Nella tarda mattinata di oggi a tutti i deputati è giunto il
seguente invito sulla propria mail istituzionale. “Carissime/i, martedì 8
luglio, presso la sala della Regina della Camera dei Deputati, si terrà un
dibattito su “L’impatto economico dello sport in Italia-verso un bilancio
consolidato” organizzato in collaborazione con l’associazione parlamentare
Giovanni Agnelli, Juventus Club Parlamento. All’incontro interverranno Andrea
Agnelli, presidente della Juventus Fc, e Giovanni Malagò, presidente del Coni.
Modera il dibattito la giornalista e conduttrice tv Valeria Ciardiello” .
Promotore dell’iniziativa è Francesco Boccia nella doppia veste di Presidente
della Commissione Bilancio della Camera e di Presidente dello Juventus Club
Parlamento. Una iniziativa a metà strada tra la politica sportiva e i suoi
riflessi sull’economia e il tipico incontro organizzato da una delle tante
associazioni di parlamentari tifosi di Calcio, in questo caso Juventini, che
avranno la possibilità di incontrare il
presidente della loro squadra del cuore. La sala assegnata è di assoluto
prestigio, forse troppo, visto che la sala delle regina, al secondo piano di
Montecitorio è una delle più belle a disposizione della Camera.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
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martedì 1 luglio 2014
venerdì 13 dicembre 2013
BOCCIA L'INNOVATORE FA VOTARE UN EMENDAMENTO SENZA LA PRESENZA DEL SUO SOTTOSCRITTORE
Quando si vota una legge di stabilità, di cose originali in
commissione ne succedono inevitabilmente a iosa. Nella seduta di ieri della
commissione bilancio ne è capitata una più insolita delle altre. Il Presidente
Boccia ha stravolto la prassi consolidata di aula e commissione consentendo che
fosse posto in votazione un emendamento a firma di un deputato non presente e
non sottoscritto dal presidente del suo gruppo. Parliamo dell’emendamento
1.1464 Polidori. Va detto che il Presidente Boccia sulle prime constatando l’assenza
dell’onorevole Polidori, aveva dichiarato l’emendamento decaduto. Questa
decidione è stata contestata dall’on. Corsaro, in base alla tesi che in
commissione si stavano votando solo emendamenti segnalati, cioè solo una
selezione effettuata dai vari gruppi di quelli ritenuti prioritari. Ciò, ha
sostenuto Corsaro, doveva indurre a compiere un eccezione alla prassi
consolidata e consetire di votare comunque l’emendamento. Boccia dopo una
sostanziale perplessità, ha acconsentito e dunque la commissione ha votato l’emendamento
bocciandolo.
Nel regolamento della camera non vi è una norma che
esplicitamente stabilisce che quando si debba votare un emendamento firmato da
un deputato assente, questo debba intendersi ritirato. Ma questo principio è,
come detto prassi consolidata, basta sfogliare a caso qualsiasi resoconto di
commissione per accorgersene. Inoltre tale prassi è stata probabilmente mutuata
dal disposto del comma 2 dell’articolo 36 del regolamento della Camera che
prevede che un deputato iscritto a parlare che risulti assente al momento in
cui il Presidente lo chiama perde il suo diritto a parlare perché si intende vi
abbia rinunziato. Stesso principio afferma il comma 3 dell’articolo 52,
stabilendo che se un deputato ha sottoscritto una richiesta di votazione
nominale o di scrutinio segreto non è presente quando si sta per votare, la sua
firma si deve considerare ritirata.
La cosa più curiosa dell’episodio sta, però, nel resoconto
pubblicato della seduta. Infatti tutta la discussione sopra riassunta non è
affatto riportata, forse per evitare di ufficializzare un precedente così nuovo
che di certo, per i cultori dei regolamenti e della prassi non va a merito del
presidente Boccia. Solo chi, come noi, seguiva la diretta dall’anticamera ha
potuto godersi la chicca.
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