All’inizio della seduta odierna la deputata del Movimento 5
stelle, Emanuela Corda, è intervenuta sul processo verbale a norma dell’articolo
32, comma 3 del regolamento della Camera, per chiarire il proprio pensiero in
merito all’intervento svolto ieri in occasione della commemorazione delle
vittime di Nassiriya, che figura dunque sul verbale odierno. La deputata ha
inteso chiarire il suo pensiero specificando che non aveva alcuna intenzione di
compiere l’elogio del kamikaze che provocò la strage e scusandosi con i
familiari delle vittime. Questo primo intervento ha dato seguito ad una serie
di interventi successivi sullo stesso argomento che si chiudono con l’intervento
del Deputato La Russa che, dando una sua interpretazione dei commi 2 e 3 dell’articolo
32 del regolamento della Camera, rimprovera il presidente di turno Di Maio, in
merito al fatto che gli interventi sul processo verbale non sarebbero limitati
solo a chi ha preso parola nella seduta precedente, ma a chiunque abbia
qualcosa da dire sul processo verbale.
Premesso che in questo inizio di seduta tutti hanno
sbagliato qualcosa dal Presidente di turno a La Russa, partiamo proprio da
quest’ultimo. L’interpretazione fornita da La Russa e il relativo rimprovero a
Di Maio non ha ragione di essere, almeno per quanto attiene la seduta odierna.
Infatti i commi 2 e 3 dell’articolo 32 consentono di intervenire sul processo
verbale solo a chi vuole chiarire il proprio pensiero rispetto alla seduta
precedente, e dunque deve per forza essere intervenuto in quella seduta, o a
chi non ha parlato ma intenda proporre una rettifica puntuale al verbale o
svolgere osservazioni ai fini della sua approvazione. Non è invece consentito l’intervento,
come sostenuto da La Russa, a chiunque abbia qualcosa da dire genericamente sui
temi riportati nel verbale (che nel caso di specie è la commemorazione di
Nassiriya).
Errori però li ha commessi anche il presidente di Maio. Il
primo, veniale, perché fa intervenire la deputata Corda senza che questa abbia
prima specificato su cosa verta la richiesta di intervento, ma questo è dovuto
al fatto che la presidenza, come prassi, era già stata avvertita prima del tema
dell’intervento. Il secondo più sostanziale perché consente a Ettore Rosato un
intervento veramente al limite del comma 3 dell’articolo 32, dal momento che
Rosato interviene per chiarire il pensiero non di un intervento, ma di brusii e
rumori del suo gruppo, che per giunta non sono neppure registrati nel verbale.
Il terzo riguarda aver dato la parola a Rocco Buttiglione senza chiedere su
cosa intervenisse e non bloccandolo immediatamente quando era chiaro da subito
che non stava intervenendo sul processo verbale, bensì in replica alla Corda.
Infine l’ultimo riguarda a nostro avviso il fatto di aver accettato il
rimprovero ingiusto di La Russa, senza ribattere nel merito sulla sua non
fondatezza. E questo è strano visto che ad assistere il Presidente c’era un
funzionario preparato, e forse il migliore per quanto riguarda la gestione dell’aula,
come Giacomo La Sorella.

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