mercoledì 20 novembre 2013

SLITTA IL DDL SULLE PROVINCE STOPPATO DA 900 EMENDAMENTI STALLO SUL DL MISSIONI



Alla Camera il calendario dei lavori è stato praticamente rivoluzionato dalla capigruppo odierna, vuoi per motivi politici, vuoi per motivi tecnici. La vittima più illustre di questa revisione dei lavori è certamente il ddl governativo sulle province e città metropolitane. Come avvenne per il disegno di legge sul finanziamento ai partiti la procedura d’urgenza voluta dal governo non ha portato fortuna. Doveva arrivare in aula entro il 23 di novembre e invece slitta di due settimane, ed è stato calendarizzato in aula per il 2 dicembre. Va detto che non si poteva fare altrimenti considerati i 900 emendamenti piovuti sul testo del governo in commissione, indice di un dissenso anche da parte di ampi strati della maggioranza.
Come avevamo anticipato nel post di ieri scompare dal calendario dei lavori anche l’istituzione della commissione d’ inchiesta su Aldo Moro. Qui il motivo, sempre come già anticipato, è quello di ripartire dalla commissione ma per istituire una commissione bicamerale.
Slittamento anche del decreto Missioni che va a settimana prossima lasciando il capo già da oggi al così detto decreto manovrina di assestamento dei conti pubblici, quello che ci deve riportare sotto il tetto del 3% del rapporto deficit-pil per il 2013. Sul decreto missioni perdura lo stallo prodotto dall’ostruzionismo posto in essere da M5S e Sel, nonché dalla volontà del governo di non mettere la fiducia. La nostra previsione è che alla fine la fiducia sarà indispensabile perché sulle missioni è difficile trovare un punto di mediazione che si trasformi in un pacchetto di emendamenti accolti dal governo, come accaduto per altri decreti.
In tutto questo andirivieni, per lunedì prossimo è stata calendarizzata la mozione dei Cinque Stelle relativa al prelievo sulle così dette pensioni d’oro. Obiettivo della mozione è aggirare la sentenza della corte costituzionale sul tema e con i proventi ottenuti aumentare di 518 euro annui le pensioni minime, dando a queste di fatto una mensilità in più. C’è già da scommettere che anche su questa mozione ne vedremo delle belle.

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