C’è un fondo all’interno del mare magnum finanziario dello
stato che ha una finalità istituzionale di grande rilievo sociale, è il Fondo
per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e dell’usura. Questo
fondo ha come sua finalità tre obiettivi: 1) indennizzare le vittime dei reati
di mafia che si costituiscono parte civile nei processi contro i mafiosi. 2)
Concedere un indennizzo pari ai danni subiti alle vittime di un’estorsione
esercenti di un’attività economica. 3)
concedere un mutuo decennale senza interessi per un ammontare commisurato al
danno subito alle vittime di usura che esercitano un’attività economica.
Da quando il governo Letta è nato ha utilizzato il fondo per
le vittime della Mafia e dell’usura come un bancomat per finanziare norme che
con questi temi non c’entrano nulla. Una continua distrazione di fondi giunta
ad un punto tale che non si riesce più a capire se il fondo ha ancora risorse
disponibili per assolvere i suoi compiti
istituzionali.
Da aprile ad oggi sono già quattro i provvedimenti
governativi diversi che, in varia misura hanno attinto da questo fondo. Il
primo è stato il Decreto 54, quello che ha rinviato la prima rata dell’Imu, che
ha stornato circa 10 milioni di euro per finanziare la proroga di alcuni mesi
dei contratti relativi ai lavoratori degli sportelli immigrazioni presso le
prefetture. Il secondo è stato il decreto sul femminicidio, che ha prelevato 15
milioni di euro per destinarli ad un fondo per consentire il pagamento delle
spese dovute agli interventi dei Vigili del fuoco per i soccorsi.
Quindi è stata la volta del decreto sulla pubblica amministrazione
si è accaparrato 20 milioni per finanziare parte delle proroghe dei contratti a
tempo della pubblica amministrazione in vista dei concorsi di stabilizzazione.
Da ultimo è poi arrivato il decreto così detto manovra, che
di milioni ne ha impegnati addirittura 50, per finanziare in quota parte il
fondo per l’emergenza immigrazione.
Totale 95 milioni di euro sottratti per il 2013 al sostegno
alle vittime della mafia e dell’usura. E il bello è che a forza di storni, al
momento nessuno ha ben chiaro quanto sia rimasto sul fondo originario. Al punto
che lo stesso servizio studi della Camera, nel dossier che ha preparato a
corredo del decreto 120/2013 scrive a pagina 47 “appare opportuno che il Governo confermi che l’utilizzo, nella misura
di 50 milioni di euro, del fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime
dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura, rechi le
necessarie disponibilità anche alla luce delle numerose riduzioni previste in
recenti provvedimenti legislativi.”

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