Maria Elena Boschi ha avuto oggi il suo battesimo dell’aula
in qualità di Ministro per i rapporti con il Parlamento ed oggettivamente non è
stato un battesimo facile. Prima in capi gruppo e poi in aula, infatti, ha
dovuto comunicare la decisione del governo di lasciar decadere il decreto enti
locali, meglio noto come Salva Roma Bis. Nel suo intervento, però, la Ministra
Boschi ci ha tenuto a precisare che il governo avrebbe certamente voluto
convertire il provvedimento (che scade venerdi prossimo) ma che non è stato
possibile a causa dell’indisponibilità di M5S e Lega a ritirare i moltissimi
emendamenti depositati.
Su questo aspetto è opportuno precisare le parole della
Boschi ancorandole ai fatti. E’ certamente vero che Lega e M5S erano pronti all’ostruzionismo.
Allo stesso tempo, però, se il governo lo avesse voluto avrebbe potuto
cancellare tutti gli emendamenti apponendo la questione di fiducia. Una volta
messa la fiducia avrebbe potuto troncare l’eventuale successivo ostruzionismo
sugli ordini del giorno chiedendo alla presidente della Camera di ricorrere
alla Ghigliottina, appellandosi al precedente posto di recente. In quest’ultimo
caso la Presidente della Camera avrebbe anche potuto non dare corso alla
richiesta, ma come si dice “domandare è lecito, rispondere è cortesia”.
Per quanto riguarda poi la questione di fiducia, come noto per
apporla su un provvedimento è necessaria una deliberazione in tal senso del
Consiglio dei Ministri. Il fatto che il Presidente del Consiglio non abbia
pensato minimamente a convocare un cdm lampo che acconsentisse all’eventuale
ricorso alla fiducia, ma addirittura questa mattina se ne sia volato a Treviso,
dimostra che il governo non aveva alcuna volontà di provare a portare a casa il
decreto varato dall’esecutivo precedente.
E’ impossibile pensare di convertire alla Camera, stante l’attuale
regolamento, un decreto sul quale c’è forte dissenso delle opposizioni senza
ricorrere allo strumento della fiducia.
Risultato è che il salva Roma decade e vedremo quali
conseguenze produrrà. Gli artefici di questa decadenza sono al 50% le
opposizioni (che rivendicano infatti il risultato) e il Governo.
Il resoconto del dibattito seguito alle dichiarazioni del ministro Boschi
MARIA ELENA BOSCHI, Ministro per i rapporti con il Parlamento.
Signor Presidente, semplicemente per dare atto anche di quello che è
avvenuto in Conferenza dei presidenti di gruppo. Il Governo, a fronte
del decreto che abbiamo adesso all'esame, chiaramente ha mantenuto, ha
confermato la volontà di arrivare ad una approvazione nei termini
stabiliti, quindi entro il 28 febbraio, alla luce di molte disposizioni contenute
in questo decreto, a nostro avviso di primaria importanza. Rammento
semplicemente la disposizione non soltanto che riguarda il comune di
Roma, ma anche la disposizione per il comune di Milano, in modo
particolare il finanziamento per l'Expo, così come le previsioni che
vanno a salvaguardare le popolazioni della regione Sardegna colpite
dagli eventi meteorologici nel mese di novembre, nonché la previsione,
tanto dibattuta e tanto discussa, che comunque era stata accolta nel
decreto, sui cosiddetti «affitti d'oro».
A fronte della rilevanza delle materie contenute in questo decreto, il Governo ha chiesto ufficialmente ai gruppi una assunzione di responsabilità per consentire la conversione nei termini previsti e quindi il ritiro dei numerosi emendamenti presentati. Di fronte alla indisponibilità manifestata ufficialmente in Conferenza dei presidenti di gruppo da Lega e MoVimento 5 Stelle, a ritirare gli emendamenti e la conferma da parte dei due gruppi a continuare con l'ostruzionismo in Aula, che renderebbe matematicamente impossibile l'approvazione del decreto entro il 28, il Governo non insiste ulteriormente sull'esame di questo provvedimento. Chiaramente si impegna fin da ora a farsi carico di recepire, in diverso provvedimento, quelle che sono le norme che verranno valutate indispensabili e di primaria importanza.
A fronte della rilevanza delle materie contenute in questo decreto, il Governo ha chiesto ufficialmente ai gruppi una assunzione di responsabilità per consentire la conversione nei termini previsti e quindi il ritiro dei numerosi emendamenti presentati. Di fronte alla indisponibilità manifestata ufficialmente in Conferenza dei presidenti di gruppo da Lega e MoVimento 5 Stelle, a ritirare gli emendamenti e la conferma da parte dei due gruppi a continuare con l'ostruzionismo in Aula, che renderebbe matematicamente impossibile l'approvazione del decreto entro il 28, il Governo non insiste ulteriormente sull'esame di questo provvedimento. Chiaramente si impegna fin da ora a farsi carico di recepire, in diverso provvedimento, quelle che sono le norme che verranno valutate indispensabili e di primaria importanza.
GUIDO GUIDESI. Chiedo di parlare sulle dichiarazioni rese dal Ministro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO GUIDESI.
Signor Presidente, visto che il Governo ha chiesto un atteggiamento
responsabile ai gruppi che evidentemente avrebbero fatto ostruzionismo, e
tra questi ovviamente c’è anche il gruppo di cui faccio parte
orgogliosamente, vorrei dire al Ministro però che il Governo forse era
opportuno – pur essendo appena arrivato – che stesse attento alla
tempistica con la quale è arrivato questo decreto nella Commissione
bilancio e in questo ramo del Parlamento.
Era evidente che il decreto non potesse essere varato, a meno che non si decidesse tutti insieme che questo decreto, così come era, non si potesse nemmeno discutere. Il Governo sappia fin d'ora che noi saremo assolutamente disponibili a vagliare e a lavorare su alcune misure e su alcuni articoli che vi erano nel decreto che oggi viene ritirato dal Governo, questa per noi è una buona notizia, perché finché questo Governo insisterà sul sostentamento e non sul risanamento vero del comune di Roma noi continueremo a fare una dura e concreta opposizione e anche ostruzione ad una scelta di questo tipo.
È opportuno che Roma, essendo – ho sentito citare tanto in questi giorni – la capitale d'Italia, inizi a dare l'esempio ai tanti altri comuni che invece, a differenza sua, sono assai più responsabili (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
Era evidente che il decreto non potesse essere varato, a meno che non si decidesse tutti insieme che questo decreto, così come era, non si potesse nemmeno discutere. Il Governo sappia fin d'ora che noi saremo assolutamente disponibili a vagliare e a lavorare su alcune misure e su alcuni articoli che vi erano nel decreto che oggi viene ritirato dal Governo, questa per noi è una buona notizia, perché finché questo Governo insisterà sul sostentamento e non sul risanamento vero del comune di Roma noi continueremo a fare una dura e concreta opposizione e anche ostruzione ad una scelta di questo tipo.
È opportuno che Roma, essendo – ho sentito citare tanto in questi giorni – la capitale d'Italia, inizi a dare l'esempio ai tanti altri comuni che invece, a differenza sua, sono assai più responsabili (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
LAURA CASTELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAURA CASTELLI.
Signor Presidente, al Ministro vorrei chiedere: scusate, ma questo
decreto non era così importante ? L'avete detto voi che era importante,
quindi perché lo state ritirando, visto che siamo arrivati in Aula
questa mattina e non abbiamo ancora detto una parola (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)
? Secondo, forse è il caso che il neo-Governo, con il suo neo-sindaco
ora Presidente del Consiglio, impari quali sono i tempi per gestire le
Aule di Camera e Senato per riuscire a lavorare in maniera congrua
rispetto a dei lavori democraticamente ammissibili (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Ministro, vorrei dirle questo, noi sono mesi che con i cittadini cerchiamo di insegnare a questo Parlamento che cosa si deve fare per una città come Roma che per troppi anni (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)...Presidente, scusi...
Ministro, vorrei dirle questo, noi sono mesi che con i cittadini cerchiamo di insegnare a questo Parlamento che cosa si deve fare per una città come Roma che per troppi anni (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)...Presidente, scusi...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore !
LAURA CASTELLI.
Cosa fare, dicevo, con un comune che per troppi anni è stato gestito
malamente, sono vent'anni che i conti pubblici del comune di Roma sono
usati a proprio uso e consumo dalla politica, allora noi le proposte dei
cittadini le abbiamo portate qui, con il primo decreto che aveva la
gestione del Governo Letta, probabilmente il sindaco Marino Pag. 37aveva fatto un accordo con il Governo Letta e non con il Governo Renzi (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico), dunque i panni sporchi lavateveli a casa vostra, non a spese dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
MARCO CAUSI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO CAUSI.
Signor Presidente, al nuovo Governo appena insediato dico soltanto una
cosa: la finanza locale è diventata davvero un terreno minato per la
nostra legislazione, anche per effetto di una confusione normativa molto
rilevante che si è accumulata negli ultimi anni, quindi auspico che il
nuovo Governo, che tra l'altro ha dentro di sé molte forze che vengono
dai comuni e dagli enti locali, possa riuscire a sciogliere questa
confusione, a fare provvedimenti organici rispetto alla finanza locale, a
puntare anche – se possibile – a fare un vero e proprio Testo unico
della finanza locale, superando una legislazione che certamente negli
ultimi mesi è stata affannata, perché questo decreto non è soltanto una
norma su Roma; sono quindici pagine, soltanto una era su Roma. Per
quanto riguarda la norma su Roma, che è quella che politicamente ha
avuto più visibilità, io voglio dire soltanto una cosa, che chi ha
bloccato questo decreto, chi ha bloccato l'approvazione di questo
decreto e della norma di salvaguardia per il bilancio del comune di Roma
2013 e 2014 si assume una responsabilità di fronte alla città di Roma.
Tre milioni di cittadini sanno di chi è questa responsabilità, perché è
stata bloccata, attenzione, non soltanto la norma originaria che con una
sistemazione meramente contabile dei rapporti finanziari tra bilancio
straordinario e bilancio ordinario risolveva il tema giuridico-contabile
del bilancio 2013-2014, ma è stato bloccato qualcosa di più, è stato
bloccato così un vero e proprio piano di rientro pluriennale della
finanza del comune che aveva dentro anche un obiettivo inevitabile di
risanamento dei conti finanziari del comune e che però declinava
quell'obiettivo attraverso un tavolo inter-istituzionale Governo-comune
di Roma – anche questo a medio termine – e che quindi permetteva di
avere non soltanto una soluzione all'emergenza ma anche una prospettiva a medio termine per i servizi pubblici di questa città.
Chi ha bloccato questo
provvedimento deve sapere che si prende una responsabilità perché ne
faranno le spese tutti i cittadini e le cittadine di Roma e la qualità e
quantità dei servizi pubblici della città capitale.
ILEANA CATHIA PIAZZONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ILEANA CATHIA PIAZZONI.
Signor Presidente, per associarmi al collega Causi, di cui condivido
l'impostazione in merito alla responsabilità che si assume chi oggi
blocca questo provvedimento, soprattutto per le modalità.
Ricordo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che nel primo tentativo di poter varare un provvedimento che serve semplicemente a mettere nelle condizioni la nuova amministrazione di Roma di risanare le casse del comune e non altro, che, in un primo momento, abbiamo avuto una schizofrenia per cui il MoVimento 5 Stelle al Senato ha votato un emendamento che costringeva di fatto alla vendita di quote di società che gestiscono in particolare i beni pubblici, come quelli dell'acqua, salvo poi avere nell'Aula della Camera uno show a puro uso e consumo dei telespettatori per quello che riguardava la difesa dell'acqua pubblica.
Io credo che sia giunto il tempo di mettere fine alle farse. Allora, bisogna prendersi la responsabilità di dire la verità, non quella di giocare sulla pelle dei cittadini di Roma e di tutti gli italiani, come spesso avviene in altri casi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
Per quanto riguarda i colleghi della Lega, vorrei solo ricordare che, se di pasticcio si può parlare nel caso dei debiti del comune di Roma, questi provengono da una soluzione adottata tempo fa dall'allora Ministro Tremonti che non mi pare abbia molta distanza dal vostro partito (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Quindi, per favore, risparmiamoci questa serie di rappresentazioni teatrali e cerchiamo di dire la verità ai cittadini...
Ricordo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che nel primo tentativo di poter varare un provvedimento che serve semplicemente a mettere nelle condizioni la nuova amministrazione di Roma di risanare le casse del comune e non altro, che, in un primo momento, abbiamo avuto una schizofrenia per cui il MoVimento 5 Stelle al Senato ha votato un emendamento che costringeva di fatto alla vendita di quote di società che gestiscono in particolare i beni pubblici, come quelli dell'acqua, salvo poi avere nell'Aula della Camera uno show a puro uso e consumo dei telespettatori per quello che riguardava la difesa dell'acqua pubblica.
Io credo che sia giunto il tempo di mettere fine alle farse. Allora, bisogna prendersi la responsabilità di dire la verità, non quella di giocare sulla pelle dei cittadini di Roma e di tutti gli italiani, come spesso avviene in altri casi (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
Per quanto riguarda i colleghi della Lega, vorrei solo ricordare che, se di pasticcio si può parlare nel caso dei debiti del comune di Roma, questi provengono da una soluzione adottata tempo fa dall'allora Ministro Tremonti che non mi pare abbia molta distanza dal vostro partito (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Quindi, per favore, risparmiamoci questa serie di rappresentazioni teatrali e cerchiamo di dire la verità ai cittadini...
PAOLO GRIMOLDI. E tu davanti 8 mila comuni !
Pag. 40
ILEANA CATHIA PIAZZONI. ...e quello che serve per il loro bene e non per i vostri interessi ridicoli (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
MAURIZIO BIANCONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURIZIO BIANCONI.
Signor Presidente, non voglio entrare nel merito del provvedimento, ma
nel metodo sì. Non siamo stati noi – bisognerebbe dire al Governo –
Presidente, che abbiamo fatto un numero di decreti-legge impossibili,
creando un ingolfamento nelle Camere, di talché molti non possono essere
approvati, ma è stata una scelta del Governo. Quindi, è stato il
Governo che è stato irresponsabile.
Non siamo stati noi, Presidente, a creare una crisi tutta interna al Partito Democratico che ha costretto a fare una crisi di Governo con cambio del testimone, che ha fatto perdere due o tre settimane ai lavori di questa Camera. Quindi, la responsabilità la rimandiamo al mittente.
Terzo punto, importantissimo: chi fa opposizione, la fa nei termini e nei limiti che il Regolamento delle Camere gli consente. Io non sono d'accordo che facciano ostruzionismo, ma per questo non gli devo negare, dicendo che sono irresponsabili, il diritto all'ostruzionismo. È un diritto che questa Camera rivendica.
Invito il Governo a dare contezza di quello che è successo, ma a risparmiarsi gli aggettivi, perché tra responsabili e irresponsabili qui non si sa dove si va a finire. Ognuno si assuma le sue di responsabilità: il Governo governi e l'opposizione faccia l'opposizione, come crede, fin quando ci sono questi Regolamenti. Cambiateli e vedremo (Applausi di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente, MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) !
Non siamo stati noi, Presidente, a creare una crisi tutta interna al Partito Democratico che ha costretto a fare una crisi di Governo con cambio del testimone, che ha fatto perdere due o tre settimane ai lavori di questa Camera. Quindi, la responsabilità la rimandiamo al mittente.
Terzo punto, importantissimo: chi fa opposizione, la fa nei termini e nei limiti che il Regolamento delle Camere gli consente. Io non sono d'accordo che facciano ostruzionismo, ma per questo non gli devo negare, dicendo che sono irresponsabili, il diritto all'ostruzionismo. È un diritto che questa Camera rivendica.
Invito il Governo a dare contezza di quello che è successo, ma a risparmiarsi gli aggettivi, perché tra responsabili e irresponsabili qui non si sa dove si va a finire. Ognuno si assuma le sue di responsabilità: il Governo governi e l'opposizione faccia l'opposizione, come crede, fin quando ci sono questi Regolamenti. Cambiateli e vedremo (Applausi di deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente, MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie) !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sorial. Interviene per un richiamo al Regolamento ?
GIRGIS GIORGIO SORIAL. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per avere un chiarimento da lei, se è possibile.
Pag. 41
PRESIDENTE. Onorevole Sorial, questi sono già interventi sull'ordine dei lavori.
GIRGIS GIORGIO SORIAL.
Presidente, se posso, intervengo giusto per un chiarimento, per capire,
come gruppo, se a questo punto questo decreto è stato ritirato dopo che
è stato al Senato per due mesi. Verrà quindi lavorata in Aula una
proposta di legge. Questo è il modo con cui vogliamo operare ? Quindi,
diamo il benvenuto alla Ministra Boschi e al sindaco Renzi.
PRESIDENTE.
Grazie onorevole Sorial. Il decreto non è stato ritirato. Si è
convenuto in Capigruppo che il Governo non avrebbe insistito per la
conversione, quindi l'esame, come la Presidenza ha già letto, è rinviato
ad altra seduta. Il Governo ha scelto di dare una comunicazione di
contenuto all'Assemblea.
Questo ha aperto il dibattito e io sto dando la parola a un deputato per gruppo e ce ne sono ancora alcuni che hanno fatto richiesta di parlare. Quindi, lei ha fatto vedere il Regolamento e pensavo volesse intervenire sul Regolamento. Procedo oltre.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Saltamartini. Ne ha facoltà.
Questo ha aperto il dibattito e io sto dando la parola a un deputato per gruppo e ce ne sono ancora alcuni che hanno fatto richiesta di parlare. Quindi, lei ha fatto vedere il Regolamento e pensavo volesse intervenire sul Regolamento. Procedo oltre.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Saltamartini. Ne ha facoltà.
BARBARA SALTAMARTINI.
Signor Presidente, io accolgo l'impegno che il Governo, per il tramite
del Ministro Boschi, ha preso in quest'Aula. Se questa, come qualcuno
dice, è veramente la casa di vetro e, quindi, se è vero che i cittadini
che stanno fuori da quest'Aula ci guardano, i cittadini oggi hanno
appreso che noi su alcuni provvedimenti rilevanti per la loro vita – e
non mi rivolgo soltanto ai cittadini di Roma, perché sarebbe limitare la
portata del decreto, ma mi rivolgo ai cittadini della Sardegna, mi
rivolgo alle potenzialità che magari rischiano di non essere espresse a
Milano circa il tema dell'Expo, mi rivolgo a tutte quelle importanti
note che ci sono dentro questo decreto e che di fatto raccoglievano
anche indicazioni importanti che erano arrivate dall'opposizione o,
almeno, da una parte dell'opposizione – sta di fatto noi oggi abbiamo
deciso di non dare risposte a questi cittadini.
Per rispondere al collega Bianconi circa anche il metodo, voglio dire che in quest'Aula, a seconda del Regolamento e nel Pag. 42merito rispetto al Regolamento che noi abbiamo, è vero che si può fare ostruzionismo nei modi che questo Regolamento ci consente di fare, ed è legittimo farlo. Per chi viene, come me, da anni di opposizione guai a limitare il lavoro dell'opposizione in un'Aula parlamentare e quindi importante come questa. Ma, attenzione, a volte il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che sono qui fuori, soprattutto da parte di chi ogni giorno, ogni ora continua a dirci che si è in quest'Aula solo per dare risposte ai cittadini, beh, allora, onorevole Bianconi, rispetto a questo senso di responsabilità mi sarei aspettata che una parte dell'opposizione presente in quest'Aula se ne facesse carico fino in fondo, come ce ne siamo fatti carico in Commissione bilancio nella giornata di ieri, quando nei gruppi che sostengono questa maggioranza – e non solo – abbiamo assistito a una delle peggiori scene figlie dell'ostruzionismo italiano, quando cioè siamo stati costretti a mettere in votazione emendamenti a firma 5 Stelle che nulla avevano a che fare con il decreto e che avevano un unico obiettivo, che era quello di bloccare il decreto, e non nel merito, perché se fosse stato nel merito nulla sarebbe stato possibile dire, ma erano emendamenti – e vi prego di andare a guardare, per chi ne ha voglia, i resoconti stenografici del lavoro che abbiamo svolto in Commissione bilancio...
Per rispondere al collega Bianconi circa anche il metodo, voglio dire che in quest'Aula, a seconda del Regolamento e nel Pag. 42merito rispetto al Regolamento che noi abbiamo, è vero che si può fare ostruzionismo nei modi che questo Regolamento ci consente di fare, ed è legittimo farlo. Per chi viene, come me, da anni di opposizione guai a limitare il lavoro dell'opposizione in un'Aula parlamentare e quindi importante come questa. Ma, attenzione, a volte il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che sono qui fuori, soprattutto da parte di chi ogni giorno, ogni ora continua a dirci che si è in quest'Aula solo per dare risposte ai cittadini, beh, allora, onorevole Bianconi, rispetto a questo senso di responsabilità mi sarei aspettata che una parte dell'opposizione presente in quest'Aula se ne facesse carico fino in fondo, come ce ne siamo fatti carico in Commissione bilancio nella giornata di ieri, quando nei gruppi che sostengono questa maggioranza – e non solo – abbiamo assistito a una delle peggiori scene figlie dell'ostruzionismo italiano, quando cioè siamo stati costretti a mettere in votazione emendamenti a firma 5 Stelle che nulla avevano a che fare con il decreto e che avevano un unico obiettivo, che era quello di bloccare il decreto, e non nel merito, perché se fosse stato nel merito nulla sarebbe stato possibile dire, ma erano emendamenti – e vi prego di andare a guardare, per chi ne ha voglia, i resoconti stenografici del lavoro che abbiamo svolto in Commissione bilancio...
MASSIMO ENRICO BARONI. Eccoli qui !
BARBARA SALTAMARTINI.
Bravo, consegnali...emendamenti che erano a dir poco ridicoli. Abbiamo
votato circa 60 emendamenti, dove si faceva riferimento a tutto il
calendario degli ultimi cinque anni, perché, con l'obiettivo di rinviare
e di rimandare la votazione in Commissione bilancio per dare il mandato
al relatore, si è la qualsiasi con questi emendamenti.
Allora, Presidente e Governo, siccome poi le cose importanti devono essere fatte, perché quando si dice che si vuole passare finalmente nella Terza Repubblica si devono fare cose utili, come tante volte sento dire in quest'Aula, allora noi dobbiamo, il Governo deve assumersi la responsabilità di essere molto veloce, di riportare in quest'Aula, nei modi e nei termini dovuti, quelli che erano i provvedimenti inseriti in questo decreto, perché di sicuro, come ha detto il nuovo Pag. 43Presidente del Consiglio Renzi nella seduta di ieri, il tempo non c’è più, e non c’è più soprattutto per questi cittadini.
Allora, Ministro Boschi, mi auguro davvero che il Governo, dopo questa decisione presa a seguito di quello che è emerso nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, vista l'impossibilità da parte del MoVimento 5 Stelle e della Lega Nord, che purtroppo ogni volta che sente la parola «Roma» evidentemente va in fibrillazione...
Allora, Presidente e Governo, siccome poi le cose importanti devono essere fatte, perché quando si dice che si vuole passare finalmente nella Terza Repubblica si devono fare cose utili, come tante volte sento dire in quest'Aula, allora noi dobbiamo, il Governo deve assumersi la responsabilità di essere molto veloce, di riportare in quest'Aula, nei modi e nei termini dovuti, quelli che erano i provvedimenti inseriti in questo decreto, perché di sicuro, come ha detto il nuovo Pag. 43Presidente del Consiglio Renzi nella seduta di ieri, il tempo non c’è più, e non c’è più soprattutto per questi cittadini.
Allora, Ministro Boschi, mi auguro davvero che il Governo, dopo questa decisione presa a seguito di quello che è emerso nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, vista l'impossibilità da parte del MoVimento 5 Stelle e della Lega Nord, che purtroppo ogni volta che sente la parola «Roma» evidentemente va in fibrillazione...
NICOLA MOLTENI. La parola «sprechi» !
BARBARA SALTAMARTINI.
...ed evidentemente da questo punto di vista esprime dei problemi che
io ancora non ho capito, la invito, per cortesia, a sollecitare l'arrivo
di questi provvedimenti in quest'Aula, affinché quest'Aula possa avere
la dignità e soprattutto l'opportunità di rispondere agli interessi di
chi sta fuori quest'Aula.
Pag. 44
Se così non fosse,
Ministro, noi avremo perso una grande occasione, ma io sono sicura che
questo nuovo Governo, questa occasione non la voglia perdere e sono
convinta che questo nuovo Governo abbia tutto l'interesse per far sì che
finalmente si producano delle risposte (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).
MASSIMO ENRICO CORSARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MASSIMO ENRICO CORSARO.
Signor Presidente, vorrei cercare di riportare sul pianeta terra una
discussione che il Ministro Boschi, l'onorevole Causi e adesso
l'onorevole Saltamartini hanno cercato di virare sul «pianeta papalla»,
perché la realtà di cui oggi stiamo parlando è che il Governo ritira – o
accetta di non portare avanti, secondo la terminologia che più le
aggrada, signor Presidente – comunque nella sostanza il Governo ritira
un provvedimento che è passato alla notorietà con l'attribuzione
nominalistica di «salva Roma due». E si chiama «salva Roma due», secondo
la metodologia dei sequel cinematografici, perché prima di questo è già mancata la conversione del «salva Roma uno».
Allora, questo significa che questo decreto-legge, per la seconda volta, non arriva a conversione. Siccome un decreto-legge ha una vita utile di sessanta giorni per ottenere la conversione, vuol dire che in sessanta più sessanta, ossia centoventi giorni, la composita, eterogenea e un po’ confusionaria maggioranza che sostiene questo Governo e quello che lo ha preceduto, e che numericamente dovrebbe contare su una percentuale di maggioranza parlamentare priva di precedenti nella seconda e nella prima Repubblica, non è stata in grado di arrivare ad ottenere la conversione.
Che adesso questa reiterata incapacità della maggioranza parlamentare in centoventi giorni – centoventi giorni ! – questa reiterata incapacità della maggioranza parlamentare, bulgara, di portare a compimento la conversione di questo decreto-legge diventi il tentativo di addebitare all'opposizione la crudeltà di utilizzare gli strumenti regolamentari previsti Pag. 45perché l'opposizione faccia il suo lavoro, è assolutamente risibile e inaccettabile, e lo rimandiamo al mittente, al Governo e agli esponenti della maggioranza che in questo senso si sono esposti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) !
Tenga conto il Governo che, nel tentativo di riprodurre parte o il tutto del testo contenuto in questo decreto-legge, cioè nella scrittura del «salva Roma tre» – sembra una puntata di Beautiful e invece, in realtà, è il tentativo disperato di una maggioranza bulgara di superare gli ostacoli regolamentari – sappia che anche il «salva Roma tre» avrà sessanta giorni di tempo, e che sempre dalle due Aule parlamentari dovrà passare. Quindi, non so da quale dei due rami parlamentari il «salva Roma tre» comincerà il suo iter, ma sarà utile che si dica al primo dei rami parlamentari che ne sarà investito, che dovrà lavorare in tempo necessario per rispettare l'esigenza e la disponibilità del secondo ramo parlamentare di poter svolgere il proprio lavoro, in Commissione prima, e in Aula poi, in un tempo più prolungato dei sette giorni che sono stati messi a disposizione della Camera per lavorare sul «salva Roma due», perché se no, ci ritroveremo tra sessanta giorni, Ministro Boschi, nella stessa condizione di dover prendere atto che questo decreto-legge non potrà essere convertito e che, quindi, il Governo – a questo punto il Governo che lei rappresenta sarà diventato pienamente responsabile, perché sarà sua emanazione l'emissione del decreto-legge per la terza volta – dovrà necessariamente prendere atto dell'ulteriore incapacità di provvedere.
E allora, signor Presidente, approfitto per dire – posto che lei ha anticipato la votazione cui sarà soggetta l'Aula per inserire nell'ordine del giorno il disegno di legge per la norma dei reati ambientali e la legge delega fiscale –, Presidente, che, siccome ieri abbiamo sentito dal Presidente del Consiglio una forte intemerata contro la burocrazia e per la riacquisizione alla politica della dignità e del ruolo governativo, che forse sarebbe opportuno che nella revisione delle sue modalità di azione, il Governo prendesse atto della necessità di rinunciare alle leggi delega, cioè quelle leggi che ridanno completamente alla burocrazia dei Ministeri e delle Direzioni generali la possibilità di stabilire ciò che è espunto dalla valutazione e dalla scelta del Parlamento.Pag. 46
Rinunciate alla legge delega, date dimostrazione che concretamente siete per la riacquisizione della dignità e del ruolo della politica e venite – le leggi – a farle qua dentro, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
Allora, questo significa che questo decreto-legge, per la seconda volta, non arriva a conversione. Siccome un decreto-legge ha una vita utile di sessanta giorni per ottenere la conversione, vuol dire che in sessanta più sessanta, ossia centoventi giorni, la composita, eterogenea e un po’ confusionaria maggioranza che sostiene questo Governo e quello che lo ha preceduto, e che numericamente dovrebbe contare su una percentuale di maggioranza parlamentare priva di precedenti nella seconda e nella prima Repubblica, non è stata in grado di arrivare ad ottenere la conversione.
Che adesso questa reiterata incapacità della maggioranza parlamentare in centoventi giorni – centoventi giorni ! – questa reiterata incapacità della maggioranza parlamentare, bulgara, di portare a compimento la conversione di questo decreto-legge diventi il tentativo di addebitare all'opposizione la crudeltà di utilizzare gli strumenti regolamentari previsti Pag. 45perché l'opposizione faccia il suo lavoro, è assolutamente risibile e inaccettabile, e lo rimandiamo al mittente, al Governo e agli esponenti della maggioranza che in questo senso si sono esposti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) !
Tenga conto il Governo che, nel tentativo di riprodurre parte o il tutto del testo contenuto in questo decreto-legge, cioè nella scrittura del «salva Roma tre» – sembra una puntata di Beautiful e invece, in realtà, è il tentativo disperato di una maggioranza bulgara di superare gli ostacoli regolamentari – sappia che anche il «salva Roma tre» avrà sessanta giorni di tempo, e che sempre dalle due Aule parlamentari dovrà passare. Quindi, non so da quale dei due rami parlamentari il «salva Roma tre» comincerà il suo iter, ma sarà utile che si dica al primo dei rami parlamentari che ne sarà investito, che dovrà lavorare in tempo necessario per rispettare l'esigenza e la disponibilità del secondo ramo parlamentare di poter svolgere il proprio lavoro, in Commissione prima, e in Aula poi, in un tempo più prolungato dei sette giorni che sono stati messi a disposizione della Camera per lavorare sul «salva Roma due», perché se no, ci ritroveremo tra sessanta giorni, Ministro Boschi, nella stessa condizione di dover prendere atto che questo decreto-legge non potrà essere convertito e che, quindi, il Governo – a questo punto il Governo che lei rappresenta sarà diventato pienamente responsabile, perché sarà sua emanazione l'emissione del decreto-legge per la terza volta – dovrà necessariamente prendere atto dell'ulteriore incapacità di provvedere.
E allora, signor Presidente, approfitto per dire – posto che lei ha anticipato la votazione cui sarà soggetta l'Aula per inserire nell'ordine del giorno il disegno di legge per la norma dei reati ambientali e la legge delega fiscale –, Presidente, che, siccome ieri abbiamo sentito dal Presidente del Consiglio una forte intemerata contro la burocrazia e per la riacquisizione alla politica della dignità e del ruolo governativo, che forse sarebbe opportuno che nella revisione delle sue modalità di azione, il Governo prendesse atto della necessità di rinunciare alle leggi delega, cioè quelle leggi che ridanno completamente alla burocrazia dei Ministeri e delle Direzioni generali la possibilità di stabilire ciò che è espunto dalla valutazione e dalla scelta del Parlamento.Pag. 46
Rinunciate alla legge delega, date dimostrazione che concretamente siete per la riacquisizione della dignità e del ruolo della politica e venite – le leggi – a farle qua dentro, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rabino. Ne ha facoltà.
MARIANO RABINO.
Signor Presidente, naturalmente il gruppo di Scelta Civica prende atto
della decisione del Governo. Potremmo anche dirci soddisfatti, avendo
espresso, nel lavoro delle Commissioni e poi nell'Aula del Senato, più e
più riserve sul merito di questo provvedimento. Ci auguriamo che il
nuovo Governo sappia anche ispirarsi e illuminarsi rispetto a tanti
suggerimenti, consigli ed emendamenti che sono arrivati dal nostro
gruppo in vista del provvedimento che eventualmente il Governo si
riserverà di assumere nei prossimi giorni.
Roma o non Roma, i problemi della finanza locale non possono essere più gestiti sempre in termini emergenziali, se non nei casi – come quello della Sardegna – di casi, eventi calamitosi, naturalmente imprevedibili, di fronte ai quali attivare provvedimenti e iniziative eccezionali di emergenza.
Noi invitiamo davvero il Governo ad attivare quelle procedure che portino ad interventi strutturali di risanamento degli enti locali tutti, in particolare del comune di Roma, e ci auguriamo che in questo lavoro ci sia una collaborazione di tutte le forze parlamentari perché è vero che nella dialettica parlamentare le forze politiche hanno il diritto di esprimere le critiche, di utilizzare tutte le tecniche consentite dal Regolamento per opporsi all'approvazione dei provvedimenti. Però questa Aula, questo primo scorcio di legislatura dimostra che c’è un pregiudizio in moltissimi casi, un pregiudizio che porta ad un non ostruzionismo, ma ad un «distruzionismo» permanente che non porta da nessuna parte.
Ci sono provvedimenti che devono arrivare ad una loro definizione e non è più accettabile che in tutte le situazioni si arrivi, a pochi giorni dalla scadenza dei provvedimenti, con forze politiche che, sulla base di un pregiudizio, non consentano una valutazione nel merito, ma si oppongano pregiudizialmente Pag. 47all'approvazione dei medesimi (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia ).
Roma o non Roma, i problemi della finanza locale non possono essere più gestiti sempre in termini emergenziali, se non nei casi – come quello della Sardegna – di casi, eventi calamitosi, naturalmente imprevedibili, di fronte ai quali attivare provvedimenti e iniziative eccezionali di emergenza.
Noi invitiamo davvero il Governo ad attivare quelle procedure che portino ad interventi strutturali di risanamento degli enti locali tutti, in particolare del comune di Roma, e ci auguriamo che in questo lavoro ci sia una collaborazione di tutte le forze parlamentari perché è vero che nella dialettica parlamentare le forze politiche hanno il diritto di esprimere le critiche, di utilizzare tutte le tecniche consentite dal Regolamento per opporsi all'approvazione dei provvedimenti. Però questa Aula, questo primo scorcio di legislatura dimostra che c’è un pregiudizio in moltissimi casi, un pregiudizio che porta ad un non ostruzionismo, ma ad un «distruzionismo» permanente che non porta da nessuna parte.
Ci sono provvedimenti che devono arrivare ad una loro definizione e non è più accettabile che in tutte le situazioni si arrivi, a pochi giorni dalla scadenza dei provvedimenti, con forze politiche che, sulla base di un pregiudizio, non consentano una valutazione nel merito, ma si oppongano pregiudizialmente Pag. 47all'approvazione dei medesimi (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia ).

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