lunedì 18 novembre 2013

CHE SUCCEDE ALLA CAMERA CON LA SPACCATURA DI PDL E SCELTA CIVICA



La spaccatura politica del Pdl (ma anche, quasi nelle stesse, ore di Scelta Civica) quali conseguenze produrrà a livello parlamentare ed in particolare alla Camera dei deputati, che è il tema di cui ci occupiamo su questo blog? Quella più scontata è la nascita di due nuovi gruppi parlamentari che si andranno ad aggiungere agli 8 già esistenti. I deputati Alfaniani, hanno dato vita proprio oggi ad un gruppo parlamentare 29 unità*. Un gruppo medio-piccolo la cui reale entità alla Camera (nei lavori d’aula e di commissione soprattutto) sarà destinata ad essere molto inferiore. Infatti dei 29 componenti attuali, 4 sono ministri e diversi sono sottosegretari. Questo significa che ovviamente non sono arruolabili nell’ordinario lavoro parlamentare, perché il loro incarico gli impone di occuparsi di altro, quindi scendiamo già a 20-22 effettivi. Se a questi aggiungiamo almeno un deputato, Claudio Cicchitto, che essendo presidente di commissione, e soprattutto per storia e per età non è portato al lavoro parlamentare ordinario, possiamo vedere come, il gruppo del Nuovo Centro Destra, che politicamente ha un ruolo rilevante, a livello parlamentare è destinato ad averne uno abbastanza marginale in forza dei suoi numeri. Infatti con un deputato effettivo per commissione permanente non si può fare molto, anche impegnandosi al massimo.
L’altro gruppo aggiuntivo che dovrebbe nascere alla Camera sarà costituito dagli scissionisti di Scelta Civica. Il gruppo Montiano, che oggi insieme all’Udc, conta su 47 deputati, ovviamente rimarrà in piedi, ma vedrà fuoriuscire alcuni suoi attuali componenti. Dalle cronache non si è ben capito quanti siano i parlamentari in uscita definiti popolari che fanno capo al Ministro Mauro. Questi dovrebbero fare gruppo assieme agli Udc. Va detto che il gruppo nascerà comunque anche se non si dovesse raggiungere la quota minima di 20 deputati. Un gruppo Udc, infatti, avrebbe diritto ad ottenere la deroga, essendosi presentato l’Udc con il suo simbolo alle elezioni politiche alla Camera. Deroga scontata ancora di più dopo quella già concessa a Fratelli d’Italia.
La spaccatura del Pdl dovrebbe sicuramente comportare la nomina di un membro aggiuntivo in ufficio di presidenza della Camera, con l’elezione di un segretario d’aula che assicuri rappresentanza al Nuovo Centrodestra. Infatti gli attuali membri del Pdl in Udp Camera, Fontana e Baldelli, rimarranno entrambe in Forza Italia. Per la scissione di Scelta Civica, invece non è detto che l’integrazione dell’Udp Camera sia richiesta. Infatti Adornato, già segretario d’aula dovrebbe rimanere nel nuovo gruppo udc-popolari, mentre D’Ambruoso, attualmente questore anziano, dovrebbe rimanere con i montiani. Se così non fosse ed uno dei due gruppi dovesse rimanere senza rappresentanza in Udp, allora si procederà all’integrazione.
Per le altre conseguenze di natura parlamentare è presto per dirlo, in particolare per quanto riguarda la spaccatura del Pdl. Ad oggi si possono individuare alcuni punti critici, in particolare in prospettiva di un passaggio all’opposizione del gruppo di Forza Italia. In questo caso ci sarebbero due importanti commissioni, Affari Costituzionali e Finanze, guidate da esponenti non di maggioranza ma di opposizione (Sisto e Capezzone). Addirittura in prima commissione, ad oggi il Nuovo Centrodestra non avrebbe rappresentanti.
Altra conseguenza teorica, ma che potrebbe avere ripercussioni sul governo, riguarda la riforma costituzionale. Ad oggi gli Alfaniani sono 29, alla Camera M5S (106), Forza Italia (67) e Sel (37) per un solo voto potrebbero far mancare la maggioranza dei due terzi nella seconda lettura della legge costituzionale che aggira l’articolo 138, aprendo dunque la strada ad un referendum confermativo. Certo un solo voto è un margine risicato , perché dovrebbe escludere le assenze, sia nella maggioranza che nell’opposizione (anche perché la costituzione impone la maggioranza dei 2/3 dei componenti e non dei presenti). Ma questa partita che torna in bilico trasforma il peso specifico dei pochi voti, finora inutili alla Camera, di gruppi come FDI e Lega che in prima lettura hanno votato a favore. Si vedrà.

* i componenti del gruppo parlamentare Nuovo Centrodestra:  Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Paolo Alli, Maurizio Bernardo, Dorina Bianchi, Antonino Bosco, Raffaele Calabro', Luigi Casero, Giuseppe Castiglione, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Nunzia De Girolamo, Alberto Giorgetti, Vincenzo Garofalo, Antonio Leone, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Dore Misuraca, Antonino Minardo, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Gianfranco Sammarco, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi e Raffaello Vignani.

Nessun commento:

Posta un commento