La legge di stabilità è la legge più importante dell’anno perché
è quella che determina l’impalcatura finanziaria e dunque le norme di spesa
dell’anno successivo. Nella legge di stabilità 2014 varata dal governo Letta c’è
un comma che non riguarda i soldi, ma che se approvato rischia di rendere
ancora più oscuri e illeggibili i decreti legge.
Ad oggi esiste una norma, l’articolo 17 comma 30 della legge
127 del 1997 che impone al governo, quando abroga una norma con un decreto, di
riportare per esteso in allegato il testo originario della norma abrogata o
modificata.
La finalità è chiara ed è quella di consentire a chi lo
vuole di capire che cosa sta cancellando il governo con un provvedimento di
urgenza, cosa che sarebbe impossibile se ci si limitasse solo al rimando
numerico del tipo l’articolo x della legge y è abrogato.
Purtroppo, come detto, il comma 26 dell’articolo 9 della
legge di stabilità interviene proprio a sopprimere questa norma, tra l’altro
compiendo l’ennesimo refuso nel riferimento normativo (infatti il comma in
questione dispone l’abrogazione dell’articolo 17, comma 30, della legge 15
marzo 1997, n.127, che non esiste, perché il riferimento corretto legge 15
maggio 1997)
Certamente siamo consapevoli che nella legge di stabilità ci
sono problemi molto più urgenti e molto più importanti di questo. Ma allo
stesso tempo ci sentiamo di chiedere al governo perché all’interno delle legge
di stabilità, che si dovrebbe occupare di altro, ha trovato il tempo per
inserire una norma come quella del comma 26 dell’articolo 9, che rende più
difficoltosa la lettura e la comprensibilità di un decreto legge?

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