domenica 22 settembre 2013

SULLA DISMISSIONE DEI PALAZZI MARINI DARE A COLUCCI QUELLO CHE E' DI COLUCCI




Sul corriere della sera di oggi, a firma di Dino Martirano, c’è un pezzo molto interessante sulle dismissioni da parte della Camera dei così detti Palazzi Marini, le sedi dove i deputati hanno un loro ufficio e per i quali la Camera dei deputati paga un affitto al proprietario degli immobili, la società Milano 90.
L’articolo merita qualche precisazione perché dalla sua lettura, chi non conosce i fatti, potrebbe ritenere che la decisione di dismettere quei contratti di locazione sia stata adottata nel corso dell’attuale legislatura dal Collegio dei questori.
Ovviamente non è così e il dato non è secondario. La decisione di rinunciare a far data dal 1 gennaio 2012, tramite disdetta anticipata, al Palazzo Marini 1, e successivamente di non rinnovare i contratti per gli altri tre che sarebbero venuti a scadenza entro il 2018 e per i quali non era previsto il recesso anticipato, è stata proposta dal Collegio dei Questori ed approvata dall’Ufficio di Presidenza nella scorsa legislatura, e per la precisione nella seduta dell’Udp del 15 settembre 2010.  
Ovviamente se la sostanza non cambia (ovvero la Camera rinuncia al costo di onerosi affitti) la questione è rilevante da un punto di vista storico e politico per stabilire chi furono i protagonisti materiali di questa importante decisione. In realtà come si evince dai verbali delle sedute dell’udp del 15 settembre 2010 e da quella del 30 marzo 2011, nella decisione furono coinvolti pure i gruppi parlamentari di allora, tramite i presidenti di gruppo, proprio perché i questori erano consapevoli dell’impatto che la scelta avrebbe avuto sul funzionamento futuro dell’istituzione e, come si dice, volevano evitare di rimanere scoperti sul lato politico.
Questo aspetto non si evince molto chiaramente dal pezzo di Martirano che, probabilmente, essendo stato ispirato da uno degli attuali questori o dal collegio intero, (anche perché il bollettino degli organi collegiali di settembre non è ancora pubblicato sul sito della Camera e dunque le informazioni in merito alla seduta di settembre scorso possono giungere solo per via diretta da un membro dell’udp o dagli uffici) tende ad essere influenzato in tal senso nell’attribuire i meriti di alcune scelte.
In realtà nel pezzo ci sono notizie nuove e interessanti, come la proposta ulteriore avanzata da Milano 90 alla Camera, quella di rinunciare alla dismissione dei tre Marini rimasti quando i contratti sarebbero venuti a scadenza  ed in cambio concessione gratuita del palazzo Marini 1 già dismesso. Su questo aspetto la scelta di respingere la proposta è tutta ovviamente da ascriversi all’attuale collegio dei questori, ed anche in via definitiva all’Ufficio di Presidenza. Il punto, però resta, e consiste nel fatto che chi ha assunto un importante decisione che consentirà milioni di risparmio alla Camera, furono questori, ufficio di presidenza, ma anche presidenti di gruppo nella scorsa legislatura, e almeno questo riteniamo gli debba essere riconosciuto con chiarezza.

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