Gli stessi partiti che in Italia hanno abolito il
finanziamento pubblico diretto ai partiti, a Bruxelles hanno invece votato
tutti per confermarlo, renderlo più articolato e giuridicamente stabile. Il 16
aprile scorso, infatti, l’europarlamento ha approvato con 539 voti favorevoli e
103 contrari, il nuovo regolamento sul finanziamento ai partiti europei. I
rappresentanti italiani a Bruxelles di tutti i gruppi hanno votato, come detto
a favore, ma anche i governi sia Letta che Renzi, nell’iter che ha portato all’approvazione
del regolamento hanno dato parere favorevole.
La notizia è stata data oggi nel corso di una conferenza
stampa alla Camera dal mitico tesoriere dei Ds Ugo Sposetti e dall’attuale
tesoriere di Sel Sergio Boccadutri, oltre che dall’eurodeputato Pd Roberto
Gualtieri che ha seguito il provvedimento tra Strasburgo e Bruxelles. Ricollegandosi
proprio a questo atto dell’europarlamento e del Consiglio Europeo che di fatto
amplia il finanziamento pubblico attualmente previsto per i partiti europei,
inserendolo però, in un quadro giuridico di controlli esterni e di trasparenza
oltre che di democrazia interna ai partiti, annunciano di tornare nuovamente
alla carica sul finanziamento pubblico nel nostro paese, traducendo in una
proposta di legge il regolamento appena approvato.
Sposetti, che ha sempre condotto una battaglia a viso aperto
contro l’abolizione del finanziamento pubblico, oggi ne ha approfittato per
togliersi qualche sassolino nella scarpa. Sarcastico nei confronti di quei
giornalisti che hanno fatto fortuna con articoli di fuoco sui costi della
politica, ma che hanno completamente ignorato la recente delibera del
Parlamento UE, e una punta di veleno nei confronti dell’attuale governo che ha
dato parere favorevole al regolamento ma con la richiesta (un po’ ipocrita
aggiungiamo) di rinviarne l’entrata in vigore al 2017, come ha rivelato
Gualtieri.
I punti essenziali del regolamento approvato confermano un
finanziamento pubblico diretto nei confronti dei partiti politici europei (15%
uguale per tutti e 85% in proporzione ai dapetati), ma a leggere la relazione
sembra di capire che questo finanziamento aumenti “La presente proposta…introdurrà
la necessaria flessibilità rispetto ai metodi di lavoro e alle attività dei
partiti politici e delle fondazioni politiche, in particolare, ma non solo,
aumentando i livelli di prefinanziamento, riducendo i requisiti per il
cofinanziamento, e consentendo la costituzione di riserve delle proprie risorse”.
Il nuovo regolamento aumenta anche le donazioni ammissibili dai partiti per
anno e per singolo donatore, portando il tetto a 18 mila euro (limite molto più
basso di quanto previsto dall’attuale legge italiana che consente donazioni
fino a 200 mila euro da persone fisiche e giuridiche). Ultimo punto di rilievo è
il riconoscimento ai partiti di uno status giuridico europeo, altro elemento
che la recente riforma del finanziamento non è riuscita ad introdurre.
Sposetti, che si è ironicamente paragonato all’ultimo
giapponese nella foresta, ha annunciato battaglia e il problema (per chi non
sarà d’accordo con lui) è che è sembrato in grandissima forma.

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