venerdì 21 marzo 2014

UN'INTERPELLANZA SMASCHERA IL GOVERNO SULLA SPENDING REVIEW



Rispondendo questa mattina alla Camera ad un’interpellanzapresentata dal gruppo 5 stelle, a prima firma del deputato Cozzolino, il governo ha ammesso ufficialmente che ad oggi in tema di spending review non può fornire un dato certo sui risparmi attesi per il 2014 e, ovviamente per gli anni successivi.
In primo luogo va sottolineato come nessuno del Ministero dell’Economia e delle Finanze si sia presentato a Montecitorio per rispondere non solo a questa ma anche  ad altre due interpellanze. Una scorrettezza abbastanza istituzionale abbastanza grave nei confronti degli interroganti e della Camera per nulla rimarcata dal presidente di turno di Maio.
Nella risposta letta da un sottosegretario alle infrastrutture, il governo mette agli atti del Parlamento che il piano Cottarelli è una semplice bozza e che dunque si deve considerare una semplice traccia di lavoro. Quindi dichiara “Esiste, quindi, per l'anno in corso, un range tra i 3 e i 5 miliardi su 8 mesi all'interno del quale, come precisato dallo stesso dottor Cottarelli nella sua replica dinanzi alla Commissione bilancio del Senato, spetterà al Governo, come è ovvio che sia, decidere dove posizionarsi. In tali decisioni, come ha ribadito solo mercoledì scorso il Presidente del Consiglio in quest'Aula, il Parlamento sarà pienamente coinvolto, nelle sedi e con le modalità opportune”.  Range…il parlamento sarà coinvolto..il governo deve decidere dove posizionarsi..Equilibrismi verbali che alla domanda posta di avere un dato certo sulle risorse attese per quest’anno risponde “Non siamo in grado di fornirle”.
Buio da parte del governo anche per quanto riguarda le risorse che dovranno provenire dalla spending review ma non saranno utilizzabili perché già accantonate: “Anche in questo caso, dunque, una valutazione compiuta delle risorse, che sarà possibile destinare a misure di altra natura, deve necessariamente essere rinviata ad una fase più avanzata di definizione degli interventi di revisione della spesa da parte del Governo.
A giudicare dalla risposta fornita oggi dal governo, gli 80 euro in busta previsti per maggio, pochi o tanti che siano, più che una promessa sono, almeno per ora un miraggio.

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