Alla Camera il calendario dei lavori è stato praticamente
rivoluzionato dalla capigruppo odierna, vuoi per motivi politici, vuoi per
motivi tecnici. La vittima più illustre di questa revisione dei lavori è
certamente il ddl governativo sulle province e città metropolitane. Come
avvenne per il disegno di legge sul finanziamento ai partiti la procedura d’urgenza
voluta dal governo non ha portato fortuna. Doveva arrivare in aula entro il 23
di novembre e invece slitta di due settimane, ed è stato calendarizzato in aula
per il 2 dicembre. Va detto che non si poteva fare altrimenti considerati i 900
emendamenti piovuti sul testo del governo in commissione, indice di un dissenso
anche da parte di ampi strati della maggioranza.
Come avevamo anticipato nel post di ieri scompare dal
calendario dei lavori anche l’istituzione della commissione d’ inchiesta su
Aldo Moro. Qui il motivo, sempre come già anticipato, è quello di ripartire
dalla commissione ma per istituire una commissione bicamerale.
Slittamento anche del decreto Missioni che va a settimana
prossima lasciando il capo già da oggi al così detto decreto manovrina di
assestamento dei conti pubblici, quello che ci deve riportare sotto il tetto
del 3% del rapporto deficit-pil per il 2013. Sul decreto missioni perdura lo
stallo prodotto dall’ostruzionismo posto in essere da M5S e Sel, nonché dalla
volontà del governo di non mettere la fiducia. La nostra previsione è che alla
fine la fiducia sarà indispensabile perché sulle missioni è difficile trovare
un punto di mediazione che si trasformi in un pacchetto di emendamenti accolti
dal governo, come accaduto per altri decreti.
In tutto questo andirivieni, per lunedì prossimo è stata
calendarizzata la mozione dei Cinque Stelle relativa al prelievo sulle così
dette pensioni d’oro. Obiettivo della mozione è aggirare la sentenza della
corte costituzionale sul tema e con i proventi ottenuti aumentare di 518 euro
annui le pensioni minime, dando a queste di fatto una mensilità in più. C’è già
da scommettere che anche su questa mozione ne vedremo delle belle.

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