“Punto, punto e virgola, due punti. Fai vedere che
abbondiamo!” Ve li ricordate i famosi fratelli Capone che non lesinano nella
punteggiatura alle prese con la famosa lettera? Di loro si debbono essere
ricordati alcuni funzionari degli uffici legislativi del governo al punto da
prenderli a modello per il loro lavoro.
Da qualche settimana, infatti, c’è un decreto legislativo,
il Dlgs n. 140 del 2010 che ha al suo interno un articolo (il 30 sexies) con
due commi identici. I commi 2-bis e 3, che nel testo vengono uno dietro l’altro
e recano una disposizione identica.
Come è possibile? Semplice. Per la prima volta questa
disposizione è stata inserita nel decreto legislativo solo qualche mese fa,
attraverso il Decreto del fare, che tra le sue tante disposizioni introduceva
anche il comma 2-bis. Il problema è che la stessa identica disposizione è stata
introdotta anche dal recente decreto sul femminicidio dal suo articolo 9.
Ovviamente si deve essere trattato di una svista e di una
dimenticanza nello scrivere la norma da parte degli uffici e soprattutto nel
controllare il testo nel quale tale norma doveva essere inserita.
Dell’errore per fortuna se ne è accorto il Comitato per la
legislazione della Camera, l’organo che ha il compito di esprimere un giudizio
sulla qualità dei testi normativi all’esame, e nel suo parere del 10 settembre
scorso ha segnalato alle commissioni di merito (Affari Costituzionali e
Giustizia) di eliminare dal decreto la parte dell’articolo 9 che inseriva nel
decreto legislativo 140/2010, una norma che già era presente.
Ovviamente nel corso dell’esame in commissione all’errore si
porrà rimedio, e quando il decreto sarà convertito, verrà eliminata l’anomalia
di un testo di legge che dal 14 agosto è stato in vigore con due disposizioni
identiche che si succedono una dopo l’altra all’interno.

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