giovedì 13 marzo 2014

I NUMERI AL LOTTO SULLA SPENDING REVIEW



Sulla Spending Review qualcuno sta dando i numeri al lotto e sarebbe ora di fare chiarezza. Ci occupiamo solo di questo tema (tralasciando la torrenziale conferenza stampa del presidente del consiglio, sulla quale molto ci sarebbe da precisare) perché ieri è stato posto con forza all' attenzione del parlamento, da un’audizione svolta in commissione bilancio al Senato dal Commissario Carlo Cottarelli, incaricato dal precedente governo proprio di occuparsi di revisione della spesa.
Cottarelli ieri ha messo a verbale che secondo il suo piano i risparmi per il 2014 ottenuti con la spending review potrebbero essere circa 3 miliardi, aggiungendo se saremo bravi. Dunque potrebbero essere qualcosa meno. Il Premier, qualche ora dopo da palazzo chigi, parlando delle coperture per i futuri provvedimenti (ieri gli unici soldi davvero stanziati sono stati solo quelli del piano casa) ha invece ribadito la cifra di 7 miliardi di euro attesi dalla spending review per il 2014. Tra lui e il commissario del governo ballano 4 miliardi che non sono pochi.
Se poi passiamo dalla parole (perché ad oggi di questo si tratta sia da parte di Cottarelli che di Renzi) ai provvedimenti normativi, allora non possiamo non fare riferimento al Decreto Legge 4/2014 in corso di esame alla Camera (A.C. 2012). Ebbene questo provvedimento all’articolo 2 quantifica i risparmi della spending review per il 2014 in 488 milioni di euro e li destina (essendo un decreto legge questa norma è già in vigore dal 29 gennaio) alla copertura del minor gettito che lo stato registrerà a seguito della mancata razionalizzazione degli sgravi fiscali prevista dai commi 575 e 576 della legge di stabilità 2014 che il decreto ha soppresso.
Dunque l’unico atto concreto, come una norma di legge già in vigore, quantifica e destina (il che significa che questa cifra non si può utilizzare per altre finalità) i risparmi attesi dalla spending review in 488 milioni per il 2014, 1.372 milioni per il 2015, 1874 milioni per il 2016 e 2017. Cifre distanti da quelle di Cottarelli e abissalmente distanti da quelle del premier Renzi. Inoltre quello che almeno andrebbe chiarito è se i 3 miliardi indicati da Cottarelli per il 2014, e le altre cifre per gli anni a venire, comprendono già gli stanziamenti previsti dal Dl 4/2014, oppure se si vanno ad aggiungere a quelli. Il che soprattutto dal 2015 in poi non è proprio una quisquilia.

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