Sul corriere della sera di oggi, a firma di Dino Martirano,
c’è un pezzo molto interessante sulle dismissioni da parte della Camera dei
così detti Palazzi Marini, le sedi dove i deputati hanno un loro ufficio e per
i quali la Camera dei deputati paga un affitto al proprietario degli immobili,
la società Milano 90.
L’articolo merita qualche precisazione perché dalla sua
lettura, chi non conosce i fatti, potrebbe ritenere che la decisione di
dismettere quei contratti di locazione sia stata adottata nel corso dell’attuale
legislatura dal Collegio dei questori.
Ovviamente non è così e il dato non è secondario. La decisione
di rinunciare a far data dal 1 gennaio 2012, tramite disdetta anticipata, al
Palazzo Marini 1, e successivamente di non rinnovare i contratti per gli altri
tre che sarebbero venuti a scadenza entro il 2018 e per i quali non era
previsto il recesso anticipato, è stata proposta dal Collegio dei Questori ed
approvata dall’Ufficio di Presidenza nella scorsa legislatura, e per la
precisione nella seduta dell’Udp del 15 settembre 2010.
Ovviamente se la sostanza non cambia (ovvero la Camera
rinuncia al costo di onerosi affitti) la questione è rilevante da un punto di
vista storico e politico per stabilire chi furono i protagonisti materiali di
questa importante decisione. In realtà come si evince dai verbali delle sedute
dell’udp del 15 settembre 2010 e da quella del 30 marzo 2011, nella decisione
furono coinvolti pure i gruppi parlamentari di allora, tramite i presidenti di
gruppo, proprio perché i questori erano consapevoli dell’impatto che la scelta
avrebbe avuto sul funzionamento futuro dell’istituzione e, come si dice, volevano
evitare di rimanere scoperti sul lato politico.
Questo aspetto non si evince molto chiaramente dal pezzo di
Martirano che, probabilmente, essendo stato ispirato da uno degli attuali
questori o dal collegio intero, (anche perché il bollettino degli organi collegiali
di settembre non è ancora pubblicato sul sito della Camera e dunque le
informazioni in merito alla seduta di settembre scorso possono giungere solo
per via diretta da un membro dell’udp o dagli uffici) tende ad essere
influenzato in tal senso nell’attribuire i meriti di alcune scelte.
In realtà nel pezzo ci sono notizie nuove e interessanti,
come la proposta ulteriore avanzata da Milano 90 alla Camera, quella di
rinunciare alla dismissione dei tre Marini rimasti quando i contratti sarebbero
venuti a scadenza ed in cambio
concessione gratuita del palazzo Marini 1 già dismesso. Su questo aspetto la
scelta di respingere la proposta è tutta ovviamente da ascriversi all’attuale
collegio dei questori, ed anche in via definitiva all’Ufficio di Presidenza. Il
punto, però resta, e consiste nel fatto che chi ha assunto un importante
decisione che consentirà milioni di risparmio alla Camera, furono questori,
ufficio di presidenza, ma anche presidenti di gruppo nella scorsa legislatura,
e almeno questo riteniamo gli debba essere riconosciuto con chiarezza.

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