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lunedì 14 aprile 2014

LA BOLDRINI SI APPROPRIA DEI TAGLI DI FINI



Domenica Repubblica, a firma di Liana Milella, ha pubblicato un’intervista alla Presidente della Camera nella quale ovviamente si parla di costi e tagli al bilancio di Montecitorio. Nell’intervista la Presidente Boldrini parla soprattutto di una spending review da applicarsi agli emolumenti dei funzionari di Montecitorio, ma cita anche misure di risparmio già attuate. Tra queste il dato più rilevante è quello di una riduzione di 50 milioni annui alla dotazione che la Camera ottiene dallo stato per gli anni 2013 e 2014.
Il dato è reale, peccato che la presidente Boldrini non specifichi che si tratta di una misura decisa dall’ufficio di presidenza nella scorsa legislatura, dunque dall’Ufficio di Presidenza di Gianfranco Fini. Una misura che questo ufficio di presidenza si è trovato a dover solo applicare per il triennio 2013-2015.
Per chi fosse interessato ad approfondire il dato non risulta soltanto dai verbali degli udp del 5 giugno2012, 1 agosto 2012 e 20settembre 2012, ma anche da alcune sedute dell’ufficio di presidenza della legislatura in corso. Per la precisione negli speech del questore Dambruoso nelle sedute del 2 aprile e 7 luglio 2013.
Corrisponde al vero, invece, il merito che la Boldrini (ma in realtà è l’ufficio di presidenza nella sua collegialità che lo ha deciso) si arroga sul taglio di ulteriori tre milioni operato sulla dotazione dei gruppi. Nella precedente legislatura, infatti, si era varato un taglio di circa il 10% sulla dotazione dei gruppi, iscrivendo a bilancio 2013 una dotazione pari a 35,1 miliardi. Questo ufficio di presidenza ha deliberato una riduzione ulteriore di altri 3 milioni, stabilendo il totale del contributo unico da erogare ai gruppi in 32 milioni su base annua.

mercoledì 18 settembre 2013

PERCHE M5S HA CHIESTO LE DIMISSIONI DELLA BOLDRINI



La richiesta di dimissioni avanzata da parte del Movimento 5 stelle nei confronti della Presidente della Camera Laura Boldrini ha suscitato scalpore sia nell’aula che nelle dichiarazioni sulle agenzie di stampa. Nel profluvio di interventi piccati e risentiti (ed in alcuni casi un po’ pelosi) si è perso di vista l’oggetto del contendere, quasi che il deputato del Movimento 5 Stelle all’improvviso fosse uscito pazzo e avesse chiesto alla Boldrini di andarsene.
Le cose non stanno così e il deputato Iannuzzi ha motivato la sua richiesta all’interno di un richiamo al regolamento, e per la precisione in riferimento all’articolo 8 che stabilisce che al Presidente spetti di assicurare il buon andamento dei lavori a norma di regolamento.
Iannuzzi ha fatto riferimento all’episodio verificatosi poco prima nel quale la Presidente aveva dato la parola ad un oratore contro e ad uno a favore in merito alla richiesta di aggiornamento dell’aula sul ddl omofobia. Contro questa proposta è intervenuto per il Cinque Stelle Riccardo Nuti. La Presidente Boldrini, invece di dare la parola all’oratore a favore, come previsto dal regolamento, ha commentato nel merito la posizione espressa da Nuti, dicendo “Onorevole Nuti, l'Assemblea ha deciso e nella casa della buona politica è l'Assemblea che decide”, e dunque ha preso una posizione in un dibattito che lei avrebbe dovuto invece arbitrare.
Svolta la votazione che ha sancito la sospensione dei lavori, il deputato Iannuzzi le ha fatto notare semplicemente questa scorrettezza, motivando dunque la richiesta di dimissioni alla luce del suo mancato rispetto del regolamento proprio in merito all’obbligo di imparzialità nella conduzione dei lavori.
Richiesta certamente forte che si può anche non condividere, ma non la si può considerare né sconclusionata, né tanto meno un atto del quale scandalizzarsi o dichiararsi offesi. Stupisce in particolare che al coro delle critiche si sia aggiunto il Pdl, con Simone Baldelli, visto che nella scorsa legislatura a chiesto più volte, anche con il proprio capogruppo di allora, le dimissioni dell’allora presidente Fini, e non per motivazioni regolamentari, ma politiche.

Di seguito si riporta il testo dell'intervento di Iannuzzi

CRISTIAN IANNUZZI. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 8 del Regolamento e sul suo ruolo. Mi perdoni, ma se lei dà la parola ad un deputato a favore e ad un deputato contro su una votazione e, poi, interviene dopo il parere del deputato ed esprime una sua opinione, un suo punto di vista, lei sta influenzando l'Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Allora, visto che il suo ruolo dovrebbe essere
super partes qui dentro, perché è stata votata trasversalmente da tutti i gruppi e perché rappresenta tutta l'Aula, la pregherei, la pregheremmo di astenersi almeno in questi casi – in tutti i casi, ma almeno in questi casi – dall'esprimere la sua opinione e dal commentare la posizione di un deputato a favore o di un deputato contro su una votazione. Altrimenti, se lei non si sente in grado di rappresentare quest'Aula in modo imparziale, è meglio che si dimetta, così entrerà qualcuno, forse, un po’ più imparziale di lei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).