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giovedì 12 dicembre 2013

IL RESOCONTO INTEGRALE DEL DURO SCONTRO TRA NUTI E FARAONE



La seduta di ieri alla Camera, in cui il governo ha ottenuto la fiducia, è stata abbastanza turbolenta. In particolare si è verificato uno scontro in cui sono volate parole pesanti tra il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti e il deputato del Pd Davide Faraone.  La miccia la innesca il penta stellato nuti nel suo intervento in replica al discorso del presidente del consiglio, facendo riferimento ad una frequentazione di Faraone definita ambigua da Nuti con una persona poi condannata per Mafia. Faraone ha dovuto attendere la fine della seduta per replicare alle accuse del collega intervenendo per fatto personale, con parole altrettanto dure alle quali Nuti ha a sua volta controreplicato. Ovviamente il tutto tra i commenti e il clamore dei deputati presenti in aula che il Presidente fatica a tenere a bada. Di seguito riportiamo lo stenografico integrale delle accuse rivolte da Nuti a Faraone e del botta e risposta che né è seguito a fine seduta.
NUTI “Vede, sta parlando con un cittadino che è del quartiere San Lorenzo Resuttana di Palermo. Ebbene, il nuovo responsabile del suo partito ha nominato responsabile welfare e scuola Davide Faraone: è un collega che è seduto fra i banchi di questo partito. Cosa faceva nel 2008 questo collega ? Andava in casa di Agostino Pizzuto, nel marzo del 2008, per un accordo di sostegno elettorale. Questo viene rilevato non da me, ma dalle intercettazioni ambientali che sono state fatte; a proposito, eliminiamole, così evitiamo queste informazioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Ma chi è Agostino Pizzuto ? La informo, perché, magari, lei non lo sa. È detto il «basettone» nel mio quartiere; deteneva l'arsenale del clan di San Lorenzo Resuttana di Palermo ed è stato condannato ad otto anni per mafia ed estorsione e a dieci per detenzione di armi. In particolare, aveva due pistole semiautomatiche e due revolver, due mitragliatori di fabbricazione croata con silenziatore, un fucile a pompa, una granata, migliaia di munizioni di vari calibri, anche da guerra e un giubbotto antiproiettile.
  Ovviamente, c’è un'indagine in corso, non coinvolge il collega Faraone, ma questo non significa non essere istituzioni quanto meno moralmente corrotte; non bisogna essere condannati dal punto di vista giudiziario (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E se qualcuno – e la informo, Presidente –, quasi con spirito giornalistico, magari può dire «ma io non sapevo a casa di chi andavo», ebbene, nel quartiere di San Lorenzo Resuttana, mi creda, non sapere a casa di chi si va nel proprio quartiere è un po’ strano, non sapere di che tipi stiamo parlando (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)...
  Ma lasciando stare questo, quasi a confermare questo, nelle elezioni amministrative di Palermo, durante le primarie, le cosiddette primarie di cui ci si vanta, sempre questo suo collega è stato beccato tramite un video – che può vedere pubblicato su Striscia la notizia, Canale 5, e così via – mentre con la cooperativa «Palermo migliore» prometteva posti di lavoro in cambio di voti alle primarie. Nel video – non lo dico io – si parlava di voto di scambio, cioè ne parlavano loro, Presidente, si figuri”
DAVIDE FARAONE. Signor Presidente, io volevo fare questo mio breve intervento intanto per ringraziare il mio partito, il mio gruppo parlamentare, Guglielmo Epifani, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, Gero Grassi, per il sostegno che insieme a centinaia di cittadini è stato espresso nei miei confronti.
  E lo voglio fare contrapponendolo – questo gesto di solidarietà di una comunità che è rappresentata da questo partito, che nonostante abbia fatto un congresso, anche abbastanza teso, quando c’è motivo di difendere un componente di questo gruppo parlamentare lo fa – a chi, invece, ha, con cinismo, utilizzato metodi fascisti e mafiosi, fascisti e mafiosi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), perché il manganello e l'additamento della mafia, a volte, non sono soltanto utilizzati materialmente, ma possono essere anche utilizzati con il linguaggio e con la parola.
  E sfido il collega Riccardo Nuti, se ha coraggio, a ripetere le stesse identiche parole che ha detto in quest'Aula, a riparo di quest'Aula, a riparo del segno della casta, che lui contesta, e che è rappresentato dall'immunità parlamentare, di uscire da quest'Aula, ripeterle e rinunciare all'immunità parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), per consentirmi di querelarlo e verificare se le parole che ha detto sono vere o sono mere falsità !
  Ma non lo farà, perché il collega Nuti, oltre ad essere un bugiardo, è anche un codardo ! Ed è bugiardo ed imbroglione perché quando si è candidato al comune di Palermo – lezioni di moralità uno così non può darle – ha scritto, pur di avere qualche voto in più, imbrogliando i cittadini palermitani: Riccardo Nuti detto «Grillo». E nonostante abbia detto: «Grillo» non è stato eletto, i cittadini non lo hanno votato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
  PRESIDENTE. Colleghi ! Colleghi !
  DAVIDE FARAONE. Però è venuto in Parlamento con la forza di 147 voti presi alle «parlamentarie» e ha portato pure la fidanzata, eletta in Calabria con 74 voti. Di questo stiamo parlando ! Quest'uomo dovrebbe dare lezioni di moralità al sottoscritto e a questo gruppo... (Commenti).

mercoledì 18 settembre 2013

PERCHE M5S HA CHIESTO LE DIMISSIONI DELLA BOLDRINI



La richiesta di dimissioni avanzata da parte del Movimento 5 stelle nei confronti della Presidente della Camera Laura Boldrini ha suscitato scalpore sia nell’aula che nelle dichiarazioni sulle agenzie di stampa. Nel profluvio di interventi piccati e risentiti (ed in alcuni casi un po’ pelosi) si è perso di vista l’oggetto del contendere, quasi che il deputato del Movimento 5 Stelle all’improvviso fosse uscito pazzo e avesse chiesto alla Boldrini di andarsene.
Le cose non stanno così e il deputato Iannuzzi ha motivato la sua richiesta all’interno di un richiamo al regolamento, e per la precisione in riferimento all’articolo 8 che stabilisce che al Presidente spetti di assicurare il buon andamento dei lavori a norma di regolamento.
Iannuzzi ha fatto riferimento all’episodio verificatosi poco prima nel quale la Presidente aveva dato la parola ad un oratore contro e ad uno a favore in merito alla richiesta di aggiornamento dell’aula sul ddl omofobia. Contro questa proposta è intervenuto per il Cinque Stelle Riccardo Nuti. La Presidente Boldrini, invece di dare la parola all’oratore a favore, come previsto dal regolamento, ha commentato nel merito la posizione espressa da Nuti, dicendo “Onorevole Nuti, l'Assemblea ha deciso e nella casa della buona politica è l'Assemblea che decide”, e dunque ha preso una posizione in un dibattito che lei avrebbe dovuto invece arbitrare.
Svolta la votazione che ha sancito la sospensione dei lavori, il deputato Iannuzzi le ha fatto notare semplicemente questa scorrettezza, motivando dunque la richiesta di dimissioni alla luce del suo mancato rispetto del regolamento proprio in merito all’obbligo di imparzialità nella conduzione dei lavori.
Richiesta certamente forte che si può anche non condividere, ma non la si può considerare né sconclusionata, né tanto meno un atto del quale scandalizzarsi o dichiararsi offesi. Stupisce in particolare che al coro delle critiche si sia aggiunto il Pdl, con Simone Baldelli, visto che nella scorsa legislatura a chiesto più volte, anche con il proprio capogruppo di allora, le dimissioni dell’allora presidente Fini, e non per motivazioni regolamentari, ma politiche.

Di seguito si riporta il testo dell'intervento di Iannuzzi

CRISTIAN IANNUZZI. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 8 del Regolamento e sul suo ruolo. Mi perdoni, ma se lei dà la parola ad un deputato a favore e ad un deputato contro su una votazione e, poi, interviene dopo il parere del deputato ed esprime una sua opinione, un suo punto di vista, lei sta influenzando l'Aula (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Allora, visto che il suo ruolo dovrebbe essere
super partes qui dentro, perché è stata votata trasversalmente da tutti i gruppi e perché rappresenta tutta l'Aula, la pregherei, la pregheremmo di astenersi almeno in questi casi – in tutti i casi, ma almeno in questi casi – dall'esprimere la sua opinione e dal commentare la posizione di un deputato a favore o di un deputato contro su una votazione. Altrimenti, se lei non si sente in grado di rappresentare quest'Aula in modo imparziale, è meglio che si dimetta, così entrerà qualcuno, forse, un po’ più imparziale di lei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).