Domenica Repubblica, a firma di Liana Milella, ha pubblicato
un’intervista alla Presidente della Camera nella quale ovviamente si parla di
costi e tagli al bilancio di Montecitorio. Nell’intervista la Presidente
Boldrini parla soprattutto di una spending review da applicarsi agli emolumenti
dei funzionari di Montecitorio, ma cita anche misure di risparmio già attuate.
Tra queste il dato più rilevante è quello di una riduzione di 50 milioni annui
alla dotazione che la Camera ottiene dallo stato per gli anni 2013 e 2014.
Il
dato è reale, peccato che la presidente Boldrini non specifichi che si tratta
di una misura decisa dall’ufficio di presidenza nella scorsa legislatura,
dunque dall’Ufficio di Presidenza di Gianfranco Fini. Una misura che questo
ufficio di presidenza si è trovato a dover solo applicare per il triennio
2013-2015.
Per chi fosse interessato ad approfondire il dato non
risulta soltanto dai verbali degli udp del 5 giugno2012, 1 agosto 2012 e 20settembre 2012, ma anche da alcune sedute dell’ufficio di presidenza della
legislatura in corso. Per la precisione negli speech del questore Dambruoso
nelle sedute del 2 aprile e 7 luglio 2013.
Corrisponde al vero, invece, il merito che la Boldrini (ma
in realtà è l’ufficio di presidenza nella sua collegialità che lo ha deciso) si
arroga sul taglio di ulteriori tre milioni operato sulla dotazione dei gruppi.
Nella precedente legislatura, infatti, si era varato un taglio di circa il 10%
sulla dotazione dei gruppi, iscrivendo a bilancio 2013 una dotazione pari a
35,1 miliardi. Questo ufficio di presidenza ha deliberato una riduzione
ulteriore di altri 3 milioni, stabilendo il totale del contributo unico da
erogare ai gruppi in 32 milioni su base annua.

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