Il governo Letta vara la norma in
merito all’acquisizione Telecom da parte di Telefonica. Lo fa con un decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri,varato il 29 settembre scorso, che estende il campo degli attivi di
rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni alle reti e agli impianti
utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi
rientranti negli obblighi del servizio universale e dei servizi a banda larga e
ultra larga. Lo fa aggiungendo un comma il 2-bis all’articolo 1 del dpcm 30
novembre 2012 n.253, ovvero l’atto che individua le attività di rilevanza
strategica sulle quali il governo può porre condizioni particolari, o
addirittura il veto alla loro cessione al fine di tutelare la sicurezza
nazionale.
Interessante è il parere che il
Consiglio di Stato esprime sullo schema di Dpcm, dando parere favorevole ma non
rinunciando ad effettuare una tiratina di orecchi al governo sulle modalità
seguite soprattutto in vista del futuro.
La Sezione del Consiglio di
Stato, Presieduta dall’ex Ministro Franco Frattini, infatti invita il governo a
valutare “per l’eventuale verificarsi in
futuro di situazioni che richiedano un intervento immediato del Governo a
tutela degli interessi di difesa e sicurezza nazionale, la possibilità dell’introduzione
nel sistema di una disposizione di chiusura. Una norma, cioè, definita secondo
corrette regole di gerarchia delle fonti, e che sia pienamente rispettosa della
libertà del mercato, idonea ad abilitare il governo, nei tre settori di cui
alla norma primaria, ad assumere atti urgenti qualora un nuovo atto
pregiudizievole per l’interesse nazionale si sviluppi in tempi tanto ristretti
da non consentire l’immediata integrazione della norma regolamentare a
situazioni che per la complessità dei settori stessi potrebbero essere
imprevedibili o impreviste”.

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