La richiesta di dimissioni avanzata da parte del Movimento 5
stelle nei confronti della Presidente della Camera Laura Boldrini ha suscitato
scalpore sia nell’aula che nelle dichiarazioni sulle agenzie di stampa. Nel
profluvio di interventi piccati e risentiti (ed in alcuni casi un po’ pelosi)
si è perso di vista l’oggetto del contendere, quasi che il deputato del
Movimento 5 Stelle all’improvviso fosse uscito pazzo e avesse chiesto alla
Boldrini di andarsene.
Le cose non stanno così e il deputato Iannuzzi ha motivato
la sua richiesta all’interno di un richiamo al regolamento, e per la precisione
in riferimento all’articolo 8 che stabilisce che al Presidente spetti di
assicurare il buon andamento dei lavori a norma di regolamento.
Iannuzzi ha fatto riferimento all’episodio verificatosi poco
prima nel quale la Presidente aveva dato la parola ad un oratore contro e ad
uno a favore in merito alla richiesta di aggiornamento dell’aula sul ddl
omofobia. Contro questa proposta è intervenuto per il Cinque Stelle Riccardo
Nuti. La Presidente Boldrini, invece di dare la parola all’oratore a favore,
come previsto dal regolamento, ha commentato nel merito la posizione espressa
da Nuti, dicendo “Onorevole Nuti, l'Assemblea ha deciso e nella casa della
buona politica è l'Assemblea che decide”, e dunque ha preso una posizione in un
dibattito che lei avrebbe dovuto invece arbitrare.
Svolta la votazione che ha sancito la sospensione dei
lavori, il deputato Iannuzzi le ha fatto notare semplicemente questa
scorrettezza, motivando dunque la richiesta di dimissioni alla luce del suo
mancato rispetto del regolamento proprio in merito all’obbligo di imparzialità
nella conduzione dei lavori.
Richiesta certamente forte che si può anche non condividere,
ma non la si può considerare né sconclusionata, né tanto meno un atto del quale
scandalizzarsi o dichiararsi offesi. Stupisce in particolare che al coro delle
critiche si sia aggiunto il Pdl, con Simone Baldelli, visto che nella scorsa
legislatura a chiesto più volte, anche con il proprio capogruppo di allora, le
dimissioni dell’allora presidente Fini, e non per motivazioni regolamentari, ma
politiche.
Di seguito si riporta il testo dell'intervento di Iannuzzi
CRISTIAN IANNUZZI.
Signor Presidente, intervengo sull'articolo 8 del Regolamento e sul suo ruolo.
Mi perdoni, ma se lei dà la parola ad un deputato a favore e ad un deputato
contro su una votazione e, poi, interviene dopo il parere del deputato ed
esprime una sua opinione, un suo punto di vista, lei sta influenzando l'Aula (Applausi
dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Allora, visto che il suo ruolo dovrebbe essere super partes qui dentro, perché è stata votata trasversalmente da tutti i gruppi e perché rappresenta tutta l'Aula, la pregherei, la pregheremmo di astenersi almeno in questi casi – in tutti i casi, ma almeno in questi casi – dall'esprimere la sua opinione e dal commentare la posizione di un deputato a favore o di un deputato contro su una votazione. Altrimenti, se lei non si sente in grado di rappresentare quest'Aula in modo imparziale, è meglio che si dimetta, così entrerà qualcuno, forse, un po’ più imparziale di lei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
Allora, visto che il suo ruolo dovrebbe essere super partes qui dentro, perché è stata votata trasversalmente da tutti i gruppi e perché rappresenta tutta l'Aula, la pregherei, la pregheremmo di astenersi almeno in questi casi – in tutti i casi, ma almeno in questi casi – dall'esprimere la sua opinione e dal commentare la posizione di un deputato a favore o di un deputato contro su una votazione. Altrimenti, se lei non si sente in grado di rappresentare quest'Aula in modo imparziale, è meglio che si dimetta, così entrerà qualcuno, forse, un po’ più imparziale di lei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).

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