Non ostante sia in corso la crisi di governo, già oggi, o al
massimo entro domani, l’aula della Camera approverà con modifiche il decreto
mille proroghe, rinviandolo al senato per la definitiva conversione in legge.
Allo sblocco si è giunti attraverso un accordo tra la
maggioranza, impossibilitata nelle condizioni date a fare ricorso alla fiducia,
e l’opposizione, attraverso l’individuazione di un gruppo di emendamenti da far
passare in aula. Al Movimento 5 stelle, ad esempio sono stati riconosciuti 12
emendamenti da approvare, e lo stesso, ovviamente in proporzione alla grandezza
dei gruppi dovrebbe essere stato fatto per gli altri gruppi di opposizione.
In cambio le opposizioni ritireranno tutte le proposte
emendative presentate, tranne un numero limitato da mettere comunque ai voti
come emendamenti di bandiera.
Tra le modifiche più
rilevanti accolte tra gli emendamenti del principale gruppo dell’opposizione,
vi è l’eliminazione della norma che prorogava per tutto il 2014 l’attività del
commissario ad acta al terremoto del 1980, con un risparmio di 100.000 euro. L’abolizione
della proroga di 6 mesi per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, il
taglio di circa 2 milioni al finanziamento previsto per Italia Lavoro, la
soppressione della proroga per gli incarichi dirigenziali all’AIFA, la
soppressione della gestione commissariale dei rifiuti nella città di Palermo, e
l’estensione della proroga degli sfratti a tutto il 2014.

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