Camera e Senato stanno dando vita ad un paradossale
rimpiattino istituzionale sulla commissione di inchiesta sul caso Moro, tema
del quale ci siamo già occupati e del quale torniamo ad occuparci alla luce di
nuovi sviluppi.
Ebbene, dopo che a Montecitorio, non ostante le perplessità
sollevate da M5S in commissione affari costituzionali, si è voluto
pervicacemente procedere sulla strada della commissione monocamerale, il Senato
ha ovviamente agito di conseguenza.
Come avevamo già previsto con largo anticipo su questo blog,
il Senato ha accantonato la proposta di legge di commissione bicamerale,
procedendo sulla strada di istituire una sua commissione d’inchiesta sul caso
Moro, soggettivamente diversa da quella della Camera. Capendo, probabilmente a
Palazzo Madama, quanto sarebbe stato ridicolo e deleterio che Camera e Senato procedessero separatamente, e magari
intralciandosi a vicenda, su una questione che entrambi definiscono prioritaria,
come la vicenda Moro, al punto da tornare ad indagare a distanza di 35 anni e
senza che siano intervenute novità rilevanti, il senato ha quanto meno avuto l’accortezza
di approvare un testo identico a quello già approvato alla Camera per procedere
a norma dell’articolo 162 comma 4 del regolamento del Senato, e 141 comma 3 del regolamento della
Camera ad un lavoro in congiunta delle 2 commissioni.
Peccato però che questa strada dal 1946 ad oggi, e cioè da
quanto esiste la repubblica, non sia mai stata seguita, seppure esplicitamente
prevista dai regolamenti. In soldoni, non essendoci precedenti in materia
nessuno sa concretamente come possano lavorare congiuntamente due commissioni d’inchiesta
che giuridicamente sono distinte, avendo ognuna il proprio presidente, i propri
uffici di presidenza e i propri regolamenti.
Anche questo aspetto era stato sottolineato in commissione
alla Camera sempre dal Movimento 5 stelle, ma i ragazzini pentastellati si
erano beccati il sarcasmo rancoroso di Bressa che definiva singolare l’ipotesi
che il Senato costituisse una propria commissione d’inchiesta.
Peccato che così alla fine sia stato, e tutti devono essersi
accorti che la strada dell’appaiamento di due commissioni distinte per indagare
sui 55 giorni di Moro rischiava di essere troppo impervia. Così oggi, giorno
nel quale l’aula della Camera deve iniziare proprio l’esame della proposta di
commissione d’inchiesta, da ambienti del Pd giunge l’indiscrezione clamorosa del
contrordine compagni. Nel senso che oggi probabilmente la strada della
commissione monocamerale sarà abbandonata su un binario morto, e come nel gioco
dell’oca si ripartirà dal via con una proposta di legge da approvare
velocissimamente, e magari in sede legislativa nelle rispettive commissioni,
per istituire niente meno che una commissione bicamerale.
Il bello è che il Pd alla camera ha un gruppo così ampio,
che evidentemente non si parlano tra loro neppure tra dirigenti. Visto che il
vice presidente del gruppo, Gero Grassi, un deputato solitamente oscuro ma che
sulla commissione d’inchiesta Moro si sta dimostrando insolitamente loquace,
anche con affermazioni singolari, questa mattina esultava sulle agenzie per la
prossima istituzione della commissione d’inchiesta alla Camera. Purtroppo
questa sera l’on. Grassi scoprirà che dovrà aspettare ancora qualche settimana.

Nessun commento:
Posta un commento