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giovedì 12 marzo 2015

LA CANNABIS DIVIDE I PARLAMENTARI VIA MAIL



Il tema delle droghe, anche quelle leggere, ha sempre creato forti contrapposizioni, non solo nella società ma anche in politica. Forse è per questo che da qualche giorno si è accesa una sorta di competizione tra antiproibizionisti e proibizionisti. Confronto che non si verifica in aula o in commissione, bensì nella caselle di posta elettronica di deputati e senatori.
Ad aprire l’ostilità nel tardo pomeriggio del 7 marzo è  Benedetto Della Vedova che, non ostante sia attualmente membro della compagine governativa (sottosegretario agli esteri), dalla sua casella del Senato invia a senatori e deputati la proposta di costituire l’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della Cannabis con la finalità lavorare ad una proposta di legge da presentare in Parlamento.
A questo appello nei giorni seguenti arrivano diverse risposte, ovviamente spammandole a tutti i quasi mille parlamentari, con adesioni da Montecitorio e da Palazzo Madama.
Forse è per questo che anche i proibizionisti decidono di entrare nell’agone e l’11 marzo, sempre a metà pomeriggio è la volta del Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri, a nome anche del collega Giovanardi, di far partire un appello volto a rilanciare il già costituito Intergruppo parlamentare per la libertà “dalle” droghe con il fine di contrastare la diffusione delle droghe e di una legislazione che combatta questo flagello.
Detto per inciso, che almeno per il momento, l’appello di Gasparri e Giovanardi sembra riscuotere molto meno successo tra i parlamentari,  vedremo chi avrà la meglio, anche se è probabile che ancora una volta le associazioni e gli intergruppi vari produrranno un paio di cene conviviali al ristorante

martedì 17 febbraio 2015

SULLE FARMACIE AVEVAMO VISTO GIUSTO, POLEMICA IN COMMISSIONE



Sulle criticità dell’emendamento sulla vendita delle farmacie, di cui ci siamo occupati nel post di ieri, avevamo visto giusto, come dimostra il fatto che, nel corso della seduta delle commissioni I e V, Anna Margherita Miotto del Pd ha sollevato la questione con gli stessi temi che avevamo sollevato noi. La deputata Miotto ha criticato l’emendamento presentato dal relatore Marchi, sempre del Pd, e dal relatore Sisto, mettendo a verbale le seguenti argomentazioni “contesta la ratio dell'emendamento 7.55 dei relatori, in quanto esso è volto a stabilire non già una specifica proroga di termini legislativi bensì la sospensione dell'efficacia, fino al 31 dicembre 2016, delle disposizioni di cui all'articolo 12 della legge n. 475 del 1968 relative al servizio farmaceutico. Fa presente che tale emendamento prevede, in particolare, il trasferimento della titolarità delle farmacie a soggetti non in possesso dei requisiti prescritti dalla citata legge, tra i quali risulta anche l'idoneità conseguita tramite concorso, determinando pertanto una palese iniquità ed aprendo la strada a fenomeni di natura speculativa. Ricorda, inoltre, che, essendo tuttora in via di svolgimento un concorso straordinario per l'assegnazione di oltre 2.000 nuove sedi, l'eventuale approvazione dell'emendamento 7.55 dei relatori inevitabilmente darebbe luogo alla presentazione di un numero cospicuo di ricorsi”.
A fronte di queste obiezioni, però, l’emendamento non è stato ritirato ma riformulato prevedendo che la sospensione della normativa vigente in tema di cessione e acquisto di farmacie non si applicasse al concorso straordinario in fase di svolgimento per l’assegnazione di 2.000 nuove sedi, e in tale forma è stato approvato.