Il calendario dei lavori provvisorio, approvato alla vigilia
della pausa estiva, prevedeva sedute con votazioni sul disegno di legge di
riforma costituzionale per le giornate di Venerdì 6, sabato 7 e (addirittura)
domenica 8 settembre.
Giovedì 5 settembre è fissata la capi gruppo che dovrà fare
il punto sulla situazione e confermare o modificare il calendario provvisorio.
Le voci di corridoio a Montecitorio e soprattutto i precedenti ci mettono nelle condizioni di azzardare già
oggi che tutto verrà rinviato a settimana prossima, con le votazioni che
partiranno da Lunedì pomeriggio o, meglio ancora martedì.
Domani è prevista nel primo pomeriggio una seduta che si
risolverà nella comunicazione delle decisioni assunte in capi gruppo e che
servirà a consentire il deposito formale alla Camera del decreto sull’Imu. Al
massimo per venerdì si potrà prevedere una seduta con interrogazioni, che
comunque torna buona per le statistiche relative al conteggio delle sedute
parlamentari.
Che si inizi a votare, come pure era teoricamente previsto,
anche per la sola giornata di Venerdì sul ddl che istituisce il comitato per le
riforme costituzionali è escluso. Anche perché
il Pd è assente perché sta celebrando la sua festa nazionale a Genova, ed altre
minori in tutta Italia. Il Pdl è concentrato solo sulla vicenda Berlusconi, e
proprio in queste ore i toni polemici tra Pd e Pdl si sono alzati in maniera
considerevole. E poi il detto ne di venere né di marte non si da principio all’arte
a Montecitorio è un dogma più che una prassi consolidata. (Montecitorio per tutti, invece,da oggi torna in attività)

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