Oggi l’aula della Camera avvia la discussione sulla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che propone un prelievo sulle pensioni d’oro
al fine di ottenere maggiori risorse da redistribuire tra le pensioni minime.
Il provvedimento era stato presentato qualche settimana fa in una conferenza
stampa, ma non aveva avuto molta eco.
Il tema delle pensioni d’oro è un tema al tempo stesso di
grande attualità tra l’opinione pubblica e estremamente complicato a seguito
della ormai nota sentenza della corte Costituzionale che ha bocciato il
prelievo straordinario sulle pensioni più alte varato a suo tempo dal governo
Monti.
Il Movimento 5 stelle torna su questa spinosa questione e
propone una sua ricetta. Ovviamente si tratta di una mozione, e cioè di un
semplice atto di indirizzo che anche se approvato impegnerebbe solo
politicamente il governo, non avendo ovviamente alcuna cogenza come avrebbe un
provvedimento normativo.
La questione è però interessante, ed è per questo che ce ne
occupiamo, per più aspetti. Il primo è che la mozione impone comunque un
dibattito politico su un argomento, quello di un intervento sulle pensioni più
alte, che finora ha suscitato molte parole ma pochi atti concreti.
Il secondo aspetto riguarda la soluzione prospettata, in
questo caso da M5S, per aggirare il paletto posto dalla Consulta sul tema. Va
ricordato infatti che la Corte Costituzionale aveva bocciato la norma varata da
Monti giudicandola come un ingiusto prelievo fiscale che colpiva solo una
categoria di cittadini ( i pensionati che percepivano pensioni superiori a 90
mila euro) per aggiustare i conti pubblici.
Partendo proprio da qui, la mozione presentata in realtà
propone un prelievo progressivo su tutte le pensioni fatta eccezione per quelle
minime. Ovviamente il prelievo è infinitesimale per le pensioni che vanno da 1
fino a 6 volte il minimo, pari allo 0.1%, per arrivare ad un’aliquota del 32%
sulle pensioni oltre il 50 volte l’emolumento minimo.
Dai calcoli effettuati dai penta stellati si otterrebbero circa
1 miliardo e 142 milioni di euro da destinare alle pensioni più basse che
otterrebbero in tal modo un aumento di 518 euro annui. In sostanza una
mensilità aggiuntiva.
Ovviamente e sempre al fine di evitare la mannaia dell’incostituzionalità
il prelievo straordinario e la conseguente redistribuzione alle pensioni più
basse è limitata ad un periodo di tre anni.
Ovviamente anche su questa soluzione proposta ci possono
essere dei dubbi in merito alla costituzionalità (per il fatto che l’intervento
potrebbe essere considerato ancora una volta settoriale, ovvero solo i
percettori di pensioni) o comunque insufficiente nelle coperture. Staremo a
vedere quali saranno le reazioni, ad iniziare da quella del governo.

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