lunedì 28 aprile 2014

FACT CHECKING SU UN'AFFERMAZIONE DI RENZI



Seguendo l’intervista del premier Matteo Renzi nella trasmissione In Mezzora, tra le tante, una delle sue affermazioni ci ha particolarmente incuriosito. Ci riferiamo a quella relativa ai continui ricorsi alla corte costituzionale che il governo è costretto a presentare per difendere le proprie prerogative nei confronti delle regioni in base al riparto di competenze stabilito dall’articolo 117 della costituzione.
Renzi, spiegando i motivi per i quali è opportuno riformare l’attuale titolo V sulla base del progetto di legge di riforma costituzionale presentato dal governo, ha detto più o meno così: Ad ogni consiglio dei Ministri il ministro per gli affari regionali Lanzetta si alza e propone l’impugnativa di un certo numero di leggi regionali, e lo stesso fanno le regioni nei confronti del governo.
Visto che, anche a causa dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, l’attività parlamentare segna il passo, siamo andati a verificare i verbali dei consigli dei ministri svolti fino ad oggi dal governo Renzi, e dalla loro lettura emerge che, come spesso gli capita il presidente del consiglio ha un po’ (molto esagerato).
Su 14 consigli dei ministri svolti, 7 sono stati quelli nei quali sono state prese in esame leggi approvate dalle regioni. Dunque nel 50% dei casi. Di queste 7 riunioni, solo in 5 si è deciso di procedere all’impugnativa di alcune leggi regionali.
Il dato che però da meglio l’idea dell’esagerazione del presidente del Consiglio, almeno fino ad oggi, è il dato delle impugnative sul totale delle leggi esaminate. 121 sono state le leggi delle regioni prese in esame dal governo e solo 8 (9.7%) quelle in merito al quale si è decisa l’impugnativa.

P.S. Che il titolo V vada revisionato è pacifico, come pure è un dato di fatto che la conflittualità sulle competenze tra governo centrale e regioni costituisce un problema sistemico che ha contribuito non poco ad ingolfare la macchina amministrativa. Il post ha solo operato un’istantanea tra un’affermazione del Presidente del Consiglio e i dati citati da lui in quell’affermazione.

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