martedì 29 aprile 2014

AUMENTATO IL FINANZIAMENTO AI PARTITI EUROPEI CON L'OK DEL NOSTRO GOVERNO



Gli stessi partiti che in Italia hanno abolito il finanziamento pubblico diretto ai partiti, a Bruxelles hanno invece votato tutti per confermarlo, renderlo più articolato e giuridicamente stabile. Il 16 aprile scorso, infatti, l’europarlamento ha approvato con 539 voti favorevoli e 103 contrari, il nuovo regolamento sul finanziamento ai partiti europei. I rappresentanti italiani a Bruxelles di tutti i gruppi hanno votato, come detto a favore, ma anche i governi sia Letta che Renzi, nell’iter che ha portato all’approvazione del regolamento hanno dato parere favorevole.
La notizia è stata data oggi nel corso di una conferenza stampa alla Camera dal mitico tesoriere dei Ds Ugo Sposetti e dall’attuale tesoriere di Sel Sergio Boccadutri, oltre che dall’eurodeputato Pd Roberto Gualtieri che ha seguito il provvedimento tra Strasburgo e Bruxelles. Ricollegandosi proprio a questo atto dell’europarlamento e del Consiglio Europeo che di fatto amplia il finanziamento pubblico attualmente previsto per i partiti europei, inserendolo però, in un quadro giuridico di controlli esterni e di trasparenza oltre che di democrazia interna ai partiti, annunciano di tornare nuovamente alla carica sul finanziamento pubblico nel nostro paese, traducendo in una proposta di legge il regolamento appena approvato.
Sposetti, che ha sempre condotto una battaglia a viso aperto contro l’abolizione del finanziamento pubblico, oggi ne ha approfittato per togliersi qualche sassolino nella scarpa. Sarcastico nei confronti di quei giornalisti che hanno fatto fortuna con articoli di fuoco sui costi della politica, ma che hanno completamente ignorato la recente delibera del Parlamento UE, e una punta di veleno nei confronti dell’attuale governo che ha dato parere favorevole al regolamento ma con la richiesta (un po’ ipocrita aggiungiamo) di rinviarne l’entrata in vigore al 2017, come ha rivelato Gualtieri.
I punti essenziali del regolamento approvato confermano un finanziamento pubblico diretto nei confronti dei partiti politici europei (15% uguale per tutti e 85% in proporzione ai dapetati), ma a leggere la relazione sembra di capire che questo finanziamento aumenti “La presente proposta…introdurrà la necessaria flessibilità rispetto ai metodi di lavoro e alle attività dei partiti politici e delle fondazioni politiche, in particolare, ma non solo, aumentando i livelli di prefinanziamento, riducendo i requisiti per il cofinanziamento, e consentendo la costituzione di riserve delle proprie risorse”. Il nuovo regolamento aumenta anche le donazioni ammissibili dai partiti per anno e per singolo donatore, portando il tetto a 18 mila euro (limite molto più basso di quanto previsto dall’attuale legge italiana che consente donazioni fino a 200 mila euro da persone fisiche e giuridiche). Ultimo punto di rilievo è il riconoscimento ai partiti di uno status giuridico europeo, altro elemento che la recente riforma del finanziamento non è riuscita ad introdurre.
Sposetti, che si è ironicamente paragonato all’ultimo giapponese nella foresta, ha annunciato battaglia e il problema (per chi non sarà d’accordo con lui) è che è sembrato in grandissima forma.

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