mercoledì 27 novembre 2013

IL GOVERNO BARA SULLE CALAMITA' E SUI FONDI DEI PARTITI, LA STAMPA GLI TIENE IL GIOCO



Può un governo barare su un tema tanto delicato come quello delle calamità naturali? Può la stampa essere così cialtrona o connivente da avvalorare questo raggiro politico? In Italia in entrambe i casi la risposta è si.
Se oggi si apre qualsiasi giornale italiano si legge di un fondo per le emergenze come quelle della Sardegna istituito con il maxiemendamento alla legge di stabilità e finanziato con i risparmi della legge che ha ridotto il finanziamento pubblico ai partiti. Le informazioni su questa norma sono molto scarne, ma tutte fanno pensare ad un provvedimento ex novo del governo, istituito a seguito della decisione di distrarre risorse da altre voci di spesa.
Il comma in questione è il 251 e basta leggerlo per accorgersi con stupore che non è affatto così. Infatti il governo destina 60 dei 68 milioni di risparmi ottenuti dalla legge che ha ridotto il finanziamento pubblico ai partiti (ovviamente parliamo di quella del 2012 della scorsa legislatura, perché quella dell’attuale governo è insabbiata in Senato) ad una serie di interventi individuati dai commi 227 a 232 dello stesso maxiemendamento e che riguardano a vario titolo ricostruzione di territori colpiti da calamità naturali già avvenute.
Qual è il problema? Molto semplice che il governo non si è inventato nulla di nuovo ma ha solo applicato quello che già prevedeva la legge del 2012 sul finanziamento ai partiti, che all’articolo 16 stabiliva che i risparmi ottenuti per gli anni 2012 e 2013 dovessero essere utilizzati per gli interventi di ricostruzione provocati dalle calamità naturali verificatesi in Italia dal 1 gennaio 2009.
Non solo, ma semmai il governo ha scippato 8 milioni ai terremotati e ai danneggiati da calamità varie, stornando questi soldi dal totale dei risparmi ottenuti nel 2013 grazie alla legge 96/2012, per destinarli ad un fondo che gli serve sostanzialmente per fare cassa.

Nessun commento:

Posta un commento