Di illustri filosofi, storici e letterati in tanti secoli di
storia l’Italia non è mai stata carente. Dunque se si vuole individuare una
bella citazione dotta per aprire un documento ufficiale non c’è che l’imbarazzo
della scelta.
I saggi del governo, o chi per loro a Palazzo Chigi, nel
compiere questa scelta non sono stati molto felici, sia nell’individuare il
letterato, sia nel passo scelto per presentare niente meno che la “Relazione
Finale” sulle riforme costituzionali, ovvero il progetto che il governo
illustrerà domani nell’aula di Montecitorio alle 9,30.
Per dare la cifra del documento politico-istituzionale
certamente più importante di questa legislatura e forse del futuro della nostra
storia politica, ovvero la proposta di grande riforma costituzionale, la scelta
è caduta su uno scrittore, Niccolò Machiavelli, che sia in Italia che all’estero
è passato alla storia come il simbolo della politica politicante, fatta di
tattica, di intrighi e sotterfugi. Di fatto il principale difetto che affligge
da secoli proprio i nostri politici.
Il passo scelto, preso dai Discorsi sopra la deca di Tito
Livio, se possibile rappresenta una scelta ancora più infelice. Eccolo: E però in ogni nostra deliberazione si debbe
considerare dove sono meno inconvenienti e pigliare quello per migliore
partito, perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai”
Anche se è in fiorentino cinquecentesco il passo si presenta
come un inno al male minore, al meno peggio, all’inevitabile compromesso al
ribasso, che è poi la filosofia delle larghe intese. Tutto è certo che il
miglior viatico per un testo che deve rappresentare la base sulla quale
edificare la più ampia riforma costituzionale del 1948 in poi.
Pur non avendo nulla contro il “segretario fiorentino” ci
piacerebbe sapere a chi tra i saggi o tra i funzionari di palazzo Chigi è venuto
in mente di scegliere lui e quella citazione in particolare, e soprattutto di
capire quali siano state le motivazioni, perché la scelta fatta, al di là del
contenuto del documento c’erto non apre all’ottimismo e se si è colti richiama
alla mente un’altra citazione “lasciate ogni speranza o voi che entrate”

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