Il gruppo parlamentare “Per L’Italia”, costituitosi alla
Camera a seguito della scissione di alcuni deputati da Scelta Civica, dal 12
febbraio scorso è composto da “soli” 19 membri. La fuoriuscita del Deputato
Stefano Quintarelli, tornatosene nel gruppo di Scelta Civica, ha determinato la
discesa sotto la fatidica quota 20. Il Regolamento della Camera, all’articolo
14 comma 1, prevede infatti che un gruppo parlamentare possa essere costituito
solo se formato da un minimo di 20 deputati. E 20 erano appunto i deputati che
il 10 dicembre 2013 avevano rotto con Scelta Civica e dato vita a questo nuovo
gruppo.
Ovviamente un gruppo parlamentare può anche essere
costituito in deroga, come prevede il comma 2 dell’articolo 14, ovvero può
nascere anche con meno di 20 deputati, a patto però che siano rispettate alcune
regole. La prima è che la deroga deve essere richiesta esplicitamente all’ufficio
di Presidenza. La seconda è che la deroga viene concessa sempre dall’Ufficio di
Presidenza di Montecitorio se il gruppo è espressione di un partito politico
che si è presentato alle elezioni con il proprio simbolo in un certo numero di
circoscrizioni e ha ottenuto almeno 300.000 voti a livello nazionale od un
quoziente in un collegio.
La costituzione in deroga a norma dell’articolo 14 comma 2
del Regolamento è quanto accaduto per il gruppo Fratelli d’Italia composto da
soli 9 deputati. I deputati che poi hanno dato vita al gruppo avevano chiesto
di ottenere una deroga e la concessione della deroga fu comunicata
ufficialmente in aula nella seduta del 2 aprile 2013.
Invece per quanto riguarda il gruppo “Per l’Italia”, non
ostante sia ormai da più di un mese sotto soglia di sopravvivenza nulla si è
detto di ufficiale fino ad oggi. Le procedure prevedono infatti che, nel
momento in cui un gruppo scende sotto soglia, la presidenza gli invii una
comunicazione che annuncia la perdita del “diritto” all’esistenza in vita (a
norma dell’articolo 14 comma 1). A fronte di questa comunicazione il gruppo
interessato chiede una deroga, e l’ufficio di Presidenza decide se accettarla o
meno. Le prime due comunicazioni non sono pubbliche, quindi non si può sapere
se siano state formalizzate o meno. La concessione della deroga, però, viene
annunciata in aula e questo ad oggi non si è ancora verificato. Tanto è vero
che se si guarda la scheda del gruppo Per l’Italia (nel portale accessibile in
intranet) si legge ancora la dicitura gruppo costituito ai sensi dell’articolo
14 comma 1, il che non è più valido.
Ovviamente, Per l’Italia non avrebbe alcun problema ad
ottenere la deroga, a patto però che dichiari di essere espressione dell’Udc,
ovvero un partito che risponde alle caratteristiche del comma 2 dell’articolo
14. Dentro al gruppo ci sono i deputati dell’Udc, ma non solo loro, visto che
vi sono deputati eletti con Scelta Civica e che ora hanno dato vita alla nuova
formazione di Per l’Italia. Chi sa se non sia proprio questo aspetto ad indurre
qualcuno all’interno del gruppo di Per l’Italia a far finta che nulla sia
accaduto.
Eppure un passaggio formale, da parte dell’ufficio di
Presidenza deve esserci, come dimostra il precedente della XV legislatura relativo all’Italia dei Valori. Il 15 settembre 2006 l’IDV scese sotto quota 20
deputati. L’ufficio di Presidenza affrontò la questione il 27 settembre
successivo, e il 28 settembre il presidente della Camera comunicò che l’intervenuto
cambiamento nella composizione del gruppo non ne comportava lo scioglimento perché
l’Idv rispondeva comunque ai requisiti previsti dall’articolo 14 comma 2.
Passaggio formale, dunque, ma che non può non esserci. E il
fatto che non si sia ancora verificato costituisce un’altra anomalia di questa
legislatura.

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