Rispondendo questa mattina alla Camera ad un’interpellanzapresentata dal gruppo 5 stelle, a prima firma del deputato Cozzolino, il
governo ha ammesso ufficialmente che ad oggi in tema di spending review non può
fornire un dato certo sui risparmi attesi per il 2014 e, ovviamente per gli
anni successivi.
In primo luogo va sottolineato come nessuno del Ministero
dell’Economia e delle Finanze si sia presentato a Montecitorio per rispondere
non solo a questa ma anche ad altre due
interpellanze. Una scorrettezza abbastanza istituzionale abbastanza grave nei
confronti degli interroganti e della Camera per nulla rimarcata dal presidente
di turno di Maio.
Nella risposta letta da un sottosegretario alle
infrastrutture, il governo mette agli atti del Parlamento che il piano
Cottarelli è una semplice bozza e che dunque si deve considerare una semplice
traccia di lavoro. Quindi dichiara “Esiste,
quindi, per l'anno in corso, un range tra i 3 e i 5
miliardi su 8 mesi all'interno del quale, come precisato dallo stesso dottor
Cottarelli nella sua replica dinanzi alla Commissione bilancio del Senato,
spetterà al Governo, come è ovvio che sia, decidere dove posizionarsi. In tali
decisioni, come ha ribadito solo mercoledì scorso il Presidente del Consiglio
in quest'Aula, il Parlamento sarà pienamente coinvolto, nelle sedi e con le
modalità opportune”. Range…il
parlamento sarà coinvolto..il governo deve decidere dove
posizionarsi..Equilibrismi verbali che alla domanda posta di avere un dato
certo sulle risorse attese per quest’anno risponde “Non siamo in grado di
fornirle”.
Buio da parte del governo anche per quanto riguarda le
risorse che dovranno provenire dalla spending review ma non saranno
utilizzabili perché già accantonate: “Anche
in questo caso, dunque, una valutazione compiuta delle risorse, che sarà
possibile destinare a misure di altra natura, deve necessariamente essere
rinviata ad una fase più avanzata di definizione degli interventi di revisione
della spesa da parte del Governo.”
A giudicare dalla risposta fornita oggi dal governo, gli 80
euro in busta previsti per maggio, pochi o tanti che siano, più che una
promessa sono, almeno per ora un miraggio.

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