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mercoledì 7 maggio 2014

IL TESTACODA VERBALE DI CICCHITTO



Oggi per NCD non era facile difendere il suo leader, il Ministro dell’Interno Alfano, nel corso dell’informativa svolta alla Camera sui fatti della finale di Coppa Italia. Non è un caso infatti, che sul punto sia intervenuto un pezzo da novanta come Fabrizio Cicchitto (resoconto integrale dell'intervento).
La difficoltà dell’impresa, unitamente al fatto che Cicchitto è intervenuto a braccio, ha però giocato un brutto scherzo anche ad un parlamentare navigato come lui, facendogli compiere un testacoda verbale, tanto involontario quanto imbarazzante su un tema come la Mafia.
Dice Cicchitto, auspicando un intervento risolutivo dopo le elezioni che risolva il problema dei violenti allo stadio “ Ciò perché altrimenti, sulla base di questo criterio, anche tra i mafiosi c’è il singolo mafioso che è un prepotente, non una struttura organizzata che esercita un grande ruolo di intimidazione.”
La gaffe è evidente visto che dalle parole messe a verbale si evincerebbe che nella mafia c’è qualche singolo mafioso che è un prepotente e sarebbe questo ad esercitare le intimidazioni e non un’organizzazione articolata.
Cose che capitano a Montecitorio.

Il testo dell'intervento integrale di Cicchitto
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, in primo luogo, voglio inviare da questa tribuna un saluto alla madre di Ciro Esposito, signora Leandri (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra), che si è comportata in tutta questa vicenda con un singolare e straordinario senso della misura, malgrado abbia il figlio in quelle condizioni.
   Detto questo, però, voglio anche dire che siccome ho inteso in quest'Aula tre discorsi da campagna elettorale che non si misurano affatto con la gravità e la serietà del problema che abbiamo – un discorso di campagna elettorale del rappresentante del MoVimento 5 Stelle, un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Bianconi e un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Migliore – allora non posso fare a meno di ricordare alcune cose.

lunedì 11 novembre 2013

IL GOVERNO USA IL FONDO PER LE VITTIME DI MAFIA E USURA COME UN BANCOMAT



C’è un fondo all’interno del mare magnum finanziario dello stato che ha una finalità istituzionale di grande rilievo sociale, è il Fondo per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e dell’usura. Questo fondo ha come sua finalità tre obiettivi: 1) indennizzare le vittime dei reati di mafia che si costituiscono parte civile nei processi contro i mafiosi. 2) Concedere un indennizzo pari ai danni subiti alle vittime di un’estorsione esercenti di un’attività economica.  3) concedere un mutuo decennale senza interessi per un ammontare commisurato al danno subito alle vittime di usura che esercitano un’attività economica.
Da quando il governo Letta è nato ha utilizzato il fondo per le vittime della Mafia e dell’usura come un bancomat per finanziare norme che con questi temi non c’entrano nulla. Una continua distrazione di fondi giunta ad un punto tale che non si riesce più a capire se il fondo ha ancora risorse disponibili  per assolvere i suoi compiti istituzionali.
Da aprile ad oggi sono già quattro i provvedimenti governativi diversi che, in varia misura hanno attinto da questo fondo. Il primo è stato il Decreto 54, quello che ha rinviato la prima rata dell’Imu, che ha stornato circa 10 milioni di euro per finanziare la proroga di alcuni mesi dei contratti relativi ai lavoratori degli sportelli immigrazioni presso le prefetture. Il secondo è stato il decreto sul femminicidio, che ha prelevato 15 milioni di euro per destinarli ad un fondo per consentire il pagamento delle spese dovute agli interventi dei Vigili del fuoco per i soccorsi.
Quindi è stata la volta del decreto sulla pubblica amministrazione si è accaparrato 20 milioni per finanziare parte delle proroghe dei contratti a tempo della pubblica amministrazione in vista dei concorsi di stabilizzazione.
Da ultimo è poi arrivato il decreto così detto manovra, che di milioni ne ha impegnati addirittura 50, per finanziare in quota parte il fondo per l’emergenza immigrazione.
Totale 95 milioni di euro sottratti per il 2013 al sostegno alle vittime della mafia e dell’usura. E il bello è che a forza di storni, al momento nessuno ha ben chiaro quanto sia rimasto sul fondo originario. Al punto che lo stesso servizio studi della Camera, nel dossier che ha preparato a corredo del decreto 120/2013 scrive a pagina 47 “appare opportuno che il Governo confermi che l’utilizzo, nella misura di 50 milioni di euro, del fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura, rechi le necessarie disponibilità anche alla luce delle numerose riduzioni previste in recenti provvedimenti legislativi.”   

lunedì 10 giugno 2013

L'ESAME DEL DL SU IMU E CIG ENTRA NEL VIVO


In questa settimana a Montecitorio entra nel vivo in commissione l’esame sul Decreto Legge numero 54, il primo provvedimento di rilievo varato dal governo Letta. I capisaldi di questo provvedimento sono costituiti dalla sospensione della prima rata dell’Imu (art. 1 e 2), dal Rifinanziamento della Cassa Integrazione in deroga e dei contratti di solidarietà (art. 4 commi 1-3) la proroga dei contratti precari della PA (art. 4 comma 4) e la proroga dei contratti degli sportelli unici dell’immigrazione (art. 4 comma 5).
Il provvedimento nel suo complesso non presenta aspetti di grande risalto negativo, allo stesso tempo sembra una sorta di dna del governo di larghe intese e della precarietà su cui poggia. La prima rata Imu infatti è sospesa, nelle more del tentativo di creare una nuova imposta comunale sui servizi che, al suo interno inglobi anche la Tares. Il limite temporale individuato dal decreto è quello del 31 agosto, sforato il quale scatta la clausola di garanzia prevista dall’articolo 2 del decreto, ovvero il pagamento della prima rata Imu entro il 16 settembre.
Poiché anche la semplice dilazione della rata Imu ha un costo non indifferente sulle casse già molto dissestate dei comuni, il decreto prevede un anticipo nei confronti degli enti locali da parte della tesoreria centrale dello stato fino al 50% degli incassi Imu ottenuti nel 2012 da ogni amministrazione comunale.Il rifinanziamento della Cig per il 2013 recato dalle norme previste dai commi 1 e 2 dell’articolo 4 ammonta a circa 1 miliardo di euro. 250 milioni vengono sottratti al fondo per la decontribuzione dei premi di produttività, 246 milioni arrivano dai fondi per la formazione, infine altri 219 milioni arrivano utilizzando circa 9 milioni di sanzioni amministrative comminate dal garante per i consumatori, 100 milioni sono stornati dagli impegni di spesa previsti dal trattato di amicizia tra Italia e Libia ed ulteriori 100 milioni sono stornati dal fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale. Va detto che sulle coperture relative alle sanzioni del garante per i consumatori e quelle relative al trattato di amicizia con la Libia sussiste qualche perplessità sulla possibilità di un loro effettivo utilizzo, esistendo sulle prime una riserva di legge, e sui secondi impegni di spesa che comunque andranno onorati.
Per quanto riguarda il rifinanziamento dei contratti di solidarietà, la copertura è individuata destinando 57 milioni e 600 mila euro circa di somme impegnate per lo stesso fine e non ancora pagate.
Il decreto proroga fino al 31 dicembre 2013 i contratti a termine della PA in essere al 30 novembre 2012 e che superino il limite di 36 mesi comprensivo di proroghe e rinnovi. Su questa norma va sottolineato che se tra questi contratti ve ne sono alcuni che hanno già ottenuto una proroga precedente, per questi stessi maturerebbe il diritto all’assunzione a tempo indeterminato.
Altra proroga prevista dal decreto, sempre fino a dicembre 2013, è quella dei contratti dei lavoratori degli sportelli unici per l’immigrazione presenti nelle prefetture e nelle questure. L’onere di questa norma stimato in circa 10 milioni per il 2013 è coperto utilizzando le risorse del fondo destinato al sostegno delle vittime della mafia e dell’usura.
Il decreto all’articolo 3 prevede poi una norma più simbolica che altro, ovvero il divieto di cumulo tra lo stipendio di Ministro e sottosegretario con quello di parlamentare. I membri del governo che sono anche parlamentari, percepiranno solo lo stipendio da deputato o senatore e non più quello da ministro (50.204 euro) o da sottosegretario (41.719 euro) per un risparmio a regime di 2 milioni annui circa. Curiosità. Nella stesura della norma si sono scordati di citare la figura dei Vice Ministri (il cui stipendio è equiparato a quello di un sottosegretario), dimenticanza che verrà corretta sicuramente con un emendamento.