lunedì 3 febbraio 2014

POCO ISTITUZIONALE L'ACCUSA, SENZA NOMI, A DUE DEPUTATI M5S



Ascoltando l’intervista in tv di Fabio Fazio a Laura Boldrini, c’è stata un’affermazione della presidente della Camera che ci ha fatto sobbalzare sulla sedia. Ci riferiamo all’episodio riferito dalla stessa presidente relativo al fatto che nella seduta in cui sono esplosi i tumulti in aula a seguito della sua decisione di ricorrere alla ghigliottina, due deputati del gruppo M5S avrebbero raggiunto la Presidente e le avrebbero rivolto dei veri e propri insulti.
La cosa che sorprende e appare assai poco istituzionale è che la Presidente della Camera nel riferire come cosa certa lo sgradevole e grave episodio non abbia fatto i nomi dei due deputati coinvolti, cosa che invece sarebbe stato suo preciso dovere fare perché di solito le denunce si circostanziano, ed anche perché in questo modo c’è un alone di discredito su tutti i numerosi deputati M5S, e non solo sui (presunti aggiungiamo noi) autori del misfatto.
Poiché è noto che sia in corso un’istruttoria da parte dei questori, come dichiarato in aula dalla stessa Presidente Boldrini, al fine di consentire all’Ufficio di Presidenza della Camera di irrogare eventuali sanzioni disciplinari su tutti gli atti verificatisi nel finale della seduta del 29 gennaio, siamo più che certi del fatto che tra coloro che subiranno sanzioni disciplinari vi saranno anche i due deputati pentastellati che hanno aggredito verbalmente la Presidente della Camera.
Se così non fosse, al contrario, si porrebbe un problema di non poco conto e che investirebbe la Presidente della Camera, e sarebbe più che lecito chiederle spiegazioni sul perché non abbia ritenuto di sanzionare istituzionalmente e a norma di regolamento un fatto grave che però ha poi denunciato in tv genericamente (nel senso che non ha fatto i nomi dei presunti responsabili).
Il regolamento, agli articoli 59 e 60, in particolare il comma 3 di quest’ultimo articolo, è molto chiaro in merito ai disordini in aula e prevede degli strumenti che servono a tutelare l’istituzione, e non la persona che la rappresenta pro tempore, e che proprio per questo vanno applicati quando ne ricorrano le condizioni.
Dal resoconto della seduta del 29 gennaio nulla risulta sui tumulti verificatisi, anche perché esplosi probabilmente alla fine di questa.
Ad oggi non sappiamo se sull’episodio riferito dalla presidente della Camera sia in corso o meno un’istruttoria formale che porterà a sanzioni. Certo è che se così non fosse a nostro avviso si porrebbe un fatto grave del quale la Presidente della Camera sarebbe tenuta a dare conto nei minimi dettagli. Dovrebbe spiegare perché non ha ritenuto di servirsi degli strumenti  disciplinari che il regolamento le mette a disposizione, ma abbia preferito affidarsi ad una denuncia mediatica neppure circostanziata. Qualcuno potrebbe addirittura accusarla di essersi inventato l’episodio, qualora questo non sia stato posto agli atti per le vie ufficiali previsti dalle procedure della Camera, e questo si che sarebbe grave, ma non vogliamo neppure prendere in considerazione tale ipotesi. Dunque rimaniamo in attesa delle decisioni dell’ufficio di presidenza che non dovrebbero tardare visto che l’istruttoria dei questori doveva essere ultimata entro lunedì.  

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