Qualche giorno fa Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ha
rivelato la vicenda della nuova sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma Tor
Vergata, il cui costo finale è lievitato di ben 7 volte il preventivo iniziale.
Tra le cause di questa esplosione dei costi
si apprende esservi anche la secretazione dell’appalto decisa per “motivi
di sicurezza”.
Ebbene in questi giorni in commissione affari costituzionali
alla Camera si sta esaminando proprio una proposta di legge che vuole rivedere
la disciplina della secretazione degli appalti pubblici in deroga alle
normative vigenti (A.C. 219). In realtà il leghista Grimoldi, primo firmatario della
leggina, non ha fatto altro che ripresentare il testo unificato al quale si era
giunti in commissione nella scorsa legislatura e il cui esame si era interrotto
per la fine anticipata della stessa.
L’articolo che regola la secretazione degli appalti è il 17
dell’ decreto legislativo 163 del 2006. La proposta di legge, ma sarebbe più
opportuno parlare di leggina, in realtà rischia di essere acqua fresca, come
spesso accade con le mediazioni. In sostanza l’unica modifica che si introduce
all’attuale regime riguarda un controllo preventivo della Corte dei Conti sulla
legittimità dell’appalto, che però se non arriva entro 45 giorni si traduce in
silenzio assenso.
Purtroppo non viene minimamente toccato il comma 4 dell’articolo
17 che prevede la possibilità, sulla base di motivi di sicurezza di procedere
ad affidamenti diretti degli appalti senza procedere neppure ad una gara con un
numero di soggetti partecipanti ristretto.
Su 12 emendamenti presentati al testo in esame 10 sono del
Movimento 5 stelle e tutti volti a limitare il più possibile e a meglio
definire le procedure per la secretazione. Tra quelli più rilevanti ce n’è uno
che interviene proprio sul comma 4 dell’articolo 17 del dlgs stabilendo che gli
enti che vi ricorrano debbano specificamente motivare le esigenze che hanno
portato all’affidamento diretto di un appalto, e obbligandoli a redigere una
relazione scritta nelle quali dare conto della ricerca effettuata dei soggetti e
delle motivazioni in base alle quali sono stati ritenuti non idonei per
partecipare ad una gara. Altra proposta di modifica rilevante riguarda quella
che prevede che l’atto di secretazione sia disposto dall’autorità politica,
come più volte richiesto dalla Corte dei Conti e non da semplici funzionari
amministrativi come avviene invece ora.
La prossima settimana si passerà ai voti e il quadro potrà
essere più chiaro.

Nessun commento:
Posta un commento