opposizione e anche ostruzione ad una scelta di questo tipo.
È opportuno che Roma, essendo – ho sentito citare tanto in questi giorni – la capitale d'Italia, inizi a dare l'esempio ai tanti altri comuni che invece, a differenza sua, sono assai più responsabili (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
Era evidente che il decreto non potesse essere varato, a meno che non si decidesse tutti insieme che questo decreto, così come era, non si potesse nemmeno discutere. Il Governo sappia fin d'ora che noi saremo assolutamente disponibili a vagliare e a lavorare su alcune misure e su alcuni articoli che vi erano nel decreto che oggi viene ritirato dal Governo, questa per noi è una buona notizia, perché finché questo Governo insisterà sul sostentamento e non sul risanamento vero del comune di Roma noi continueremo a fare una dura e concreta opposizione e anche ostruzione ad una scelta di questo tipo.
È opportuno che Roma, essendo – ho sentito citare tanto in questi giorni – la capitale d'Italia, inizi a dare l'esempio ai tanti altri comuni che invece, a differenza sua, sono assai più responsabili (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).


