venerdì 4 ottobre 2013

ECCO IL DPCM CHE BLINDA TELECOM



Il governo Letta vara la norma in merito all’acquisizione Telecom da parte di Telefonica. Lo fa con  un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,varato il 29 settembre scorso, che estende il campo degli attivi di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni alle reti e agli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale e dei servizi a banda larga e ultra larga. Lo fa aggiungendo un comma il 2-bis all’articolo 1 del dpcm 30 novembre 2012 n.253, ovvero l’atto che individua le attività di rilevanza strategica sulle quali il governo può porre condizioni particolari, o addirittura il veto alla loro cessione al fine di tutelare la sicurezza nazionale.
Interessante è il parere che il Consiglio di Stato esprime sullo schema di Dpcm, dando parere favorevole ma non rinunciando ad effettuare una tiratina di orecchi al governo sulle modalità seguite soprattutto in vista del futuro.
La Sezione del Consiglio di Stato, Presieduta dall’ex Ministro Franco Frattini, infatti invita il governo a valutare “per l’eventuale verificarsi in futuro di situazioni che richiedano un intervento immediato del Governo a tutela degli interessi di difesa e sicurezza nazionale, la possibilità dell’introduzione nel sistema di una disposizione di chiusura. Una norma, cioè, definita secondo corrette regole di gerarchia delle fonti, e che sia pienamente rispettosa della libertà del mercato, idonea ad abilitare il governo, nei tre settori di cui alla norma primaria, ad assumere atti urgenti qualora un nuovo atto pregiudizievole per l’interesse nazionale si sviluppi in tempi tanto ristretti da non consentire l’immediata integrazione della norma regolamentare a situazioni che per la complessità dei settori stessi potrebbero essere imprevedibili o impreviste”.

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