In questi giorni è in corso di esame alla Camera il così
detto decreto mille proroghe. Come dice il suo stesso nome si tratta di un
decreto che provvede a differire tutta una serie di adempimenti normativi. Nel
complesso vi sono ovviamente proroghe positive e indispensabili, ma anche molte
estremamente dannose e incomprensibili.
Una tra le peggiori proroghe recate dal decreto 150/2013 è
quella prevista dal suo articolo 7 comma 1-bis che riguarda il Nomenclatore
Tariffario degli ausili. Di che si tratta? Molto semplice. E’ un elenco curato
dal Ministero della salute nel quale figurano tutta una serie di protesi e
ausili medici per persone disabili. Tutti i prodotti che figurano sul
Nomenclatore sono assegnati gratuitamente dallo stato ai cittadini che ne hanno
diritto.
Il problema è che questo elenco è fermo all’ultimo
aggiornamento svolto nel 2001, ovvero 13 anni fa. In questo periodo di tempo l’industria
protesica e la ricerca in questo campo hanno fatto inevitabilmente passi
avanti. Alla luce di ciò il mancato aggiornamento del Nomenclatore produce due
ordini di conseguenze, ovviamente entrambe negative. La prima riguarda il fatto
che lo stato passa ai malati protesi e ausili obsoleti che stanno a quelli attualmente
sul mercato come la ruota quadrata stava alla ruota circolare. L’altra
conseguenza ancora più negativa è che diversi prodotti che figurano nel
Nomenclatore fermo al 2001 non sono più sul mercato. Ciò impone a chi ne ha
bisogno di acquistarli spendendo soldi di tasca propria.
Il problema è ovviamente di risorse come ha detto
chiaramente il ministro della salute rispondendo ad un question time del 13 novembre scorso. Ed è forse per questo che il mille proroghe prevede un
ulteriore differimento all’aggiornamento del Nomenclatore tariffario. Poiché 13
anni non sono bastati il decreto concede altri 6 mesi spostando il termine al
30 giugno 2014. Sarà la volta buona?

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