Per approvare il prima possibile il disegno di legge sul
voto di scambio politico mafioso e la legge delega sulle pene alternative al
Carcere la Camera ha deciso di rinviare l’esame di questi provvedimenti alla
prossima settimana. Messa così sembrerebbe un controsenso la proposta avanzata
dal partito Democratico e votata dall’aula di Montecitorio, ma non lo è alla
luce del regolamento.
I due disegni di legge oggi all’ordine del giorno, per il
combinato disposto dell’articolo 24, comma 12 ed articolo 49 comma 1, del
regolamento della Camera, vertono su argomenti per i quali non è previsto il
contingentamento dei. Il che significa che teoricamente l’esame non ha limiti
di tempo massimi da rispettare. Il contingentamento è però previsto se l’esame
dei disegni di legge, come i due in oggetto, si svolge a cavallo di due diversi
calendari.
Poiché la discussione generale sul voto di scambio politico
mafioso e sulla legge delega sulle pene alternative al carcere si è svolta in
questo calendario del mese di marzo, e il rinvio alla prossima settimana,
chiesto e ottenuto dal Pd, lo farebbe proseguire nel calendario di aprile, da
martedì prossimo saranno applicati tempi contingentati. Ciò significa che Forza
Italia e Lega che hanno annunciato ostruzionismo, avranno comunque un limite di
tempo oltre il quale non potranno andare nel loro tentativo di tirare alle
lunghe i lavori.
Se la richiesta avanzata dal Deputato Rosato, a nome del Pd,
e approvata dalla maggioranza ha una suo logica, non significa che sia
condivisibile in linea di principio. Il passaggio all’esame dei successivi
argomenti all’ordine del giorno sarebbe stato comprensibile se, in coda ai due
provvedimenti rinviati, vi fossero disegni di legge di rilievo. Invece ci sono
soltanto mozioni, e le mozioni, con tutto il rispetto lasciano il tempo che
trovano.
La maggioranza poteva invece sfidare chi voleva fare
ostruzionismo, magari prevedendo una seduta fiume ininterrotta che si svolgesse
per tutta la notte. Certamente sarebbe stato fisicamente pesante, sia per la
maggioranza che per l’opposizione. E dunque viene il dubbio che il rinvio sia
stato un’escamotage per prendere i classici due piccioni con una fava, e tra i
due piccioni vi è quello di evitarsi la clamorosa scocciatura di passare 48 ore
ininterrotte sui banchi di Montecitorio.

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