giovedì 27 febbraio 2014

PRIMA DI RIFORMARE IL REGOLAMENTO DELLA CAMERA CAPIRE SE IL SENATO SARA' ELIMINATO



La presidente della Camera Laura Boldrini, a margine della riunione dei capi gruppo svolta oggi, ha dichiarato che è intenzionata a portare all’esame dell’aula della Camera la riforma del suo regolamento entro Marzo.
Premesso che il calendario dei lavori per il mese di Marzo sarà deciso la prossima settimana, l’annuncio della Presidente Boldrini suscita comunque una riflessione.
Che vi sia l’esigenza di porre mano al regolamento della Camera per rivederne alcune parti è opinione ampiamente condivisa da praticamente tutti i gruppi, fatta eccezione, forse, solo per M5S. Ma il lavoro in giunta del Regolamento che ha portato al testo finale di bozza di riforma è stato avviato e si è svolto in clima politico che dava per scontata la permanenza dell’attuale assetto bicamerale del Parlamento.
L’abolizione di ogni potere legislativo del Senato è divenuta un’ipotesi probabile con l’elezione di Matteo Renzi a segretario del Pd, e dopo che il neopremier ha inserito questo obiettivo nel discorso programmatico pronunciato in Senato il progetto ha acquisito sempre maggiore concretezza, il che non vuol dire certezza della sua realizzazione.
Procedere alla riforma del regolamento della Camera all’interno di un sistema di bicameralismo perfetto, al di là del merito della proposta di riforma del regolamento, ha un senso. Procedervi non sapendo se alla fine della fiera il sistema parlamentare rimarrà bicamerale oppure monocamerale ne ha molto meno ed e si corre il rischio di trovarsi in situazioni che nessuno aveva preventivato.
Snellire i lavori parlamentari ed eliminare una serie di strumenti e istituti regolamentari con il fine di rendere certo e più agevole l’iter di alcuni provvedimenti del governo è condivisibile a “legislazione vigente”. Procedere alla stessa operazione sul regolamento dell’unica Camera a cui spetterà approvare le leggi e conferire o negare la fiducia al governo, può invece rappresentare un salto eccessivo, ovviamente in danno del parlamento e, all’interno di questo, delle minoranze, rispetto alla situazione in vigore oggi.
A nostro avviso, dunque, sarebbe meglio e sicuramente più prudente aspettare di capire se il Senato verrà trasformato in semplice camera delle autonomie prima di procedere con la riforma del regolamento della Camera. Questo non significa non riformare più il regolamento della Camera, ma solo riformarlo quando il quadro istituzionale sarà chiaro e, dunque, a ragion veduta.

1 commento:

  1. per il momento sembra solo un maneggio per tappare la bocca al m5s, soprattutto se la firma è Boldrini

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