L’Ufficio di Presidenza della Camera ha comminato una
sospensione di 5 giorni ai 12 deputati del Movimento 5 Stelle che erano saliti
sul tetto di Montecitorio e avevano srotolato uno striscione per protestare
contro la legge che consente la deroga all’articolo 138. I giorni di
sospensione decorrono da oggi e comprendono quelli di sabato domenica e lunedi
nei quali non è prevista seduta. Dunque la sospensione effettiva dai lavori con
votazioni varrà solo per la mezza giornata di martedì, in cui l’aula è convocata
a partire dalle 16.
Ovviamente non si tratta di un gesto di generosità nei
confronti dei grillini, ma in parte di una prassi ed in parte della volontà, da
parte dell’Udp di evitare di essere oggetto di polemiche politiche. Infatti
quando si tratta di irrogare una sospensione dai lavori d’aula ad un
consistente numero di deputati tutti appartenenti ad uno stesso gruppo, si
cerca di fare in modo che la sospensione vera, ovvero l’esclusione dalle
giornate con votazioni, sia minore possibile, proprio al fine di evitare che un
gruppo possa dire che la sua azione è stata fortemente limitata su un
provvedimento legislativo di rilievo.
La seduta dell’Udp è stata molto più lunga del previsto,
protraendosi per quasi due ore. Segno che si è faticato a trovare un accordo
non tanto sul fatto di irrogare una sanzione, quanto sull’entità di essa. Un
dato rilevante del quale nessuno ha parlato è l’assenza di qualsiasi sanzione
pecuniaria o forma di rimborso, che proprio la Presidente della Camera e il
Questore anziano D’Ambruoso avevano (improvvidamente) paventato. Per capire se
la retromarcia su questo punto sia avvenuta prima dell’Ufficio di Presidenza, o
a seguito di un dissenso emerso in quella sede, bisognerà aspettare la
pubblicazione del resoconto che, purtroppo, avverrà solo tra qualche mese.
Quello che è certo è che prevedere una forma di sanzione economica sarebbe
stata uno sproposito senza precedenti e che soprattutto avrebbe introdotto una
forma di tariffario con cui misurare le infrazioni al regolamento della Camera.
Solo la grassa inesperienza e improvvisazione della
Presidente Boldrini e quella del Questore anziano D’Ambruoso (alla sua prima
legislatura) potevano portare a paventare una soluzione del genere.
L’inesperienza e la non conoscenza delle procedure dell’Udp
sembra aver connotato la giornata di ieri, almeno leggendo le principali
dichiarazioni. I deputati M5S si sono lamentati del fatto che non è stata
consentita alcuna forma di pubblicità della loro audizione interpretandolo come
un fatto personale nei loro confronti. In realtà non è così perché l’unica
forma di pubblicità delle sedute dell’ufficio di Presidenza, come prevede il
regolamento di Amministrazione e Contabilità (art.79 commi 1 e 2), è quella
riportata nel Bollettino degli organi collegiali. Un resoconto sommario ed
estremamente succinto, dove ad esempio alcuni elementi, come le audizioni di
ieri non vengono riportate. Esiste ovviamente un verbale stenografico delle
sedute dell’udp, ma tale documento è ostensibile (per usare la dicitura in usa
alla stessa camera) solo ai membri dell’Ufficio di Presidenza e non agli altri
deputati, i quali possono richiedere e ottenere solo gli estratti che li
riguardano direttamente. Anche il rappresentante
leghista in ufficio di Presidenza, Davide Caparini, ha dato prova di
inesperienza quando ha chiesto dove fosse scritto che è vietato lo streaming
per le sedute dell’Udp. Infatti oltre al principio espresso dall’articolo
regolamentare di cui sopra vale la prassi finora seguita.

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