Le gaffes più o meno clamorose in politica sono da sempre
molto numerose. L’ultima sembra essere quella di Beppe Grillo che ha postato
sul proprio blog la foto di un deputato che con M5S non c’entra nulla, ma è un
volto, e soprattutto un fisico noto a Montecitorio, come quello di Fabio
Rampelli di FDI. La stampa ovviamente ha sottolineato ironicamente la vicenda e
tra questi anche il Giornale. Ci sta. Ma chi è senza peccato scagli la prima
pietra, e il Giornale in tema di scambi di persone un peccatuccio ce l’ha.
Venerdi 24 novembre 2006 usci con il seguente titolo a 8 colonne in prima “LA
TURCO VUOLE L’EUTANASIA PER LEGGE” denunciando il fatto che l’allora Ministra
Livia Turco sarebbe stata cofirmataria (neppure prima firmataria) di una
proposta di legge in tema di eutanasia. Oltre al titolo in prima il giornale
dedicò alla vicenda un pezzo di cronaca dallo stesso titolo e un editoriale
firmato niente meno che da Gaetano Quagliariello. Peccato che il giornale
commise due piccoli errori. Il Turco che aveva firmato la proposta di legge era
Maurizio dei radicali (allora rosa nel pugno). Secondo la Turco, Livia, all’epoca,
era senatrice ed anche volendo non poteva firmare una proposta di legge della
Camera. Senza considerare che, la data
di deposito della proposta di legge era di molto successiva alla formazione del
governo Prodi, e di norma i ministri non firmano proposte di iniziativa
parlamentare. Ovviamente il giorno dopo il Giornale si scusò su tutta la linea,
con un pezzo del suo direttore e con un’intervista alla stessa ministra Turco.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
lunedì 6 ottobre 2014
mercoledì 1 ottobre 2014
SUL DL STADI IL GOVERNO ANNUNCIA LA FIDUCIA PRIMA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE BILANCIO
La maggioranza ha imposto con un
voto di troncare la discussione generale sul Dl stadi in corso questa mattina.
Quest’atto prepara il terreno all’apposizione della questione di fiducia, che
il governo apporrà quasi certamente alla ripresa della seduta pomeridiana e,
soprattutto, dopo che la commissione Bilancio avrà riferito all’aula il parere
sulle coperture del provvedimento, anche alla luce delle modifiche apportate. E
proprio il parere della commissione bilancio di Montecitorio è il punto dolente
della vicenda. La Commissione Bilancio, come sovente le accade e non certo per
colpa sua, non è riuscita ad esprimere il proprio parere sul provvedimento
prima che le commissioni di merito licenziassero il provvedimento, come prevede
il regolamento. Ma proprio delle condizioni nelle quali la commissione bilancio
è costretta a svolgere il proprio delicato compito si era lamentato
ufficialmente il suo presidente Francesco Boccia in una lettera al presidente
della Camera, che la Boldrini ha girato il 24 settembre scorso ai presidenti di
tutte le commissioni permanenti. In sostanza Boccia chiede che le commissioni
di merito inviino alla commissione bilancio i provvedimenti in tempi congrui
prima del loro approdo in aula, e propone che le commissioni in sede referente
provvedano a richiedere un parere al MEF sulle modifiche che intendono
apportare ad un provvedimento quando queste comportino oneri finanziari. Visto
come è andata al primo provvedimento importante dopo la sua lettera chi sa
quale sarà l’umore del presidente Boccia, visto che nel caso particolare del Dl
stadi la commissione bilancio si trova ad esprimere un parere sotto l’ulteriore
pressione della questione di fiducia che il governo ha di fatto già annunciato
sul testo del provvedimento.
La comunicazione della Presidente della Camera ai presidenti di commissione
venerdì 26 settembre 2014
ALLA CAMERA NON TUTTE LE ASSENZE SARANNO UGUALI: IL SITO INDICHERA' QUELLE GIUSTIFICATE
La camera dei Deputati si appresta a modificare sul proprio
sito istituzionale lo schema riepilogativo che per ogni deputato da conto della
partecipazione alle votazioni effettuate. Ad oggi lo schema da conto del numero
di votazioni effettuate (in un determinato mese o in totale dall’inizio della
legislatura) delle votazioni nelle quali il deputato risulta in missione ed
infine delle votazioni alle quali il deputato non ha preso parte. Poiché le
assenze al voto suscitano sempre molto interesse e, sovente, qualche polemica
la novità che verrà introdotta riguarderà proprio quest’ultima voce, ovvero i
voti ai quali non si è preso parte inserendo una nuova colonna che da conto dei
voti mancati in quanto assenti giustificati. A darne conto è una circolare dei
questori vergata ieri e diramata oggi a tutti i 630 deputati. Ovviamente,
ricordano i questori, sarà cura dei deputati interessati far pervenire le eventuali giustificazioni
all’ufficio preposto entro il giorno 5 del mese successivo a quello in cui si è
verificata l’assenza. Il dato sulle assenze giustificate, specificano i
questori non sarà obbligatorio per tutti, ma verrà inserito solo per i deputati
che ne facciano richiesta. Viste le percentuali di assenze e la delicatezza del
tema è probabile che almeno su questo punto si registrerà l’unanimità di
consensi, ovviamente da parte dei Deputati che leggono le mail che la Camera
gli invia o che consultano l’area documentale loro riservata sul sito internet
della Camera.
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