Dalla lettura della relazione tecnica (il documento che
quantifica coperture e spese) che accompagna il decreto legge sul bonus di 80
euro emergono una serie di sorprese che destano diverse perplessità. Quella più
rilevante in questo senso riguarda il dato relativo alla così detta spending
review. Il decreto la quantifica in 2,888 miliardi per il 2014, il che
significa quasi 1 miliardo e 612 milioni di euro in meno rispetto a quanto
previsto dallo stesso governo nel Def varato poche settimane fa, dove la stima
era per l’anno in corso era di 4,5 miliardi di euro. Non solo, ma le cifre dei
risparmi della spending che emergono dal decreto, sono anche inferiori, seppure
di poco, alle stime più pessimistiche dello stesso commissario Cottarelli.
Altra sorpresa non positiva riguarda la tassa sui conti
correnti bancari e sui libretti postali che aumenta dal 20 al 26 per cento.
Misura, questa certificata, dalla relazione tecnica ma sulla quale il premier e
il ministro dell’economia avevano sorvolato nella comunicazione del
provvedimento.
Altro dato sorprendente riguarda il fatto che la relazione
tecnica non prevede alcun risparmio per due norme manifesto di questo governo,
come la dismissione delle auto blu e il tetto allo stipendio dei manager pubblici.
Dunque a fronte di tanta pubblicità i risultati attesi sono molto scarsi, anzi
a quanto risulta dalla relazione addirittura nulli.

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