giovedì 3 ottobre 2013

LA MAGGIORANZA ARCHIVIA (PER SEMPRE) LA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE



Quello che avevamo segnalato per tempo, si è puntualmente verificato. In commissione la maggioranza ha soppresso l’articolo 12 del decreto sul femminicidio e con esso ha di fatto reso impossibile la soppressione delle Province. Poiché la norma che prorogava i commissariamenti fino a giugno 2014 è stata cancellata questo significa che alla prima occasione utile si svolgeranno le elezioni provinciali, dunque le 110 province italiane sono salve e con loro i rispettivi presidenti, assessori, consiglieri e consulenti vari.
Il blitz con cui è stata archiviata una delle riforme sulla quale si erano impegnati solennemente non solo tutti i partiti, salvo la Lega, ma anche i governi passati e presenti (Monti e Letta) in un’ottica di risparmio, ha risvolti paradossali.
Il primo è che l’archiviazione della riforma di abolizione delle province avveniva mentre il premier Enrico Letta prima al Senato e poi alla Camera, nel discorso sulla fiducia diceva basta promesse alle quali la gente non crede più  e addirittura accelerava sulle riforme costituzionali, prevedendone la realizzazione entro un anno invece che in 18 mesi. Forse è proprio per fare prima che la riforma delle Province è stata cancellata.
Il secondo riguarda un governo che a fronte di una maggioranza che gli preannuncia uno schiaffone doloroso , invece di difendersi porge (demo)cristianamente pure l’altra guancia. La soppressione dell’articolo 12 è infatti avvenuta con il parere favorevole del sottosegretario Sesa Amici.
Terzo e più interessante elemento riguarda la motivazione con cui è stata giustificata la soppressione dell’articolo 12. Gian Claudio Bressa, capo gruppo Pd in I commissione, ha tirato in ballo la necessità di cancellare quell’articolo per evitare rischi di incostituzionalità. Poiché, come noto, sui decreti legge ai fini della loro promulgazione il Capo dello Stato esercita un vaglio preventivo di legittimità costituzionale, e solo in caso di vaglio positivo li firma, per deduzione logica le argomentazioni addotte da Bressa costituiscono una critica all’operato del capo dello stato.
Il capo dello stato, per coloro che hanno sostenuto la soppressione dell’articolo 12, ha dunque clamorosamente sbagliato nell’operare il suo vaglio di costituzionalità.

4 commenti:

  1. Vorrei capire, sinceramente, cosa pensate si ottenga davvero con l'abolizione delle Province...
    Non credo che 2 miliardi di maggiori spese per il trasferimento delle competenze a Comuni, Regioni e Stato ed il problema di ricollocare 56.000 dipendenti sia una grande riforma istituzionale e di sistema...
    Magari, per esempio, si potrebbe, con una semplice legge ordinaria di tre articoli: 1) vietare le consulenze; 2) vietare l'affidamento di incarichi, a qualunque titolo, ad esterni non dipendenti di una PA, in qualsiasi PA; 3) vietare i doppi, tripli, quadrupli incarichi a magistrati e prefetti. Si otterrebbe un risparmio, immediato, di oltre 4 miliardi, ma, temo, la cosa non farebbe piacere in particolare ai signori del punto 3), ben annidati nei centri amministrativi e legislativi dello Stato, ed ai giornalisti, discretamente presenti nei posti dei punti 1) e 2)...

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    1. Sull'abolizione delle province ogni punto di vista è legittimo, e sicuramente l'operazione sarebbe assai complicata e soprattutto non comporterebbe i risparmi dichiarati. Il problema è un altro. Se si ritiene che tale riforma sia sbagliata si deve avere il coraggio di dirlo, agendo alla luce del sole. Non di soppiatto come si sta facendo, perchè in campagna elettorale si è promesso una cosa diversa. Tutto qui.

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    2. Mi scusi, ma si sa benissimo perché non si può fare "alla luce del sole": perché gli ultimi due governi sono rimasti prigionieri di "annunci" fatti solo per accontentare alcuni quotidiani nazionali, per timore delle lobby dei prefetti, dei magistrati amministrativi, dei sindaci e di coloro che campano di lautissime consulenze... nonché per provare a "lisciare il pelo" ad una parte della "pubblica opinione" che, imbonita dai "professionisti dell'indignazione" a mezzo stampa e tv, si è rivolta ad un Movimento di demenziale ed improduttiva protesta...
      E, poi, se lo dicessero, di cosa camperebbero/parlerebbero blog come questo, a dir poco ossessionati...?

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  2. Tutto si può dire a questo blog tranne che sia ossessionato da alcunchè. La nostra policy è semplicemente quella di fornire qualche notizia (ovviamente a livello amatoriale e nei ritagli di tempo dell'attività professionale) sull'attività che si svolge alla Camera, proprio per farla conoscere meglio. L'informazione ufficiale, e qui conveniamo con lei, trascura da tempo quella che una volta era la cronaca parlamentare, e si affida a generalizzazioni e, sovente, a banalizzazioni purtroppo.

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