domenica 15 settembre 2013

REPETITA JUVANT ?




“Punto, punto e virgola, due punti. Fai vedere che abbondiamo!” Ve li ricordate i famosi fratelli Capone che non lesinano nella punteggiatura alle prese con la famosa lettera? Di loro si debbono essere ricordati alcuni funzionari degli uffici legislativi del governo al punto da prenderli a modello per il loro lavoro.
Da qualche settimana, infatti, c’è un decreto legislativo, il Dlgs n. 140 del 2010 che ha al suo interno un articolo (il 30 sexies) con due commi identici. I commi 2-bis e 3, che nel testo vengono uno dietro l’altro e recano una disposizione identica.
Come è possibile? Semplice. Per la prima volta questa disposizione è stata inserita nel decreto legislativo solo qualche mese fa, attraverso il Decreto del fare, che tra le sue tante disposizioni introduceva anche il comma 2-bis. Il problema è che la stessa identica disposizione è stata introdotta anche dal recente decreto sul femminicidio dal suo articolo 9.
Ovviamente si deve essere trattato di una svista e di una dimenticanza nello scrivere la norma da parte degli uffici e soprattutto nel controllare il testo nel quale tale norma doveva essere inserita.
Dell’errore per fortuna se ne è accorto il Comitato per la legislazione della Camera, l’organo che ha il compito di esprimere un giudizio sulla qualità dei testi normativi all’esame, e nel suo parere del 10 settembre scorso ha segnalato alle commissioni di merito (Affari Costituzionali e Giustizia) di eliminare dal decreto la parte dell’articolo 9 che inseriva nel decreto legislativo 140/2010, una norma che già era presente.
Ovviamente nel corso dell’esame in commissione all’errore si porrà rimedio, e quando il decreto sarà convertito, verrà eliminata l’anomalia di un testo di legge che dal 14 agosto è stato in vigore con due disposizioni identiche che si succedono una dopo l’altra all’interno.  

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