Gentile Presidente della Camera, on. Laura Boldrini,
ci permettiamo, per quanto possa valere l’opinione di un
blog amatoriale che si occupa di vicende della Camera dei Deputati, di
scriverLe una lettera aperta a seguito della risposta che Ella ha inviato a
Barbara Spinelli e che è stata oggi pubblicata da Repubblica con il titolo “La
ghigliottina non si ripeterà”.
Quanto Ella scrive in gran parte della lettera lo
condividiamo al punto da averlo scritto noi stessi già il 30 gennaio. Quello
che, al contrario, riteniamo un evidente errore istituzionale da parte Sua, si
concentra tutto nell’ultimo paragrafo del pezzo.
Ella scrive che la ghigliottina “è stata una misura del
tutto eccezionale”. Gentile Presidente, ferma restando la sua totale buona
fede, converrà che questa sua affermazione pubblica, ovviamente legittima, non
ha alcun valore istituzionale e soprattutto ai fini delle procedure dei lavori
della Camera che presiede.
Dal 29 gennaio 2014, giusto o sbagliato che sia, il
precedente della possibilità di imporre la votazione immediata di una legge di
conversione di un decreto legge esiste e chiunque, sia il governo, sia un gruppo
parlamentare, vi si potrà appellare in futuro. Che Ella dichiari a mezzo stampa
che non si ripeterà sposta poco da questo punto di vista, anche perché l’unica
procedura valida in via di prassi alla Camera è quella che ha adottato ieri in
aula quando ha deciso di annullare l’espulsione dell’on. Buonanno comminata
solo poche ore prima. Nel comunicare la Sua decisione ha correttamente aggiunto
che “non avrebbe costituito precedente”.
Poiché questa formula non è stata pronunciata da Lei ne nel
corso della seduta del 29 gennaio e neppure in quella del 30 gennaio quando
gliel’ha esplicitamente richiesto il Presidente del gruppo Forza Italia on.
Renato Brunetta, il suo pronunciamento a mezzo stampa non può avere che un mero
valore pubblicistico. Per essere chiari, e senza volerLa minimamente offendere,
si è trattato di un’iniziativa mediatica studiata dal punto di vista
politico-comunicativo, che però è assolutamente vuota di sostanza
istituzionale.
Anche il suo riferimento alla lettera inviata al Presidente
Letta, per chi ha letto quella missiva, va derubricato a semplice
giustificazione mediatica. Ella infatti nella lettera inviata al premier
richiama la sua attenzione sull’elevato numero di decreti attualmente all’esame
delle due camere, ma chiude rimettendosi ad una valutazione di opportunità del
governo, guardandosi bene dal citare il fatto che misure eccezionali che lei è
stata costretta ad assumere non si sarebbero più ripetute.
Ella chiude con un accenno alla bozza di riforma approvata
in giunta del regolamento. Anche questo argomento accostato ai due precedenti è
un’abile trovata comunicativa, ma per chi ha letto quella bozza è assolutamente
poco attinente. Il testo dell’eventuale nuovo regolamento ha la principale
finalità di accelerare i lavori parlamentari su determinati temi (qui non
entriamo nel merito se sia giusto o sbagliato), in questo senso, ad esempio,
riduce drasticamente, e quasi elimina, gli ordini del giorno. Dunque se quel
regolamento entrerà in vigore il fatto di non dover ricorrere più ad atti
eccezionali di troncatura dei lavori non atterrà più alla volontà del
Presidente della Camera, ma sarà in re ipsa.
Un cordiale saluto da questo blog.

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