La prima volta di un messaggio del Capo dello Stato, non
solo discusso, ma votato dalla Camera dei deputati avrebbe dovuto essere il 29
gennaio scorso. Quella era la data, infatti, nella quale era stato
calendarizzato il dibattito e il voto della Camera sulla relazione della
Commissione Giustizia svolta sul messaggio di Giorgio Napolitano inviato alleCamere il 7 ottobre 2013, sul tema del sovraffollamento carcerario.
Nel merito e sulla portata innovativa dell’atto che la
Camera si apprestava a compiere questo blog ha già detto la sua nel post del 28gennaio scorso al quale rimandiamo per il contenuto.
Poiché nel frattempo prima per alcune incombenze nei lavori
parlamentari, quali diversi decreti in scadenza, e poi a seguito della crisi di
governo, che ha visto il governo Renzi sostituirsi a Letta, è passato più di un
mese, riteniamo valga la pena richiamare l’attenzione su un evento che a noi
non risulta si sia mai verificato fino ad oggi nella storia repubblicana. Il
voto su un messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica a norma dell’articolo
87 della Costituzione.
Un primato che riguarderà Giorgio Napolitano, primo ed unico
presidente rieletto per la seconda volta al Quirinale, ed un messaggio nel
quale, oltre ad altre misure per ridurre il sovraffollamento carcerario, si fa
esplicitamente cenno all’indulto e all’amnistia.
Cenni ampiamente ripresi dalla relazione che, domani dalle ore 10 la
commissione giustizia sottoporrà all’esame dell’aula della Camera.

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