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giovedì 29 gennaio 2015

NON SI POSSONO FARE FOTO ALLA CAMERA MA LA BOLDRINI TWITTA LE FOTO DELL'AULA



A Montecitorio esiste una regola che vale per tutti, deputati compresi. Forse è poco comprensibile e non al passo con i tempi, ma c’è. Si tratta del divieto di scattare foto con il cellulare all’interno dell’emiciclo e nel resto degli ambienti di Montecitorio. Divieto che è quotidianamente violato da tanti deputati, ma che la Presidente Boldrini ha ritenuto di ribadire anche all’inizio della prima chiama di oggi per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Alle 15,18, infatti, la Presidente chiede ad alcuni colleghi di non fare foto.
Peccato però che solo ieri sia stata lei ad inviare attraverso il suo profilo twitter tre foto scattate all’interno dell’aula di Montecitorio in cui si vedono gli operai indaffarati a montare i catafalchi per la votazione di oggi. Due di queste tre foto campeggiano oggi sulla pagina due del corriere della Sera.
Chi scrive ritiene che ormai il divieto di foto alla Camera abbia poco senso, anche perché è costantemente violato, nei fatti, ciò detto, però, almeno il Presidente della Camera dovrebbe dare l’esempio, in particolare se poi invita i colleghi a non farlo.

martedì 16 settembre 2014

3 DEPUTATI VANNO AL CSM ECCO CHI ARRIVA AL LORO POSTO



Tre dei nuovi componenti del CSM eletti dal Parlamento in questi giorni sono deputati attualmente in carica. Essendo i due incarichi incompatibili a giorni Giovanni Legnini del Pd, Antonio Leone di Ncd e Renato Balduzzi di Scelta Civica abbandoneranno il proprio scranno a Montecitorio per trasferirsi a Piazza Indipendenza (Sede del Csm). Vediamo dunque chi sono i tre che, come previsto dalla legge diventeranno deputati in loro sostituzione. Giovanni Legnini, che oltre alla carica di deputato lascerà anche quella di sottosegretario all’economia è stato eletto in Abruzzo ed in questa circoscrizione il primo dei non eletti è Giovanni Lolli che, però, attualmente è vice presidente della Regione e assessore alla ricostruzione. Qualora Lolli optasse per rimanere in regione le porte della Camera si aprirebbero per Gianluca Fusilli. Antonio Leone, invece, è stato eletto nella circoscrizione Puglia dove il primo dei non eletti risulta essere Trifone  Altieri. In questo caso c’è da capire se il subentrante, candidatosi a febbraio 2013 nelle liste dello ormai scomparso Pdl si iscriverà al gruppo Ncd, al quale appartiene Leone, oppure se si iscriverà a Forza Italia. Leone, all’interno della Camera dei Deputati lascerà vacante anche la presidenza del Consiglio di Giurisdizione, ovvero uno degli organi di giurisdizione interna di Montecitorio. Infine le dimissioni di Renato Balduzzi, eletto nella circoscrizione Piemonte 2, consentiranno l’ingresso nell’emiciclo di Montecitorio a Giovanni Falcone, che risulta essere il primo dei non eletti nella lista di Scelta Civica. Anche in questo caso si vedrà a quale gruppo si iscriverà Falcone visto che l’originario gruppo di Scelta Civica per l’Italia è oggi scisso in due (Scelta Civica e Per l’Italia).

martedì 27 maggio 2014

A MONTECITORIO 10 DEPUTATI CHIAMATI AD OPTARE E 10 CHE SPERANO DI ENTRARE



Tra i tanti responsi delle elezioni Europee vi è anche quello relativo all’elezione di 10 deputati in carica, che dunque saranno chiamati ad optare tra la permanenza a Montecitorio e la partenza per Bruxelles non appena sarà proclamata la loro elezione. La parte del leone in questo senso la fa il Pd con sei candidati chiamati all’opzione. Oltre alle 4 capolista Mosca, Moretti, Bonafè e Picierno, si aggiungono anche l’ex ministra Kyenge ed Enrico Gasbarra. Quest’ultimo essendo anche segretario di presidenza della Camera, qualora optasse per Bruxelles, lascerebbe vacante un posto nell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio. Gli altri Deputati chiamati ad optare sono due del Pdl (Fitto e Cicu), uno di NCD che è anche Ministro (Lupi) e il Leghista Buonanno.
Ovviamente se ci sono deputati che se ne vanno altri (tra quelli non eletti a Febbraio 2013) sono pronti a subentrare. Anche in questo caso quelli che dovrebbero essere più sicuri sono quelli del Pd, e così possono sentirsi già deputati in pectore Francesco Prina (in sostituzione di Alessia Mosca), Vanessa Camani (in sostituzione di Alessandra Moretti), Giuseppe Romanini (in sostituzione di Cecile Kyenge), Paolo Rossi (in sostituzione di Simona Bonafè) Emiliano Minnucci (in sostituzione di Enrico Gasbarra) e Camilla Sgambato (in sostituzione di Pina Picerno).
Per gli altri subentrandi è probabile che le speranze siano minori. Cicu potrebbe lasciare il posto alla Camera a Settimo Nizzi. Difficile invece che Raffaele Fitto decida di trasferirsi a Bruxelles e dunque Nicola Ciracì dovrebbe rimanere il primo dei non eletti Pdl in Puglia. Stesso discorso vale per Maurizio Lupi, che oltre al posto di deputato dovrebbe anche abbandonare un ministero pesante come le infrastrutture che, in quel caso e alla luce dei risultati elettorali, non è scontato rimanga ad NCD. Il tutto poi per far subentrare Mariella Bocciardo, già deputata nella scorsa legislatura e di provenienza ex AN, che però ora nella diaspora del Pdl non si sa quale collocazione politica abbia assunto (tra FI, NCD e FDI). Un altro che continuerà probabilmente a guardare Montecitorio dal salotto di casa è il leghista Roberto Simonetti, visto che è molto difficile che Gianluca Buonanno decida di lasciargli il seggio, se non altro perché qui a Montecitorio è ormai una star consolidata con le sue gag di grande successo.

venerdì 10 gennaio 2014

LATTUCA SI E’ INCARTATO PROPONENDO L’ATTESA DI UN RESOCONTO CHE NON ESISTE



Da qualche settimana c’è una bozza di decreto ministeriale che in maniera assolutamente inattesa sta creando problemi al governo e alla maggioranza. Si tratta del provvedimento con il quale il ministero dell’Interno deve ripartire tra tre associazioni combattentistiche circa un milione e ottocentomila euro. Su questo provvedimento di routine M5S si è messo a fare le pulci sia alla Camera che al Senato e così sono esplosi i problemi. Forse è per la confusione inattesa che ieri il relatore del provvedimento, Enzo Lattuca, si è incartato ed alla prossima seduta si addento altre polemiche. Poiché al Senato erano previste audizioni di esponenti di queste associazioni, nella seduta di ieri il sottosegretario Manzione ha proposto alla prima commissione della Camera di aspettare le risultanze di queste audizioni prima di concludere l’esame sul provvedimento. Lattuca in qualità di relatore ha subito dato manforte al governo proponendo l’aggiornamento in attesa di nuove da Palazzo Madama. Peccato però che Lattuca, e forse pure Manzione, ignorassero che al Senato le audizioni erano informali. Il che significa che di quelle audizioni non c’è e non ci sarà lo straccio di un resoconto, neppure stringatissimo. Il bubbone è esploso questa mattina quando gli uffici della prima commissione della Camera, sollecitati in tal senso dalla richiesta di un deputato, hanno chiesto al Senato le risultanze dell’audizione ed ovviamente si sono sentiti rispondere che non c’erano. L’unica cosa che poteva essere trasmessa è il materiale depositato dai rappresentanti delle associazioni che un motociclista oggi verso le 17,00 tradurrà a Montecitorio. Ma di cosa hanno detto in commissione i rappresentanti delle associazioni e delle eventuali repliche dei senatori non vi è alcun documento.
Va da se che alla prossima seduta è molto probabile che qualche deputato chiederà conto di questa gaffe sia al relatore Lattuca che al sottosegretario Manzione, che di fatto hanno chiesto alla commissione di aspettare Godot.

martedì 26 novembre 2013

DOPO 8 MESI SOSTITUITO IL CAPO SEGRETERIA DELLA BOLDRINI



Notizia clamorosa a Montecitorio, almeno per chi segue le dinamiche interne all’amministrazione del Palazzo. Dopo neppure otto mesi è caduta la testa del capo della segreteria del Presidente della Camera Laura Boldrini, il dottor Marco Cerase che improvvisamente è stato spostato al coordinamento dell’attività di alcune commissioni d’inchiesta, il che significa ufficio a Palazzo San Macuto, lontano da Montecitorio.
I motivi della rimozione, avvenuta nel corso della settimana scorsa, ovviamente sono noti solo ai diretti interessati. L’Ex capo segreteria della Boldrini è un dipendente di Montecitorio dunque risponde all’amministrazione. Allo stesso tempo è difficile pensare che la presidente Boldrini non sia stata quanto meno informata della decisione, e che a seguito di questa informazione non abbia espresso un proprio parere (almeno si spera).
A sostituire Cerase alla guida della segreteria del Presidente della Camera è andato il dott. Fabrizio Castaldi, che attualmente ricopriva l’incarico di coordinamento delle attività di segreteria del Segretariato Generale, ovvero la struttura amministrativa che fa direttamente riferimento al segretario generale della Camera Ugo Zampetti.
A sostituire Castaldi nel posto lasciato vacante (anche se solo di pochi metri visto che il suo vecchio ufficio e quello nuovo nella segreteria del presidente sono a meno di 50 metri al secondo piano di Montecitorio) è stata chiamata la dottoressa Di Andrea, già in forza all’Ufficio Affari Generali, e avvistata spesso in buvette con la dottoressa Pagano, consigliere Capo Servizio dell’Ufficio Affari Generali e stretta collaboratrice, per ovvie ragioni funzionali, del Segretario Generale di Montecitorio.
In questo giro di incarichi c’è da capire chi ha vinto e chi ha perso, perché a Montecitorio tutto ha un senso e soprattutto tutto ha un fine, nell’amministrazione prima e più che nella politica. Dovendo tirare le somme Cerase ne esce evidentemente sconfitto. E chi sa se in questa sconfitta possa avere qualcosa a che fare il fatto che lui non faceva parte della corrente di quelli che radio Montecitorio danno per vicini al segretario generale. Castaldi ovviamente ha acquisito un incarico di maggior prestigio visto che da numero due degli affari generali diviene numero uno della segreteria del Presidente. E va detto che Castaldi lo merita. Solo il tempo dirà se fu vera gloria, oppure se si sia trattato di un promoveatur ut..., visto che il suo vecchio ufficio è passato in altre mani. La dottoressa Di Andrea ha invece certamente fatto un balzo in avanti nell’organigramma funzionale di Montecitorio.