Che cosa c’è di strano nel
pubblicare sul proprio sito o blog personale un editoriale di un
costituzionalista di grido come Michele Ainis, nel quale si invita a procedere
quanto prima all’approvazione della bozza di riforma del regolamento della
Camera? La risposta è nulla di strano, a condizione però di non essere il
presidente della Camera.
Ed invece la Presidente Boldrini,
proprio questo ha fatto, ha pubblicato sul suo sito privato la copia dell’editoriale
di Ainis comparso sul Corriere della sera del 2 Marzo, ed ha commentato di
condividere pienamente l’analisi svolta dal costituzionalista e di augurarsi
che quanto prima si proceda alla modifica del regolamento della Camera.
Sul tema di quanto sia rischioso
voler procedere ad una riforma del regolamento della Camera prima di sapere se
il Parlamento continuerà ad avere un assetto bicamerale, come ora, o invece ne
assumerà uno monocamerale, questo blog ha già detto la sua in uno dei post dei
giorni precedenti.
Quello che stupisce è il fatto
che la Presidente Boldrini prenda apertamente posizione su un provvedimento che
dovrà essere esaminato e approvato dall’aula che lei, materialmente, o comunque
idealmente, dovrà presiedere. Senza considerare che la bozza di riforma del
regolamento non è stata approvata all’unanimità, ma a quella della maggioranza
si accompagnerà un testo di minoranza. Dunque le posizioni in campo sono
ufficialmente due.
Se la presidente della Camera sul
proprio sito personale, come fa in questa occasione, prende apertamente una
posizione politica, e a nostro avviso contravviene al suo ruolo super partes e
di rappresentanza dell’intera istituzione che le attribuisce l’articolo 8 del
regolamento per divenire parte in causa.
Che poi la presidente Boldrini, ovvero la terza carica dello stato,
senta l’esigenza di dichiararsi pubblicamente d’accordo con le tesi
pubblicistiche di Ainis su un tema come quello della riforma del regolamento
della Camera è un segnale, sempre a nostro avviso, di una certa timidezza e soggezione
istituzionale.
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