La Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini è da
sempre una paladina delle pari opportunità. Così oggi ha diramato via mail una
lettera a tutti e 629 i suoi colleghi per richiamare la loro attenzione sull’esigenza
"dell’adeguamento del linguaggio parlamentare al ruolo istituzionale, sociale e
professionale assunto dalle donne e al pieno rispetto dell’identità di genere”.
In sostanza la Presidente Boldrini invita tutti i deputati e le deputate nel
corso degli interventi che svolgono in Assemblea o in commissione a far si che “le
cariche e i ruoli istituzionali siano richiamati nelle forme corrette, ossia
secondo il genere proprio della persona cui si riferiscono” Insomma a declinare
al femminile le cariche ricoperte da donne, come ad esempio Ministra,
Segretaria generale, sottosegretaria ecc. La presidente segnala che lei ha già
rappresentato agli uffici l’esigenza che nella pubblicazione dei resoconti
parlamentari, il richiamo ai ruoli ricoperti sia effettuato in modo da
garantire il rispetto dell’identità di genere. Anche perché il non farlo,
conclude la Presidente, sarebbe un errore linguistico, come sancito in un
documento del 2011 dell’Accademia della Crusca.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
giovedì 5 marzo 2015
mercoledì 4 marzo 2015
LA COMMISSIONE SUI PARTITI SENZA PERSONALE LA BOLDRINI PERORA UNA LEGGINA PER DARGLIELO
Che la Commissione di garanzia sugli statuti e per la trasparenza e il controllo sui rendiconti dei partiti politici, non se la passasse bene era noto da tempo, visto che i suoi componenti si erano dimessi polemicamente lo scorso 14 ottobre 2014. Ma che la Presidente della Camera prenda carta e penna per scrivere al Presidente della I commissione Affari costituzionali per perorare, in sostanza, l’esame e l’approvazione di una leggina che attribuisca un po’ di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, segnala che la situazione è molto più grave di quanto si sapesse e soprattutto fa sorgere una serie di dubbi sull’attività svolta fino ad ora.
L’organismo di cui si parla è quello preposto al controllo
dei rendiconti che i partiti politici debbono presentare annualmente. A questo
controllo si aggiunge quello sugli statuti degli stessi partiti ai fini dell’ammissione
di questi ultimi al finanziamento pubblico tramite quota del 2 per mille
destinato dai contribuenti, nonché agli sgravi fiscali previsti dalla legge
sulle contribuzioni a loro favore.
Nella sua lettera del 27 febbraio la Presidente Boldrini sottolinea
come l’incremento di funzioni attribuite dalla legge alla Commissione sia stato
inversamente proporzionale alla dotazione di personale in grado di supportare
efficacemente i compiti ad essa attribuiti.
E’ per questo che la Presidente segnala all’attenzione del
Presidente e della I commissione la proposta di legge 2799 che attribuisce 4
unità di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, ai fini
delle valutazioni circa il relativo esame che potranno essere svolte all’Interno
della Commissione Affari Costituzionali.
martedì 3 marzo 2015
SE SCOPPIA UNA GUERRA LA CAMERA HA L'ASSICURAZIONE
La Camera dei Deputati è
assicurata anche contro il rischio di una guerra. La voce ricorre abbastanza
periodicamente nei resoconti del Collegio dei deputati questori, pubblicato sul Bollettino degli organi collegiali. In cosa
consista nei particolari questa polizza e se riguardi le strutture, le persone
o altro, è difficile dirlo, perché i resoconti del collegio dei questori sono
estremamente telegrafici ed in merito si legge soltanto: “Il Collegio autorizza
la spesa per una copertura assicurativa rischio guerra”. Quanto costa questa
polizza non si sa perché non c’è scritto, ma si può desumere che, nel peggiore
dei casi non superi i 60 mila euro annui. Se si legge il bilancio della Camera,
infatti, tra la voce spese, il capitolo 120 è quello delle spese per
assicurazione. Qui troviamo le seguenti tipologie con i relativi importi di
spesa annuali: Assicurazione infortuni e vita deputati, assicurazione infortuni
dipendenti, assicurazione malattia personale non dipendente, assicurazione
R.C.-R.C.A. Nessuna di queste polizze riguarda la guerra. Al capitolo 120 c’è
però un’ultima voce “Altre assicurazioni”, dove probabilmente confluirà anche
quella sul rischio guerra, e l’importo di spesa previsto è di 60.000 euro.
Iscriviti a:
Post (Atom)


