Come avevamo previsto (vedi post precedente), ieri la
Commissione affari costituzionali della Camera ha votato e approvato in sede
referente una proposta di legge, quella che introduce la parità di genere nella
legge elettorale per le europee, in totale violazione del regolamento della
Camera.
La questione che potrebbe apparire formale è in realtà
sostanziale, perché oltre alla prassi c’è una norma del regolamento (art.21
comma 2) che non è stata rispettata in maniera palese nell’esame di un
provvedimento che diventerà legge dello stato, e su una materia come quella
elettorale.
La “colpa” ovviamente non è ascrivibile al solo presidente
della Commissione Sisto, ma all’intera commissione visto che nessuno, ad
iniziare dai partiti di opposizione ha avuto qualcosa da obiettare.
Questi i fatti. Ieri erano assenti entrambe i deputati
segretari della I commissione. Senza di loro non si può votare. Il Presidente
Sisto, dopo una prima iniziale titubanza (che non risulta nel resoconto
sommario) e una consultazione con i funzionari degli uffici della commissione,
propone di passare alla votazione degli emendamenti presentati, come se tutto
fosse normale. Già che c’era Sisto ha cumulato, oltre al ruolo dei segretari,
allo stesso tempo quello di presidente e relatore del provvedimento (anche se
quest’ultimo aspetto non viola alcuna procedura, seppure è frequente il caso in
cui il presidente di commissione, che è relatore di un provvedimento, fa
presiedere la seduta ad un suo vice).
Sisto ha trovato terreno fertile perché nessuno dei deputati
in commissione si è accorto che mancavano i segretari (o forse molti di loro
non sapevano neppure che in tale condizione non si potesse votare). A dire il
vero, in particolare i deputati dei gruppi di opposizione apparivano assai
distratti. Un deputato di Sel infatti scherzava in maniera vagamente galante
sulle calzature di Laura Ravetto. I due deputati leghisti entravano e uscivano
dall’aula per parlare al telefono. In questo clima si è proceduto
tranquillamente alla votazione degli emendamenti e all’attribuzione del mandato
al relatore.
La norma del
regolamento che impone alle commissioni, come del resto all’aula, di dotarsi di
un ufficio di presidenza nella quale figurino deputati segretari, e le funzioni
attribuite a questi ultimi possono certamente essere considerate obsolete, e in
sostanza lo sono. Ma allora è giusto eliminarle ed eliminare queste figure,
alle quali per la funzione svolta viene riconosciuta un’indennità aggiuntiva in
busta paga (seppur di lieve entità) rispetto a quella ordinaria, almeno si
risparmia. Poco, ma si risparmia.

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